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Antonio Ferrara per "La Repubblica"
Il Pompeii Sustainable Preservation Project è già definito e prevede l'arrivo di archeologi e restauratori che si occuperanno di volta in volta di un isolato della città romana: la durata prevista è di 10 anni. I tecnici tedeschi lavoreranno fianco a fianco con persone da formare provenienti da tutto il mondo e con un duplice obiettivo: conservare interi quartieri di Pompei e codificare metodologie di intervento da esportare in altri siti monumentali.
Per far questo, scendono in campo l'università numero uno in Germania, la Tu di Monaco (che nella sua pagina web spiega di volere evitare che Pompei «sia seppellita una seconda volta»), e la più importante struttura di ricerca scientifica tedesca, il Fraunhofer, sede principale in Baviera, ma impegnata con l'Ibp, l'Istituto di fisica delle costruzioni di Stoccarda.
Gli istituti collaboreranno con la Soprintendenza per i beni archeologici di Pompei e l'Istituto superiore per la conservazione e il restauro, per far divenire Pompei un centro di ricerca sulla conservazione dell'arantica. Partner italiano è l'Istituto per i beni archeologici e monumentali del Consiglio nazionale delle ricerche (Ibam-Cnr) di Catania.
«Non si tratta di un duplicato del Grande Progetto Pompei - spiega l'archeologo Daniele Malfitana, direttore dell'Ibam - ma è un piano di interventi che consentiranno di completare e ampliare quelli già previsti da Italia e Ue, senza alcuna sovrapposizione, anzi con possibili integrazioni con il Grande Progetto da 105 milioni».
A guidare il programma scientifico sono Klaus Sedlbauer, direttore del Fraunhofer, e il professor Erwin Emmerling della Tu di Monaco, assieme agli ideatori del progetto, il restauratore Ralf Kilian, l'archeologo della fondazione Henkel Albrecht Matthaei e la collega Anna Anguissola della Ludwig-Maximilians- Universität di Monaco.
L'Unione industriali di Napoli ha già espresso apprezzamento per l'iniziativa. Ma c'è chi ricorda come l'arrivo di una équipe francese nel 2011 si sia risolto con un nulla di fatto, tra lungaggini burocratiche e incomprensioni.
«Il nostro modello - assicurano Matthaei e Anguissola - è l'Herculaneum Conservation Project della fondazione Packard, a Ercolano». Molte le missioni straniere a Pompei, dal Deutsches Archäologisches Institut alla British School at Rome, dal centro Jean Bérard alla svedese Lund Univerist, dall'università di Augsburg a quella di Helsinki: un interesse permanente che ora potrebbe trovare nel progetto tedesco una nuova occasione di collaborazione internazionale.
anfiteatro Paestum
cunnilingus a pompei
SCAVI DI POMPEI CROLLI jpeg
SCAVI DI POMPEI jpeg
Scavi di Pompei
salvatore settis
Ministro Beni Culturali Massimo Bray
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