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"MOZART SI PORTAVA A LETTO LE CANTANTI? COSI’ FA(CEVA)N TUTTI" – PANZA STRONCA LA NUOVA SERIE "SKY" SU MOZART, INTITOLATA "AMADEUS", PIENA DI FALSI STORICI, STRAMBERIE E AMANTI CHE “NELL’AMPLESSO SULLA TAVOLA IMBANDITA GUARDANO LA TELECAMERA COME LE DIVETTE DI YOUPORN” - "CI SONO CAFFETTIERE MOKA CHE AL TEMPO NON ESISTEVANO, LE SALE DEI TEATRI NON AVEVANO POLTRONE FISSE E NON SI BEVEVA A CANNA DALLA BOTTIGLIA: SO CHE I FATTI E LA VERITÀ STORICA NON CONTANO PIÙ, MA CHE SENSO HA? CHE COSA SI VUOL DIRE CON UNA SERIE COSI', AVVICINERA' I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA?” – VIDEO
Pierluigi Panza per corriere.it – Estratti
La nuova serie Sky su Mozart, intitolata Amadeus, realizzata da Two Cities con sceneggiatura di Joe Barton e regia di Julian Farino è basata, in senso peggiorativo, sull'opera teatrale di Peter Shaffer e sul film di Milos Forman (viste le prime due puntate).
Cosa si vuol raccontare con questo prodotto? Che Mozart diceva le parolacce (ma non «ca...» tutto il tempo, inventava rebus e calembour a sfondo sessuale in più lingue) come i giovani e quindi è uno di noi? Che si portava a letto le cantanti? Così facevan tutti.
So che i fatti e la verità storica non contano più, la filologia è una «scienza» del passato… ciascuno fa dire al Passato quel che vuole, ma che senso ha? Salieri (in questo 2025 si sono celebrati 200 anni dalla sua morte) non uccise Mozart, tantomeno lo raccontò alla di lui vedova, Constanze Weber, la quale mai assecondò nella propria vita questa tesi, che pure circolò da subito.
(...)
Siamo nel 1781, scrive il sottotitolo della serie, e l’imperatore Giuseppe II guarda un suo ritratto non finito; peccato che sia quello dipinto da Anton von Maron che, però, nella realtà era già finito da sei anni. L’imperatore chiede a Salieri di «rielaborare il Tarare… quell’opera in francese»: in effetti Salieri rielaborò il Tarare (divenne Axur), ma la prima parigina di quest’opera fu nel 1787 e divenne Axur nell' 1788: come può chiederglielo nell’81? Anacronismi, licenze «poetiche».
Casa Weber non poteva essere una casa di ringhiera (non c’erano), i dolci chiamati macarones colorati non esistevano (il colore è invenzione parigina di un secolo dopo), ma il colmo è che non ci possono essere nobildonne nere imparruccate a corte! Ha un ben strano modo di procedere questo politically-correct: si lamenta dei torti della storia, quindi agisce camuffando la storia per far finta che i torti non ci siano stati! Gli obblighi di produzione prevalgono sulla verità?
Secondo gli sceneggiatori, al primo incontro con l’imperatore Mozart (23 marzo 1881) ci va con Constanze, figlia canterina ma un po’ spiantata della sua padrona di casa, che si presenta con i capelli sciolti a corte. Risulterebbe chiamato lì per sfidare il musicista Clementi, episodio che avviene alla Vigilia di Natale.
Intanto Mozart ci dà dentro con il soprano (amante di Salieri) Caterina Cavalieri, che nell’amplesso sulla tavola imbandita guarda la telecamera come le divette di YouPorn. Ma dai! Solo per sfilare l’abbigliamento intimo e sottogonne ci voleva mezz’ora! Mozart torna a casa e sul tavolo e ci trova una caffettiera Moka, proprio una di quelle inventate da Bialetti nel 1933.
Inutile dire che le sale dei teatri non avevano poltrone fisse e non c’era nemmeno una fossa stabile dell’orchestra. Non si beveva a canna dalla bottiglia, Salieri mica era uno da scampagnate! Per non parlare di Giuseppe II che sale sul palco con un mazzo di fiori che regala al soprano (inaudito), sta a parlare con il compositore e tutti muti sui palchi ad ascoltare (la scena stranota delle “troppe note…”).
Si potrebbe andare avanti ad libitum, tra ridicole dichiarazioni, espressioni inesistenti e altro, ma concludiamo con una cosa brutta da dirsi e che, tuttavia, rivela il senso della vita umana dei tempi che ci hanno preceduti: non credo (e non ricordo traccia documentaria) che Constanze fosse così disperata per la perdita di un suo neonato.
Ne perdettero quattro, era una cosa quasi naturale. Figuriamoci se per il neonato fu celebrata una messa cantata in cattedrale, con il Requiem e Salieri che piange… e il neonato che non finisce in una fossa comune.
Che cosa si vuol dire con una serie così? Avvicinerà i giovani alla musica classica?
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