paolo del debbio ezou lalaoui e marina wildt

“SIETE DUE FONZIE, CHE FA RIMA CON…” - A "DRITTO E ROVESCIO" PAOLO DEL DEBBIO DÀ DEGLI “STRONZI” A EZOU LALAOUI E MARINA WILDT DEL PCR (PARTITO COMUNISTA RIVOLUZIONARIO). I DUE ATTIVISTI RIBATTONO PICCATI: “PATERNALISMO USATO PER DELEGITTIMARCI” - DOPO IL CASO VESPA VS SABRINA BRIZZOLA A "PORTA A PORTA", UN’ALTRA POLEMICA IN TV CON I DUE RAGAZZOTTI DEL PCR CHE NON CE LE FANNO PROPRIO A DISSOCIARSI DALLE VIOLENZE DEI MARANZELLI E VENGONO INCHIODATI DA DEL DEBBIO – LA LORO REPLICA ALL'INSEGNA DEL BENALTRISMO: “LA TV PARLA DI VETRINE ROTTE PER NASCONDERE I VENTI MORTI SUL LAVORO DELLA SCORSA SETTIMANA. ANCHE QUELLA È VIOLENZA..."

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PAOLO DEL DEBBIO

"Non ci arrivi, qui con me non ci parli più". È con queste parole che Paolo Del Debbio ha interrotto il confronto con Ezou Lalaoui e Marina Wildt – attivisti del PCR (Partito Comunista Rivoluzionario) – nella puntata di Dritto e Rovescio del 22 ottobre.

 

Il tema era quello della condanna alle frange violente delle manifestazioni: un argomento che non li riguardava in prima persona, ma rispetto al quale si sono ritrovati, nei fatti, sul banco degli imputati, costretti a rispondere dei disordini scoppiati nelle piazze come se ne fossero i responsabili.

 

 

Mentre si parlava del caso di Ivan, presentato come "l'eroe anti-maranza" e vittima di un pestaggio durante i disordini, a Marina ed Ezou viene chiesto più volte di dissociarsi, condannare chi commette quelle azioni. Loro provano a divincolarsi: "Bisogna chiedersi perché è successo questo.

 

Si sta semplificando il dibattito sul ‘chiedi scusa o no'", dicono. Ma la loro presa di posizione non serve a nulla. Del Debbio perde le staffe e rifiuta ogni confronto. Li delegittima, dice che proprio "non ci arrivano". Prima di passare alla presa per i fondelli vera e propria: "Fonzie non riusciva mai a dire di aver sbagliato. Voi siete due Fonzie… che fa rima con…", dice il conduttore, citando il celebre personaggio della serie Happy Days.

 

(…)

 

Del Debbio si è rivolto a voi con espressioni forti, vi ha accusato di "non capire". Cosa pensate del suo atteggiamento?

Ezou Lalaoui e Marina Wildt

È stato un modo per delegittimarci, come se non avessimo idee ben strutturate da portare avanti in un confronto. Per anni hanno dipinto i giovani come disinteressati alla politica, adesso che ci mobilitiamo non va bene lo stesso. È lo stesso trattamento paternalistico che viene riservato anche ai lavoratori, a cui si ripete che non si possono alzare gli stipendi e che certi temi non li riguardano. Noi pensiamo invece che spetti proprio al movimento giovanile e ai lavoratori rimettere radicalmente in discussione il sistema.

 

 

Vi è stato chiesto di condannare chi ha commesso le violenze nei cortei e vi siete rifiutati. Perché?

Perché pensiamo che i problemi per cui stiamo lottando siano più importanti. Non siamo contrari a parlare di violenza, ma bisogna essere onesti e fare un discorso più ampio: nella settimana in cui si è parlato solo delle vetrine rotte a Milano, in Italia ci sono state venti morti sul posto di lavoro. Anche questa è violenza, ma non trova spazio. (…)

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