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Lettera di Giampiero Mughini a Dagospia
Caro Dago, ti confesso che provo una noia infinita per quanti agitano “la questione morale” aut per randellare i propri avversari politici aut per promuovere i propri prodotti editoriali o altro. Gente che si vanta di essere motivata dall’etica, dalla fedeltà ai propri valori. Noi sì che siamo dalla parte del Bene e che odiamo il Male, sembrano dire.
Non ne faccio i nomi, per decenza. I grillini, tanto per dire qualcuno, lo fanno 24 ore al giorno. Solo che io a sentirli mi appisolo subito. E non perché sia indifferente all’Etica, alla fedeltà ai valori di cui sono convinto. Tutto il contrario. Perché so quanto sia complicato e sottile e contraddittorio il cammino che porta al rispetto di quei valori, altro che il Bene da due soldi contrapposto al Male da due soldi.
Ho per esempio in questo momento un grave problema etico. Lavora alle mie dipendenze (contributi Inps, liquidazione, ferie e tutto) una collaboratrice domestica non italiana di cui non sono soddisfatto. Bravissima persona, solo che le sue prestazioni sono modeste. Un paio di settimane fa mi ha sfracassato una ceramica di Vietri appesa alle pareti, un pezzo rarissimo. Lo ha fatto per idiozia, non per altro. E così via.
Succede che lei sia andata in questi giorni al suo Paese natale e che io abbia trovato, a sostituirla temporaneamente, una marocchina che viene a casa mia col velo in testa (lo trovo elegantissimo). Brava come più non si potrebbe. Capisce e fa di tutto. E se licenziassi la mia attuale collaboratrice domestica e prendessi lei?
Appunto, licenziare una persona. Mica è una questione da niente, sotto il profilo etico. E tanto più che lo so che lei lavora come una dannata a pagare gli studi universitari della figlia, che ho conosciuto e trattato ovviamente con il massimo rispetto.
Che fanno loro due se viene a mancare la mia paga (non enorme ma consona a un lavoro di 16 ore alla settimana)? Che fanno e che pensano se io dico che è finita, che quel lavoro non ci sarà più? Non so, non riesco a decidermi, è per me un problema (etico) grave. E anche se dal punto di vista dell’efficacia delle prestazioni, tra le due donne non c’è gara. Non so che fare.
Ho scritto queste righe, caro Dago, per sfogarmi. Perché purtroppo sono un individuo roso vivo dall’etica. Ciò che nella mia vita mi ha notevolmente danneggiato e mentre vedevo balzare verso l’alto i retori e i ciarlatani dell’etica.
Giampiero Mughini
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