santanche' la russa

“INGIUSTO FARMI DIMETTERE HO LASCIATO SOLO PER LEALTÀ A GIORGIA. ME LO HA CHIESTO LEI E IO, UN MINUTO DOPO, L'HO FATTO” – IL RITORNO DI DANIELA SANTANCHE’ CHE INAUGURA IL TALA BEACH IN VERSILIA (AL PARTY C’ERA L’AMICO LA RUSSA, NON SALVINI): "NON ABBANDONO LA POLITICA, CONTRO DI ME ACCANIMENTO POLITICO" – LE TRE QUESTIONI GIUDIZIARIE APERTE: IL FALSO IN BILANCIO DI VISIBILIA PER CUI È IMPUTATA, L'UDIENZA PRELIMINARE PER TRUFFA AGGRAVATA AI DANNI DELL'INPS, E I FASCICOLI PER BANCAROTTA CHE RUOTANO ATTORNO A BIOERA-KI GROUP: “IN QUESTO PAESE INTERESSA IL PROCESSO MEDIATICO, NON QUELLO NELLE AULE DI GIUSTIZIA. IL SOLO PROCEDIMENTO DI CUI DEVO RISPONDERE È IL FALSO IN BILANCIO. NON MI OCCUPAVO IN PRIMA PERSONA DEI CONTI, LO FACEVA IL DIRETTORE DEL PERSONALE” (ANCHE SE IN AULA SI È DIFESA ACCUSANDO IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO) - VIDEO

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Corrado Zunino per “la Repubblica” - Estratti

 

Daniela Garnero Santanchè, lei e il suo compagno Dimitri Kunz avete inaugurato il Tala Beach, l'ultimo stabilimento balneare del lusso in Versilia

SANTANCHE' LA RUSSA PARTY INAUGURAZIONE TALA BEACH

 

(…)

 

Sabato notte è stato il suo ritorno sulla scena. Più contenta di chi è arrivato, il presidente Ignazio La Russa con il figlio Leonardo, l'europarlamentare Mario Mantovani, o dispiaciuta per chi non si è fatto vedere: Matteo Salvini, Fedez, l'infettivologo Matteo Bassetti? 

«C'erano tutti quelli che dovevano esserci, i miei amici». 

 

Poche ore prima dell'inaugurazione lo stabilimento di lusso era un cantiere. 

«Non abbiamo potuto fare una grande cosa, siamo arrivati all'ultimo. La vendita della società che controlla i due bagni è avvenuta poco più di due mesi fa. Alle otto di ieri sera ancora dipingevo gli arredi, pulivo. L'inaugurazione è stata un'impresa: nove su dieci non ci sarebbero riusciti». 

 

Alla festa non c'era l'amica Giorgia Meloni, presidente del Consiglio. Santanchè ride…

«Era impossibile che venisse, non scherziamo. Ha detto bene, Giorgia è una cara amica, ed è la più brava in assoluto». 

SANTANCHE' PARTY INAUGURAZIONE TALA BEACH

Dicevamo, il ritorno sulla scena. Ha smesso di parlare dal 25 marzo scorso, il giorno delle dimissioni da ministra del Turismo. 

«In questi due mesi sono stata zitta e mi sono messa a fare quello che è giusto faccia una senatrice.Presenza in commissione Esteri e Difesa. Impegno per il mio partito, Fratelli d'Italia. Continuo a credere nei valori di cui parla Giorgia». 

 

È stata la premier, quel 25 marzo, a chiederle di farsi da parte. 

«E io, un minuto dopo, l'ho fatto». 

 

È stato giusto dimettersi da ministra del Turismo? 

«Non è stato giusto e non è dipeso dalla mia attività politica e amministrativa. Chiedete alle associazioni di categoria come ho lavorato. Credo di aver fatto bene». 

 

E allora, se sente le dimissioni come un'ingiustizia subita, perché ha lasciato l'incarico? 

SANTANCHE' LA RUSSA PARTY INAUGURAZIONE TALA BEACH

«Non ho vinto un concorso per fare la ministra, ho accettato, invece, una proposta della presidente del Consiglio. Nessun bando pubblico, una scelta politica. Quindi, di fronte a una richiesta pubblica con "n" motivi che non c'entrano con la mia attività, mi sono fatta indietro.  L'importante nella vita è comportarsi bene, con lealtà e rispetto. Lei, Giorgia Meloni, è il capo del mio partito». 

 

Ripete che non ha niente da nascondere. Parliamo delle sue tre questioni giudiziarie aperte: il falso in bilancio di Visibilia per cui è imputata, l'udienza preliminare per truffa aggravata ai danni dell'Inps, questo ai tempi del Covid, e i fascicoli per bancarotta che ruotano attorno a Bioera-Ki Group. 

«In questo Paese interessa il processo mediatico, non quello nelle aule di giustizia. I procedimenti stanno andando tutti nella direzione giusta: dimostrerò che le accuse avanzate non erano giuste.

 

Male non fare, paura non avere. Il solo procedimento di cui devo rispondere, comunque, è il falso in bilancio. Visibilia è l'unica società che controllavo in prima persona, ne sono stata amministratrice delegata». 

daniela santanche dimitri kunz

 

Testimoni interni all'azienda l'hanno accusata di aver ritoccato più volte il bilancio della società per non far emergere le perdite. 

«Non mi occupavo in prima persona dei conti, lo faceva il direttore del personale».

 

Usa questo termine, Daniela Santanchè, anche se in aula si è difesa accusando il direttore amministrativo.

«Ho fatto errori, ma non sono reati. Tra poco saprete tutti come andrà a finire». 

 

Anche nelle altre due inchieste ha avuto ruoli di responsabilità nelle aziende coinvolte. 

«Sono società del padre di mio figlio. Sì, ho fatto un figlio con una persona sbagliata. E ho pagato un prezzo altissimo, soprattutto lo ha pagato la mia famiglia. Non auguro a nessuno di essere al centro di un tiro al bersaglio mediatico, di vedere tutti i giorni quei titoloni. Li considero accanimento politico». 

 

daniela santanche inaugurazione tala beach

Che pensiero ha rispetto ai lavoratori delle sue aziende che sono andati in cassa integrazione a zero ore, per quelli che, secondo le inchieste di magistratura, non hanno visto versati i contributi previdenziali? 

«Ho sempre pagato tutti. Dovreste dirmi che sono stata coraggiosa a comprare giornali che stavano chiudendo, Ciak, Novella 2000. E poi sono stata capace. Li ho tenuti in vita, anche lì ho creato valore». 

 

Le contestazioni, anche su questo percorso industriale, sono varie. Per lei e il suo compagno Kunz. 

«I miei comportamenti si deducono dal fatto che sono in politica da trent'anni e non ho mai avuto un problema. Mi hanno preso sulle aziende, mi hanno fatto le pulci. Non sono immune dagli sbagli ma, ripeto, non ho commesso reati». 

 

(…)

 

 

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