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“LA RAI STA SBANDANDO VISTOSAMENTE NEGLI SPAZI GIORNALISTICI AL DI FUORI DEI TG” - ROBERTO NATALE, MEMBRO DEL CDA RAI, LANCIA L’ALLARME: “SU RAI2 TOMMASO CERNO CHE, NEL SUO "2 DI PICCHE", SBEFFEGGIA I RAPPRESENTANTI DEL NO. SU RAI3 SALVO SOTTILE, CHE IN "FAR WEST" ASSEGNA ALLA MAGISTRATA CHIAMATA A RAPPRESENTARE IL SÌ LA POSSIBILITÀ DI INTERVENIRE NON SOLO SUL TEMA REFERENDUM, MA ANCHE SU SICUREZZA/IMMIGRAZIONE E SULLA "FAMIGLIA NEL BOSCO", OVVIAMENTE IN MODO CRITICO VERSO L'OPERATO DEI GIUDICI. SU RAI1 BRUNO VESPA, CHE PRIMA IN "CINQUE MINUTI" E POI A "PORTA A PORTA" AD ESSERE ARBITRO IMPARZIALE NEMMENO CI PROVA. NON VA A MESSO A RISCHIO LA CREDIBILITÀ DEL SERVIZIO PUBBLICO...”
(askanews) - "A meno di due settimane dal referendum, la Rai sta sbandando vistosamente negli spazi giornalistici al di fuori dei tg. Nella sola giornata di ieri tre evidenti segni di squilibrio informativo". Così, in una nota, Roberto Natale, Consigliere di Amministrazione Rai.
"Su Rai2 - sottolinea - Tommaso Cerno che, nel suo "Due di Picche", sbeffeggia i rappresentanti del No (il che, naturalmente, non giustifica in alcun modo gli squallidi attacchi omofobi che ha ricevuto nelle ore successive, per i quali merita ogni solidarietà). Su Rai3 Salvo Sottile, che in "Far West" assegna alla magistrata chiamata a rappresentare il Sì la possibilità di intervenire non solo sul tema referendum, ma anche su sicurezza/immigrazione e sulla "famiglia nel bosco", ovviamente in modo critico verso l'operato dei giudici.
Su Rai1 Bruno Vespa, che prima in "Cinque Minuti" e poi a "Porta a Porta" ad essere arbitro imparziale nemmeno ci prova: riserva le sue obiezioni soltanto al rappresentante del No; richiama l'attenzione sulle "tante storie di cattiva giustizia che stanno venendo fuori in questi giorni" e sulle "tante persone alla quali la vita è stata distrutta"; rilancia a più riprese le fake news secondo le quali "nessuno dei giudici che sbagliano viene mai punito", ma "tutto questo la riforma proverebbe a smantellarlo"; afferma che "la cosa che fa impazzire l'Anm è il sorteggio, cioè la perdita di potere".
"Tocca ricordare - conclude - che la delibera della Commissione parlamentare di Vigilanza impegna 'il CdA e l'Ad, nell'ambito delle rispettive competenze', ad assicurare che la Rai rispetti il necessario equilibrio. Non va messa rischio la credibilità del servizio pubblico, bene da preservare anche oltre il 23 marzo".
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