L’ARTIGLIO DELLA PALOMBA - TUTTO IL LIVORE SPESO CONTRO LE PRESUNTE “MIRACOLATE” DI DESTRA SI STA RITORCENDO CONTRO LE GIOVANI RENZIANE: SIAMO DIVENTATI UNA MASSA DI COMARI IMPAZZITE ATTACCATI AL BUCO DELLA SERRATURA

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Da ‘Il Foglio'

Nell'interesse di tutte, fermiamo il massacro. Non riesco ad assistere inerme alla distruzione quotidiana di persone, storie, curricula e professionalità. Ragazze giovani e belle sono entrate in un governo che mi convince pochissimo, ma che c'entrano i loro amori, le loro storie, il colore degli occhi o la larghezza del fianco/polpaccio?

Un anno fa, la presidente della Camera - ancor prima di salire sullo scranno parlamentare - era stata oggetto di fotomontaggi orribili che giravano il web attirando ghigni e sollazzi. Anna Finocchiaro è stata maciullata per una foto al supermercato del mobile in cui un agente cortese le portava un pacco. Ma ci siamo resi conto - davvero - che siamo diventati una massa di comari impazzite?

Il giornalismo del buco della serratura mi fa abbastanza schifo da sempre (ho ritrovato un'intervista di Andrea Barbato e mia a Claudio Sabelli Fioretti, 1992, dove dicevo le stesse cose che scrivo ora, per fortuna esistono gli archivi). Che si tratti della fidanzata di Craxi, delle pupe di Berlusconi o delle femmine nominate qua e là in giro, lascio volentieri al gossip (comare, appunto) il compito di ritrarle d'estate con o senza cellulite. I grandi editorialisti dovrebbero scrivere degli intrighi internazionali fra banche, imprese finanza e potere. Invece, si scagliano contro le femmine.

La quota di aggressività che si sta scatenando contro le donne dovrebbe allarmare anche gli altri sessi. Dopo il reato di omofobia, dovremmo forse chiedere per legge di fissare un limite alla violenza contro il genere femminile? E' vero, non sappiamo fare branco, come scrisse molti anni fa il sociologo Francesco Alberoni.

Alcune di noi provarono a creare un "branco rosa", trasversale e senza etichette, nacquero molte amicizie, alcune vere solidarietà impensabili, ma forse dovremmo ricominciare tutto daccapo. In passato, mi sono trovata a difendere Irene Pivetti, Mara Carfagna, Mariastella Gelmini, Alessandra Mussolini e tante altre dai loro colleghi e avversari e dal fuoco amico delle parlamentari dei loro stessi partiti.

Oggi la situazione è parecchio aggravata dai social network dove tutto è lecito, tutto è possibile. Illustri sconosciuti tirano pietre alle elette senza conoscerle, senza aver sentito una loro parola dal vivo, semplicemente guardando i talk-show di striscio.

Trovo questo giochino molto pericoloso: screditare tutte le signore della politica dal divano di casa potrebbe essere anche divertente ma fa perdere potere a tutte le italiane. Anche a quelle che distillano veleno senza capire che si stanno avvelenando da sole: chi le rispetterà in ufficio, in negozio, perfino a casa se di ogni altra si pensa tutto il male possibile? Oggi a me, domani a te.

E' così vero che adesso, come un boomerang, tutto il livore speso contro le presunte "miracolate" di destra si sta ritorcendo contro le giovani renziane. Vogliamo dire basta? E cominciamo dal non festeggiare, sabato, la festa dell'ipocrisia, un 8 marzo privo di significato.

 

Barbara Palombelli Maria Elena Boschi e Marianna Madia LORENZIN CARFAGNALuciano Violante e Anna Finocchiaro NICOLE MINETTI A MIAMI MariaStella Gelmini