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LA ROMA DEI GIUSTI - “CAMBOGIA”, OPERA PRIMA DI VALERIO LUNDINI, È IL PIÙ DIVERTENTE FILM DELL’ANNO. UNA BOMBA COMICA COME NON SE NE VEDEVANO DA ANNI. E UNA BOMBA COMICA ROMANISSIMA, CHE FARÀ STORCERE IL NASO AI GIORNALISTI DEL NORD CHE ODIANO SAL DA VINCI E I FILM ROMANOCENTRICI - QUELLO CHE STIAMO VEDENDO È INFATTI CAMBOGIA, CHILOMETRICA SERIE VIOLENTA ROMANA PARODIA DI TUTTE LE SERIE VIOLENTE ROMANE CHE VEDIAMO IN TV. E MI DISPIACE SOLO CHE LA PARTE DI FICTION ROMANOCENTRICA VIOLENTA NON DURI PIÙ DI DIECI MINUTI PER FAR SPAZIO A (STO CAZZO DI) FILM - IL FILM FA RIDERE COME I FILM DI FRANCO E CICCIO, CON LA PARODIA DEI GANGSTER. NULLA DI NUOVO. SOLO CHE NON CAPITAVA DA ANNI… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
E’ un mondo strano quello del cinema italiano. Un mondo dove Walter Veltroni dirige un documentario sulla Gialappa’s Band quando avrebbe dovuto al massimo offrire se stesso come modello di una parodia (e infatti sentirlo intervistare il Mago Forrest fa davvero effetto).
Un mondo dove alla sua opera prima Valerio Lundini, un comico romano che ha avuto il suo maggiore successo coi 67 episodi di “Una pezza di Lundini” su quella che un tempo era Rai 2 tra il 2020 e il 2022, “Cambogia”, prodotto da Matteo Rovere e Sydney Sibilia di Groenlandia con Rai Cinema, scritto dallo stesso Lundini con Francesco Agostini e Matteo Riberia, si rivela come il più divertente film dell’anno.
Una bomba comica come non se ne vedevano da anni. E una bomba comica romanissima, che farà storcere il naso ai giornalisti del nord che odiano Sal Da Vinci e i film romanocentrici. Sì, questo è più che romanocentrico. E fa molto ridere, a cominciare dal titolo verdoniano, che prelude allo scambio di battute “Com’è annata?” – “‘na Cambogia!”.
Ecco. Anche se nella seconda parte la storia si intorcina al punto che non ci capiamo più niente e la Cambogia ce l’hanno fatta venir loro, gli sceneggiatori, nella capoccia. La partenza è fenomenale. E mi dispiace solo che la parte di fiction romanocentrica violenta non duri più di dieci minuti per far spazio a (sto cazzo di) film.
Quello che stiamo vedendo è infatti Cambogia, chilometrica serie violenta romana parodia di tutte le serie violente romane che vediamo in tv, dove il protagonista, Tramezzino, cioè Lundini, si muove tra un boss violento, Giorgio Montanini, perfetto, una banda di fedelissimi, capitanata da Gabriel Montesi, ma c’è anche il fantastico Romano Talevi, e una fidanzata coatta, chiamata Luana, interpretata magistralmente (sì, mi ha fatto impazzire) da Benedetta Porcaroli come fosse la Ilenia Pastorelli degli inizi.
benedetta porcaroli e valerio lundini in cambogia
Ma, come fosse una puntata di “Boris”, a un certo punto la serie si ferma e scopriamo che “Cambogia” non è altro che una serie, che Tramezzino è interpretato da un tipico attore romano di scarso livello culturale, tal Valerio De Nicolais, che ha una agente scatenata, Sonia Bergamasco, una sua vita da attore, una bella casa, una cameriera filippina con figlia e che ha deciso, d’accordo con la produzione, che il suo personaggio, dopo anni di stagioni, presto morirà. Bang Bang.
Così potrà fare non so più quale capolavoro di film con un sub-Almodovar. Ci sta. Ci stiamo. Anche se avrei voluto vedere due ore di Cambogia-la serie. Invece il film è un altro. Perché misteriosamente, scopriamo che c’è stato uno switch di corpi e personaggi. Questa è la trovata del film.
Cioè Valerio De Nicolais, l’attore, è finito nel mondo parallelo di Cambogia, mentre Tramezzino, il coatto della serie, è finito nel mondo reale del cinema romano. E’ la fine, per noi spettatori. Invece no. Fortunatamente il film seguita a far ridere. Anche perché vediamo Valerio alle prese coi coatti veri, con la fidanzata Luana, con il baretto orendo dove Spartaco, interpretato da Lallo Circosta, fa delle cotolette, anzi fettine panate, di marmo, dure al punto da poter essere usati anche come giubbotto antiproiettile.
IN questo mondo seriale parallelo c’è perfino un aeroporto, scritto proprio Larioporto, dove se l’accomanna Stefano Ambrogi, altro coatto di tradizione verdoniana. Se Valerio, l’attore, cerca di sopravvivere nel mondo parallelo e presto si rende conto che in quel mondo la sua morte, legata all’ultima puntata, potrebbe essere vera, Tramezzino, il personaggio, si accomoda nel mondo reale, e cerca di capire come fare a tornare da dove è venuto.
E qui la storia non ve la dico anche perché è complessa, con questi scambi di corpi. E non si capisce perché deve essere così complessa se, in fondo, il film fa ridere come i film di Franco e Ciccio, con la parodia dei gangster. Nulla di nuovo. Solo che non capitava da anni. Fa ridere perché il cast è perfetto, Gabriel Montesi, Giorgio Montanini, la Porcaroli portano realtà di cinema a quella che potrebbe essere solo una serie di sketch riusciti.
benedetta porcaroli, valerio lundini e gabriel montesi in cambogia
E fa ridere anche perché questi attori si muovono in ambientazioni vere, in set di cinema. La produzione di Rovere e Sibilia credo che faccia la differenza. Non solo ci credono. Hanno dato in mano a Lundini un film vero. Questo fatto di muoversi in un set vero, con la fotografia di Benjamin Maier (“Il cacciatore”), la regia delle scene action di uno specialista di fiction, fa funzionare la parte comica come capitava solo ai bei tempi della commedia. Incredibilmente il film uscirà solo il 18 marzo. Possibile?
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