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“MONTANELLI PRENDENDO UNA SPOSA BAMBINA HA RISPETTATO LA CULTURA DEL POSTO” - MASSIMILIANO PARENTE: “ERA UN MULTICULTURALISTA COME TANTI OGGI. COME TUTTE QUELLE DONNE, INTELLETTUALI, GIORNALISTE, SCRITTRICI, CHE SI METTONO IL VELO PER INCONTRARE UNA DONNA ISLAMICA. O CHE APPLAUDONO A UNA RAGAZZA SEQUESTRATA CHE UNA VOLTA LIBERATA DECIDE DI CHIAMARSI AISHA. SI RISPETTANO LE CULTURE, CI MANCHEREBBE. E POI CI SI SENTE MEGLIO BUTTANDO DELLA VERNICE SU UN PEZZO DI BRONZO…”
massimiliano parente foto di bacco
Lettera di Massimiliano Parente a Dagospia
Caro Dago. Sulla tanto citata lettera di Indro Montanelli dove parla della sua giovane sposa bambina africana dico due cose: fu pubblicata sul Corriere della Sera venti anni fa, quando Montanelli era diventato un eroe della sinistra perché antiberlusconiano e dichiarato elettore dell’Ulivo.
Motivo per cui nessuno ebbe niente da ridire. Piuttosto invece di prendersela con una statua sarebbe più sensato prendersela con quei paesi che tutt’oggi praticano l’infibulazione e sposano e stuprano milioni di bambine. Ah già, ma lì subentra il rispetto per le culture.
Per cui chi imbratta la statua oggi è come Montanelli negli anni Trenta: potremmo dire che Indro aveva rispettato la cultura del posto (mica l’aveva infibulata lui), in fondo era un multiculturalista come tanti oggi. Come tutte quelle donne, intellettuali, giornaliste, scrittrici, che si mettono il velo per incontrare una donna islamica. O che applaudono a una ragazza sequestrata che una volta liberata decide di chiamarsi Aisha. Si rispettano le culture, ci mancherebbe. E poi ci si sente meglio buttando della vernice su un pezzo di bronzo.
Baci,
Massimiliano
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