piero ciampi

PIERO CIAMPI, IL PIÙ SOTTOVALUTATO DEI CANTAUTORI ITALIANI - SE SI FOSSE PACIFICATO COL POP, IL CULT-SINGER LIVORNESE AVREBBE FATTO UNA CARRIERA PARALLELA A QUELLA DI PAOLO CONTE. INVECE, FEDELE AL SUO COGNOME, INCIAMPÒ. TROPPO MAUDIT PER L'ITALIA DEL BOOM, MOLTE DELLE INCISIONI SONO STATE PUBBLICATE DOPO LA SUA MORTE (IN SOLITUDINE NEL CORRIDOIO DI UN OSPEDALE ROMANO) - LA CRUDEZZA DE “L’INCONTRO”, SENZA RIME: “E CHE HA RAGIONE LA GENTE / QUANDO DICE CHE MERITO LA SOLITUDINE..." - VIDEO

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Giuseppe Videtti per “il Venerdì di Repubblica” - Estratti

 

Questo è il più sottovalutato dei cantautori italiani. 

In America direbbero un cult-singer. Se si fosse pacificato col pop, Piero Ciampi (1934-1980) avrebbe fatto una carriera parallela a quella di Paolo Conte, pur camminando sul ciglio della strada, evitando le corsie preferenziali – invece, fedele al suo cognome, inciampò. 

 

PIERO CIAMPI

Troppo maudit per l'Italia del boom. Ciampi, per sua sfortuna, si trovò di fronte a una fortezza cantautorale (fieramente difesa dai genovesi – con Tenco fece amicizia, qualche affinità doveva pur esserci – e dai milanesi) che neanche l'amicizia con Gian Piero Reverberi (col quale fece il militare e tanto avrebbe fatto per De André) riuscì a fare da ponte levatoio.  

 

Solo la nostra Aspesi, al tempo in cui esordì col nome di Piero Litaliano, nel 1963, tessé le lodi della sua poesia obliqua, pur preconizzando che sarebbe risultato "incomprensibile all'amatore abituale di canzonette" (e difatti non incise più fino al 1971, anche se di canzonette ne scriveva per gli altri). Ciampi era uno spirito libero, sapeva che se fosse nato a Parigi invece che a Livorno la storia sarebbe andata diversamente. 

 

piero ciampi

Nella capitale francese soggiornò in povertà, e fece anche incontri importanti: Céline, Brassens e Cohen. Viaggiatore solitario, spariva e ricompariva senza preavviso; carattere ribelle (anche rissoso, dicono) che neanche la Rca Italiana, notoriamente conciliante con le stramberie degli artisti, riuscì a controllare. Nemmeno, purtroppo, a valorizzare. Molte delle incisioni sono state pubblicate dopo la sua morte (in solitudine nel corridoio di un ospedale romano). 

 

piero ciampi

Roba da Club Tenco? Cantautore di culto? No, c'è di più. Io mi tengo stretta L'incontro, una di quelle che negli anni 70 finì sotto un'altra fortezza cantautorale che nel frattempo era diventata un cul-de-sac – questa volta presidiata dai romani. Cruda, senza rime; L'appuntamento della Vanoni era malinconica, questa è spietata: «(…) E che ha ragione la gente / Quando dice che merito la solitudine / Ma guarda tu che cosa ti dico / Sarebbe molto meglio per te / Che te ne andassi / Prima di incontrarmi».