canzonissima milly carlucci

IN RAI NON SI BUTTA VIA NIENTE – NEL MERAVIGLIOSO MONDO DI TELE-MELONI, DOVE LE IDEE LATITANO, NON RESTA CHE RESUSCITARE PROGRAMMI DAL PASSATO: E COSÌ TORNA “CANZONISSIMA” AFFIDATO A MILLY CARLUCCI CHE DOVRÀ FARE I SALTI MORTALI PER FAR FUNZIONARE UN FORMAT DATATO, BASATO SULL’IMMANCABILE GARA TRA CANTANTI, GAG E SKETCH COMICI – MA IN CHE MONDO VIVONO I DIRIGENTI RAI CON STIPENDI DA MIGLIAIA DI EURO? È POSSIBILE CHE NON ESISTA PIÙ NESSUNO IN GRADO DI SFORNARE UN’IDEA ORIGINALE?

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1 - LA NUOVA RAI? VECCHIA ANZI ANTICA

Estratto dell’articolo di Silvia Fumarola per “la Repubblica”

 

milly carlucci presenta canzonissima

E così, nel meraviglioso mondo di Tele Meloni, si sfornano grandi idee e titoli che arrivano direttamente da un glorioso passato. Se hanno funzionato più di mezzo secolo fa, perché non fare il bis? Già, perché?

Una volta la prima azienda culturale italiana aveva autori geniali, e scommetteva sulle novità.

 

Biagio Agnes, Angelo Guglielmi, Massimo Fichera, Andrea Barbato, la pensavano tutti in modo diverso ma erano persone colte, curiose, e, soprattutto, sapevano quello che facevano. Oggi la Rai si riduce a cercare soluzioni precotte. Una volta ci si riuniva, ci si confrontava, le idee circolavano e nascevano miracoli come Quelli della notte o La tv delle ragazze, il nazional popolare Fantastico per restare nell'intrattenimento. O Mixer di Giovanni Minoli, che teneva insieme costume e informazione.

milly carlucci

 

La nuova Rai nel 2026 non è vecchia, è vecchissima, ferma da quel dì. Che peccato. Il direttore dell'Intrattenimento prime time Williams Di Liberatore non ha toccato palla, ha trovato quello che c'era, seguito la corrente e il prodotto sonnecchia.

[…]

Si comincia con Canzonissima; se qualcuno si ricorda dell'Amico degli animali o del Musichiere, si può pescare ancora indietro, volendo.

[…]

 

2 - TORNA «CANZONISSIMA». DOPO MEZZO SECOLO, L’ANNUNCIO DI MILLY CARLUCCI PROGETTO TOP SECRET IN PRIMAVERA SU RAI UNO

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Estratto dell’articolo di Maria Volpe per il “Corriere della Sera”

 

Ritorna, dopo cinquant’anni o poco più, lo show per eccellenza di Rai1, «Canzonissima». Una tv che come spesso accade, per rinnovarsi, si volta indietro, ma anche una sfida interessante. Che ha un nome e un cognome: Milly Carlucci, signora della tv. Forte dei suoi successi di «Ballando con le stelle» e della sua popolarità deve aver pensato che valeva la pena di correre il rischio.

 

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Lei stessa ieri ha dato l’annuncio con un post su Instagram: «”Canzonissima” in arrivo prossimamente su Rai1». E un sottofondo musicale immediatamente riconoscibile: la sigla «Zum zum zum» dello show del sabato sera. Era sabato, 28 settembre 1968.

 

Un’edizione passata alla storia: condotta da Mina affiancata da Walter Chiari e da Paolo Panelli; il regista è Antonello Falqui, gli autori sono Marcello Marchesi, Italo Terzoli ed Enrico Vaime, le coreografie sono curate da Gino Landi.

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[…] Milly Carlucci […] darà un suo tocco allo show senza «copiare» quei successi peraltro irripetibili (circa 22 milioni di telespettatori). Per quel poco che si sa, l’impostazione dovrebbe essere quella originale: l’immancabile gara tra cantanti, gag e sketch comici.

 

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Sembrerebbe che nel cast della trasmissione ci saranno molti nomi noti della musica italiana, che dovrebbero far parte di una giuria. Per il resto, riserbo assoluto. La speranza è che la nuova «Canzonissima» venga acclamata come la vecchia, andata in onda dal 1956 al 1975.

 

[…] Tra le edizioni storiche ci sono quella del 1959, di Garinei e Giovannini, condotta da Delia Scala. Con lei c’erano Paolo Panelli. E Nino Manfredi: ideò per la trasmissione un personaggio che continuò a essere identificato con la sua figura, il barista ciociaro Bastiano, e la sua celebre esclamazione Fusse che fusse la vorta bbona , frase riferita all’invito ad acquistare un biglietto della lotteria forse vincente.

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La più burrascosa è quella 1962: Dario Fo e Franca Rame abbandonano il programma dopo sette puntate: la sera del 29 novembre i due conduttori lasciano gli studi mezz’ora prima dell’inizio della trasmissione,«per divergenze artistiche e ideologiche». Rivelarono che erano costretti sempre a tagliare i testi.

 

La pietra dello scandalo fu uno sketch su un costruttore edile che non dotava i suoi operai di misure di sicurezza. Un argomento già scottante allora, ma nella Rai di quegli anni certi temi non si potevano affrontare, men che meno nella prima serata del sabato.

 

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[…] Pippo Baudo e Loretta Goggi raccolgono il testimone per l’ultima edizione serale del programma, nel 1972-1973: l’ultimo grande successo. Poi due edizioni pomeridiane, senza lode e senza infamia. Forse la formula era logora, forse l’Italia si apprestava a vivere gli anni bui del terrorismo. E così lentamente si chiuse la gloriosa avventura. Che sta per riaprirsi.

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