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Andrea Andrei per Dagospia
Dal "Daily Mail"
http://dailym.ai/14kHoN1
Le battute si sono sprecate. Tipo: "L'ultima volta che i Rolling Stones hanno suonato di fronte a una folla come quella di Glastonbury di ieri sera era alla cerimonia di apertura di Stonehenge, nel 2300 a.C". Sui social network e sui tabloid britannici non si finisce di scherzare sul fatto che dei nonnetti come Jagger, Richards & co. si siano potuti esibire a un festival come quello.
Le foto dello show in effetti sono impietose. 276 anni in quattro. Dei volti scavati dalle rughe, provati da anni e anni di alcool, droghe, eccessi di ogni tipo. Tanto da meritarsi il soprannome di "morti viventi".
Eppure, quando sono saliti sul palco, tutti si sono resi conto che c'era poco da ridere. Perché gli Stones, anche a detta di chi li ha visti dal vivo negli anni '60, sono straordinari come allora. Anzi, forse pure meglio. Non solo perché gli impianti di amplificazione sono notevolmente migliorati, ma perché adesso questa band suona come se volesse dimostrare che dietro quei corpi segnati dall'età c'è ancora lo spirito di una volta.
Ed è stato così che a Glastonbury domenica sera si è verificato un miracolo che solo i Rolling Stones, nella storia del rock, sono riusciti a realizzare. Più di 170 mila persone, schiacciate come sardine, di ogni età e ceto sociale (c'era pure il principe Harry con la fidanzata). Generazioni e generazioni di fan, dai 70enni fino agli adolescenti.
Ai piedi di quei quattro vecchietti energici c'era l'intero popolo del rock, in tutte le sue derivazioni. Un tributo oceanico alla musica che ha segnato per sempre il volto della cultura occidentale, che ha accompagnato una rivoluzione che oggi in pochi sanno raccontare ma di cui in tanti possono vedere gli effetti.
La voce di Jagger non sarà più melodiosa come quella di una volta, ma l'energia è la stessa. E anche la vita stretta, che ha resistito all'età e che è rimasta uguale fin da quando Mick aveva vent'anni. Una delle testimonianze di un gruppo che invecchiando non smette di migliorare. Indipendentemente dalla prestazione, perché non è più quella che conta. E tutti quelli che erano a Glastonbury lo sanno. Prendere in giro i "vecchietti" è solo un modo per cercare di sdrammatizzare il miracolo di chi è riuscito a sconfiggere anche il tempo.
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