sigfrido ranucci giuliano ferrara

“RANUCCI, UN TROGLODITA, UN PROTETTO DI TELEMELONI” – GIULIANO FERRARA: “MI PIACEREBBE GHIGLIOTTINARLI A UNO A UNO, DERIDERLI SENZA PIETÀ, QUESTI ADDICT DELL’INVESTIGATIVO, UN GENERE DEMENZIALE CHE SI CREDE OGGETTIVO, INDIPENDENTE, SOVRANO. MA QUANTO SONO CREDULONI, SACCENTI, ARRABBIATI, RIDICOLI, INDIGNATI, LOFFI IMBESUITI CERTI CARI AMICI TELESPETTATORI VICINI E LONTANI, CHE SI LASCIANO INFINOCCHIARE DA UN TROGLODITA CHE SI RECENSISCE DA SÉ E SI DÀ DEL CAPOLAVORO SOTTO FALSO NOME, CHE SI FA SONDARE, SI CREDE LEADER, MOLLA UN AMICO FRATERNO IN CARCERE A FERRAGOSTO E SI TIENE STRETTA LA REPUTAZIONE DI VITTIMA DEL SISTEMA, DELLA CENSURA, QUANDO È UN PROTETTO DI TELEMELONI E DEI SUOI FUNZIONARI, INCAPACI PERFINO DI MANDARLO A QUEL PAESE CON LE SUE CHAT….”

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Estratto dell’articolo di Giuliano Ferrara per “il Foglio”

 

giuliano ferrara

I giornalisti, me compreso, Montanelli compreso, tutti compresi, sono dei gran cazzari. Questa è la nuda verità. Di Cappellini e Mieli non dico nulla, perché credo nell’amicizia e anche nell’amichettismo, ma ho l’impressione che siano dei gran cazzari anche loro.

 

La curiosità è il demone del mestiere più antico del mondo, non la prostituzione, il giornalismo che le assomiglia come una goccia d’acqua. La accompagnano l’ambizione, lo spirito polemico e ritorsivo, l’illusione creativa della notizia, l’aspirazione frustrata alla politica, una buona dose di vigliaccheria, l’opportunismo sistematico, i premi meritati, lo spirito di corporazione e di consorteria.

 

SIGFRIDO RANUCCI

Naturalmente li amo, sono figlio di due di loro, per quanto il comunismo italiano abbia risparmiato da alcuni difetti del giornalismo i migliori e anche i peggiori […].

 

Ma non è di loro che voglio occuparmi adesso. Mi preoccupano gli utenti del giornalismo, lettori e spettatori e auditori. Sono un numero sempre più piccolo, addirittura minuscolo.

 

VIGNETTA SULL EGO DI SIGFRIDO RANUCCI BY NATANGELO

Vorrei che li tenessimo cari, perfino quel clamoroso 9 per cento medio di share della emissione veritativa più ridicola del mondo intero, sapete di chi parlo. E ciascuno conosce i suoi, li predilige e non vorrebbe mai deluderli.

 

Però mi piacerebbe anche ghigliottinarli a uno a uno, spernacchiarli, insultarli con garbo, deriderli senza pietà, questi addict dell’Investigativo, un genere demenziale che si crede oggettivo, indipendente, sovrano.

 

Ma quanto sono creduloni, saccenti, arrabbiati, ridicoli, indignati, loffi imbesuiti certi cari amici telespettatori vicini e lontani, che si lasciano infinocchiare da un troglodita che si recensisce da sé e si dà del capolavoro sotto falso nome, che si fa sondare, si crede leader, molla un amico fraterno in carcere a Ferragosto e si tiene stretta la reputazione di vittima del sistema, della censura, quando è un protetto di Telemeloni e dei suoi funzionari, incapaci perfino di mandarlo a quel paese con le sue chat.

 

GOMES TAVARES - SIGFRIDO RANUCCI - VALTER LAVITOLA - MEME BY OSHO

Pensavo una volta che il giornale è come l’ombrello, uno strumento che nessuno usa più in senso personale, complemento elegante del comportamento, segno di distinzione borghese o proletaria: è divenuto lo svalutato e occasionale copritesta che si afferra dall’ambulante quando piove o il sole picchia, va in coppia con il social e la tv infradito, queste due mascalzonate dell’informazione di cui faremmo volentieri a meno, a parte il tennis il calcio i tg, l’Italia alle vongole sgusciate, direbbe Paolo se fosse di cultura azionista.

sigfrido ranucci firmacopie articolo di dagospia sulle trombate di sigfrido ranucci raccontate nel libro la sceltaLA DOLCE VITOLA - MEME BY EMILIANO CARLI

SIGFRIDO RANUCCIsigfrido ranucci giuliano ferrara ilda rossa di procura