DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH…
POSTA - CARO DAGO , PRIME INDISCREZIONI SUL PROSSIMO FILM DI CHECCO ZALONE. SARÀ DEDICATO ALLA FIDANZATA VALENTINA LIGUORI (E SOPRATTUTTO AL SUO PROROMPENTE DAVANZALE) E SI INTITOLERÀ "BUEN CUSCINO” - HOEPLI CHIUDE E NEL LEGGERI I VARI DE PROFUNDIS AVRAI NOTATO LA SOLITA SOLFA: LA CULTURA, I LIBRI, PATRIMONIO CULTURALE E DOVE STA IL SINDACO E BLA BLA. NESSUNO CHE DICA CHE IL VERO PROBLEMA È CHE I LIBRI DI FATTO SONO ORMAI UNA NICCHIA E CHE I POCHI CASI CHE APPAIONO SULLE CRONACHE NAZIONALI SONO LEGATI DI FATTO A VICENDE TOTALMENTE AVULSE DALLA LETTERATURA. LE CASE EDITRICI ORMAI SONO “UPGRADED” A MARCHIO, NÉ PIÙ, NÉ MENO DI UN CAPPOTTO CHE POTRESTI COMPRARE IN VIA DELLA SPIGA
Riceviamo e pubblichiamo:
Lettera 1
usa israele iran mercati finanziari borse
Caro Dago: visto che le Borse mondiali ogni giorno aprono e chiudono in perdita. non converrebbe lasciarle chiuse?
Valter Coazze
Lettera 2
Caro Dago, facciamo il punto; all'Europarlamento sul voto di condanna della Russia per le modalità ingannevoli per reclutare mercenari africani, il M5S si è astenuto.
È solo un anticipo di quello che potrebbe avvenire nel caso la sinistra vincesse le elezioni politiche, un continuo braccio di ferro tra "alleati" un continuo distinguo su ogni punto del programma, prima di tutto nella sua stesura ma soprattutto nella attuazione. Una domanda, ma gli elettori del cosiddetto campo largo sono consapevoli di cosa li attende?
FB
Lettera 3
Caro Dago, per il dott. Gratteri questo referendum si sta dimostrando veramente faticoso, a parte gli impegni h24 tra TV, convegni, conferenze che da mesi affianca al suo lavoro, deve dedicarsi anche alle querele a chi lo critica, cosa che farà "appena avrà un po' di tempo", ovvero dopo il referendum che ora lo impegna troppo. Quelli del NO hanno nulla da dire?
BF
Lettera 4
Finalmente il governo dice le cose come stanno: Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio, su Telecolor sbotta e lo scandisce più volte: "Togliamoci di mezzo i magistrati, sono un plotone d’esecuzione".
CARLO NORDIO E GIUSI BARTOLOZZI
Non lapsus, ma confessio fidei: chi dovrebbe custodire la legge ne auspica l’estromissione.
Il mantra ossessivamente reiterato — eco del "diciamo" meloniano di Giorgia Meloni — svela la grammatica del potere: non riformare, ma epurare.
La sortita squarcia il velo del “Sì”: non giustizia autonoma, ma giustizia al guinzaglio.
After Dark
Lettera 5
Caro Dago , prime indiscrezioni sul prossimo film di Checco Zalone. Sarà dedicato alla fidanzata Valentina Liguori ( e sopratutto al suo prorompente davanzale ) e si intitolerà " Buen Cuscino "
Marco di Gessate
Lettera 6
Caro Dago, Corriere della Sera sul no delle opposizioni al tavolo con Meloni sull'Iran : "La premier bada al risultato più che alla forma. «Vi coinvolgerò per le vie brevi, allora, visto che non volete il tavolo», dice a Schlein. «Sì, sono d’accordo con te, se ci aggiorni ogni volta che è necessario, noi ci saremo perché il momento è difficile», le dice la segretaria del Pd". Quindi il "collettivo dei comprimari al telefono"?
Bug
Lettera 7
Caro Dago, «Qualora persistesse il divieto di accesso all’adozione internazionale per le coppie unite civilmente, si produrrebbero effetti irragionevoli, discriminanti e non giustificati».
nathan trevallion catherine birmingham e i figli 1
Così per la prima volta un tribunale, quello per i minorenni di Venezia, si schiera a fianco di una coppia gay che chiede di poter adottare un bambino all’estero. Ecco qua. Nel caso della famiglia del bosco (mamma e papà naturali), prevalgono "i diritti dei bambini". Quando invece c'è di mezzo una coppia omosessuale (genitore 1 e genitore 2), prevalgono "i diritti dei gay". Una magistratura più ideologicizzata di così è difficile immaginarla!
Tas
Lettera 8
ciao Dago,
un tempo si diceva: so' Lillo. adesso: so' Musumeci.
Rob
Lettera 9
Caro Dago,
per la Donna uccisa a Messina, il questore aveva già ammonito il compagno -
il braccialetto elettronico era ancora in viaggio - mentre le telecamere della zona immortalavano i luoghi.
Visto l’accaduto era meglio rivolgersi a un arbitro di calcio che, dopo l’ammonizione, estraendo il cartellino rosso, lo avrebbe espulso - avvalendosi
delle immagini al VAR - mentre per la consegna del braccialetto risultava preferibile ordinarlo on line.
Saluti, Labond
Lettera 10
Caro Dago,
essendo forse tu romano la storia della chiusura di HOEPLI ti avrà poco o per nulla colpito, per chi però è di Milano la libreria, oltre ad essere centralissima, è stata simbolo e ultimo baluardo di una vecchia borghesia meneghina ormai sparita tra grattacieli degni dello skyline di Dubai, scuole sempre più international e meno classiche, città più di marchi che di sobrietà elegante.
HOEPLI chiude e nel leggeri i vari de profundis avrai notato la solita solfa: la cultura, i libri, patrimonio culturale e dove sta il sindaco e bla bla. Nessuno, e giuro nessuno, che dica che il vero problema (e in qualche misura poi peggiorato dalla legislazione italiana) è che i libri di fatto sono ormai una nicchia e che i pochi casi che appaiono sulle cronache nazionali sono tutti legati di fatto a vicende totalmente avulse dalla letteratura.
Il salone del libro con i fascisti, Giorgia Meloni super bestseller, Vannacci che conquista AMAZON con un pamphlet degno di 4chan etc.
Tra le tante "colpe" anche di chi ci lavora nel settore mi colpisce una nuova moda tra i lettori superstiti. Sto notando che ormai non si dice più leggo Autore x o y, ma leggo Casa editrice (in particolare un paio del Nord) ormai upgraded a marchio né più, né meno di un cappotto che potresti comprare in Via della Spiga (non distante da Hoepli).
Sempre una metonimia, ma riconoscerai che il cambio del lessico logico ci dice tutto: leggere è, se rimasto, un hobby che si sta sviluppando come i brand, dove allora il brand è un contenitore valoriale (es. sofisticato, ricercato, di destra, di sinistra, timido etc). Forse le librerie e gli editori spariscono perché c'è anche un vero problema di come ormai la lettura più che come attività singola di interpretazione e poi di dialogo collettivo, è diventata una semplice attività di affermazione collettiva.
Saluti alla Hoepli,
Lisa
P.S. Sì, sono totalmente di parte perché lavoro (anche) per una casa editrice minuscola... e non solo per il volume d'affari, ma anche a guardare cosa può realisticamente guadagnare un editore le cifre sono ridicole. Rimane di fatto un hobby. I pochi (ed unici) che ci guadagnano sono, guarda caso, chi predica il liberismo di mercato ma di fatto è monopolista su tutta la catena: produzione, distribuzione e negozi! Ti racconterò un dettaglio (forse poco noto) ma il monopolista Moloch richiede il 60% per solo farti essere presente... pena? Danno info sbagliate sul tuo conto.
carlo nordio e giusi bartolozzi
libreria hoepli
iran mercati finanziari borse
casa editrice hoepli
VALENTINA LIGUORI 22
DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH…
DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA…
DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA…
DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA…
DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ…
DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO…