patti smith just kids

“HO FATTO UN TEST DEL DNA E HO SCOPERTO CHE NON SONO PER METÀ IRLANDESE, MA EBREA. È BUFFO, PERCHÉ PARLO SPESSO DELLA PALESTINA E MI DANNO DELL’ANTISEMITA” – A 80 ANNI PATTI SMITH PUBBLICA UN LIBRO DI MEMORIE E RIVELA DI AVER SCOPERTO DI NON ESSERE LA FIGLIA BIOLOGICA DI SUO PADRE: “PER ANNI ANDAVO A BELFAST DICENDO CHE MIO PADRE ERA IRLANDESE, ERO DIVENTATA AMICA DEGLI U2 PARLANDO DI COSA SIGNIFICA ESSERE IRLANDESI. E POI HO SCOPERTO DI NON AVERE NULLA DI IRLANDESE!” – “NON VOLEVO SCRIVERE ALTRE MEMORIE, MA SU DI ME E MIO MARITO SONO STATE SCRITTE TROPPE COSE, SPESSO INVENTATE. LA GENTE CREDE CHE SIAMO USCITI DALLA VITA PUBBLICA PERCHÉ ERAVAMO DEI TOSSICI, MA IN REALTÀ…”

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

Estratto dell'articolo di Alain Elkann per “Specchio – la Stampa”

 

patti smith a pompei 2

Patti Smith è nata a Chicago nel 1946. Negli anni Settanta la poeta e cantautrice americana ha aperto la strada a diversi artisti punk rock, soprattutto donne. E con il suo aspetto androgino, le intense esibizioni dal vivo e una poesia che affrontava testi sovversivi, si è guadagnata il titolo di "madrina del punk".

 

[…] Sta firmando copie del suo nuovo libro "Il pane degli angeli", un altro libro di memorie, un filone che lei ha iniziato con "Just Kids". Perché scrive memorie sulla sua vita, i suoi sentimenti e amori, la sua famiglia?

«Mi ritengo una scrittrice di fiction in realtà, non ho mai pensato a scrivere memorie fino a che Mapplethorpe mi chiese di raccontare la nostra storia, poche ore prima di morire, nel 1989. Ci ho messo almeno 10 anni. […]

 

just kids - patti smith

Non volevo scrivere altre memorie, ma su di me e mio marito sono state scritte troppe cose, spesso inventate. La gente crede che siamo usciti dalla vita pubblica perché eravamo dei tossici, ma in realtà abbiamo vissuto una vita tranquilla e produttiva. Abbiamo cresciuto due figli. Mio marito è morto giovane, a 44 anni, nel 1994, e volevo raccontare a chi fosse interessato le cose davvero importanti della mia vita, invece delle mezze verità e dei pettegolezzi. Sono stata totalmente sincera».

 

Lei racconta la sua infanzia, i genitori, i fratelli, e la decisione di lasciare Philadelphia e andare a New York, dove la prima persona che ha incontrato è stato il fotografo Robert Mapplethorpe?

«Quando sei giovane accetti le cose per come sono, ma ora mi guardo indietro e mi rendo conto che miracolo è stato quell'incontro. Arrivo a New York per fare l'artista e conosco un altro ventenne che non vuole essere un artista, ma sa di esserlo. Mi diceva sempre: "Non puoi volere essere un'artista. Tu sei un'artista". È stata una lezione semplicissima e bellissima, che mi ha dato sicurezza a vent'anni».

patti smith con fred sonic smith

 

Poi ha conosciuto Sam Shepard e ha cominciato a recitare?

«Soprattutto abbiamo scritto un testo teatrale insieme, Cowboy Mouth. Sam ci aveva messo un pezzo di improvvisazione poetica, e io gli chiesi come farlo. Lui disse: "Lascialo scorrere. Discuti con me in versi. Non avere paura". Io chiesi cosa sarebbe successo se avessi fatto un errore. Lui rispose: "Non puoi sbagliare. Se stai improvvisando e incontri un muro, fallo a pezzi". Di nuovo, qualcuno era entrato nella mia vita per darmi una indicazione semplice che cambia tutto».

 

[…] Presto andrà a Roma per un concerto, cosa farà quel giorno?

«Forse andrò al Vaticano, a trovare papa Francesco e la sua tomba. Forse parlerò con qualcuno che incontrerò lì. In una chiesa c'è un osso del piede di Maria Maddalena, voglio visitarla. Voglio sempre andare nei musei. Magari andrò a vedere i dipinti del Caravaggio».

 

Nel libro lei parla del test del DNA che ha fatto perché non era certa di essere la figlia biologica di suo padre.

«Ho un aspetto molto diverso dai miei fratelli, ma adoro il padre che mi ha cresciuto. Grant Smith era un uomo bellissimo, ma non assomiglio a lui e ho scoperto che non era il mio padre biologico. Però ho voluto assomigliargli, lui leggeva sempre e faceva un milione di domande. Aveva una spiritualità innata senza essere religioso. L'ho amato molto, lo amo ancora».

patti smith con robert mapplethorpe

 

Invece di pensare che fosse irlandese ha scoperto di avere un padre ebreo ashkenazita?

«Al 100 per cento. Per anni andavo a Belfast dicendo che mio padre era irlandese, ero andata sulla tomba di Bobby Sands, ero diventata amica degli U2 parlando di cosa significa essere irlandesi. E poi ho scoperto di non avere nulla di irlandese!

 

Ma mi sento virtualmente irlandese grazie a mio padre, e il sentimento nei confronti degli ebrei e di quello che gli è stato fatto durante la Seconda guerra mondiale era molto profondo nella mia famiglia. Sono devastata da quello che è accaduto ai palestinesi, e quello che sta succedendo ora in Libano. Ne parlo spesso e mi danno dell'antisemita, molto buffo, considerando che biologicamente sono per metà ebrea. In realtà non sono "anti" niente. Sono per i bambini. È il mio primo pensiero». […]

patti smith papa francesco patti smith by lynn goldsmith 6patti smith fotografata da lynn goldsmith 4patti smith by lynn goldsmith 4patti smith e robert mapplethorpe 2patti smith e robert mapplethorpe 3robert mapplethorpe 2patti smith fotografata da lynn goldsmith 5patti smith fotografata da simone cecchetti patti smith lynn goldsmith patti smithpatti smith by lynn goldsmith 3patti smith fotografata da lynn goldsmith 2patti smith by lynn goldsmith 5PATTI SMITH – PADIGLIONE VATICANO ALLA BIENNALE DI VENEZIA andrea bocelli patti smithpatti smith by lynn goldsmith 7PATTI SMITH FIRENZE 1979PATTI SMITHpatti smith all auditorium parco della musica 15 settembre 2025patti smith con i fratelli nel 1951PATTI SMITH CONCERTO FIRENZE 1979 - 2patti smith ©oliviero toscanibob dylan patti smith