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SALUTAME A “BIBI” – L’AMMINISTRAZIONE TRUMP È PRONTA A CONSIDERARE UNA PROPOSTA CHE PERMETTA ALL’IRAN UN "ARRICCHIMENTO NUCLEARE SIMBOLICO." SAREBBE UN COLPO AL CUORE PER NETANYAHU: IL PREMIER ISRAELIANO PRETENDE CHE TEHERAN RINUNCI COMPLETAMENTE AL PIANO ATOMICO – TRA LE OPZIONI PRESENTATE A DONALD TRUMP PER UN EVENTUALE ATTACCO ALL’IRAN, UNA PREVEDE L’UCCISIONE DELLA GUARDIA SUPREMA, ALI KHAMENEI, E DEL FIGLIO MOJTABA: “NON HA ANCORA DECISO SE ATTACCARE..."

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BENJAMIN NETANYAHU DONALD TRUMP

Media, 'Usa aperti ad arricchimento nucleare simbolico per l'Iran'

(ANSA) - L'amministrazione Trump è pronta a considerare una proposta che permetta all'Iran un arricchimento nucleare "simbolico" se non lascia alcuna possibilità di costruire una bomba.

 

Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali potrebbe esserci una piccola apertura da parte dell'amministrazione.    Un funzionario americano ha messo in evidenza che se l'offerta dell'Iran includesse un "piccolo e simbolico arricchimento" e se Teheran offrisse prove precisa che questo non pone minacce, allora gli Stati Uniti valuterebbero la proposta.

 

stati uniti iran - colloqui nucleare

A Trump presentate varie opzioni per l'Iran, una con Khamenei nel mirino'

(ANSA) - A Donald Trump sono state presentate varie opzioni militari per l'Iran, incluso uno scenario con l'uccisione della guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei, e di suo figlio Mojtaba. Lo riporta Axios citando alcune fonti. "Il presidente non ha ancora deciso di attaccare. Sta tenendo le sue opzioni aperte, Potrebbe decidere da un momento all'altro", hanno messo in evidenza alcuni funzionari americani.

 

Nucleare, l'Iran rassicura gli Usa «Bozza di accordo in 2-3 giorni»

Estratto dell’articolo di Angela Napoletano per “Avvenire”

 

video dell attacco americano al sito nucleare di fordow 2

Il ministro degli Esteri del regime, Abbas Araghchi, prospetta una svolta e chiarisce: «Washington non ci ha chiesto di azzerare l’arricchimento dell’uranio» Trump fa pressione: «Sto pensando a dei raid mirati» La bozza dell’accordo sul nucleare tra Iran e Stati Uniti «sarà pronta entro 2-3 giorni».

 

Lo ha annunciato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in un’intervista all’emittente americana Msnbc, in risposta all’ultimatum lanciato, poche ore prima, dal presidente Donald Trump: «O troviamo un’intesa nei prossimi 10, al massimo, 15 giorni, o per loro sarà una sfortuna». Procedono così, con un botta e risposta a distanza, le negoziazioni tra Washington e Teheran.

 

Agitate dalla prospettiva di una nuova offensiva militare degli Usa in Iran. Ieri, il tycoon ha ammesso: «Sto valutando un attacco mirato».

Vladimir putin e Abbas Araghchi

 

Martedì scorso, le delegazioni di entrambe le parti si sono viste a Ginevra per cercare di trovare una soluzione alla querelle. Al termine del vertice, il secondo in presenza dopo quello del 6 febbraio in Oman, lo stesso Araghchi dichiarò che era stata raggiunta un’intesa di massima («linee guida») su una possibile svolta. Ma la data di un altro giro di colloqui non fu fissata.

 

[...]

 

La tensione, nel Golfo, continua intanto a salire. Ieri, la portaerei americana Gerald Ford, la più grande del mondo, già coinvolta nella cattura di Nicolás Maduro in Venezuela, è entrata nel Mediterraneo per fare rotta verso il Mar Arabico dove, il mese scorso, è approdata un’altra nave da guerra, la Abraham Lincoln.

ayatollah Ali Khamenei

 

 Le agenzie di aviazione hanno segnalato un grande movimento di aerei militari verso il Medio Oriente. Sei E-3 Sentry Awacs sono ora dispiegati presso la base aerea Prince Sultan, in Arabia Saudita, dopo essere stati trasferiti dagli Stati Uniti e dal Giappone. Per gli addetti ai lavori, il dispiegamento di forze in corso è il più grande dai tempi dell’invasione dell’Iraq. La capacità di attacco è di diverse centinaia di raid al giorno per alcune settimane.

 

benjamin netanyahu donald trump mar a lago

 

Eppure il presidente starebbe valutando un’azione mirata. Lo aveva anticipato il Wall Street Journal sottolineando che il tycoon, ormai spazientito, vorrebbe evitare una rappresaglia su vasta scala da parte dell’Iran e dei suoi alleati. Per questo sarebbe tentato da un attacco “chirurgico”, diretto a colpire specifici edifici governativi o siti militari, per costringere gli iraniani a scendere a compromessi nelle trattative.

 

 

L’opzione di un’operazione più ampia, finalizzata a porre fine al programma nucleare iraniano e allo stesso regime, sarebbe stata discussa ma, per il momento, esclusa. [.,..]

benjamin netanyahu donald trump mar a lago 3