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UN FANTASMA SI AGGIRA SU “REPORT”: SIGFRIDO RANUCCI – LA REDAZIONE DELLA TRASMISSIONE DI RAITRE, DOPO MESI AL CENTRO DELLA BUFERA, NON ACCETTEREBBE UN RITORNO DELL’“AMICO FRATERNO” DI LAVITOLA: “O LUI O NOI” – IL GIUDICE DEL TRIBUNALE DEL LAVORO SI È RISERVATO DI DECIDERE IN MERITO AL RICORSO D'URGENZA PRESENTATO DA RANUCCI CONTRO LA RIMOZIONE DALLA CONDUZIONE. NEL FRATTEMPO “SIG”, CHE DALLE CHAT DELLA TRASMISSIONE È STATO ESTROMESSO, CONTINUA A PRESENTARSI NEL SUO UFFICIO IN VIA TEULADA. E IL CLIMA È GROTTESCO: SE C’È LUI, I NUOVI CO-CONDUTTORI CLAUDIA DI PASQUALE E DANIELE PIERVINCENZI E SI DANNO APPUNTAMENTO IN UN’ALTRA ALA DEL PALAZZO. UNO STORICO INVIATO AMMETTE: “A VOLTE DISCUTIAMO NEI CORRIDOI PER NON FARCI SENTIRE...”
Estratto dell’articolo di Simone Canettieri per il “Corriere della Sera”
SIGFRIDO RANUCCI CON I GIORNALISTI DI REPORT DOPO L'ATTENTATO SUBITO
«O lui o noi». Gli inviati e gli autori storici di Report in questi giorni lo dicono di continuo. Fra di loro, davanti alla macchinetta del caffè, e lo fanno sapere anche in giro.
Forse per esorcizzare il colpo di scena: se Sigfrido Ranucci la settimana prossima sarà rimesso in sella dal tribunale del lavoro faranno gli scatoloni.
Se lui sarà reintegrato dal giudice, loro se ne andranno. «Questione di opportunità e incompatibilità», annuncia al Corriere il gruppo.
GIULIO VALESINI - CLAUDIA DI PASQUALE - BERNARDO IOVENE - FOTO LAPRESSE
[...] l’ex conduttore [...] continua a stare nella sua stanza in via Teulada, primo piano della palazzina ex Tg, e che di tanto in tanto esce per gettare dei fogli dentro a degli scatoloni, piantati a terra, in attesa di un trasloco che tarda ad arrivare.
La stanza di Sigfrido «Ranucci-Gabanelli» c’è scritto sulla targhetta della porta dell’«amico fraterno» di Valter Lavitola (vittima, secondo i magistrati, dell’attentato ordinato dal ristoratore-faccendiere). Ranucci — quando non riempie le piazze con il suo show — occupa i silenzi della redazione, che per lui fu come il vulcano per Efesto. Capita almeno due o tre volte a settimana.
sigfrido ranucci e valter lavitola
È un suo diritto. Ha ancora quindici giorni per scegliere un’altra destinazione (corrispondente dal Cairo, RaiNews e Tg3). La scorta lo lascia nel piazzale. Lui sale, entra, saluta, ricambiato dai suoi ex ragazzi («Senza trasporto») e si chiude nella sua “officina”. «Occhio, è arrivato», è il passaparola che circola nella nuova chat di Report da cui l’ex frontman è ormai stato estromesso.
E subito i nuovi co-conduttori Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi — ma anche i co-autori Giulio Valesini e Bernardo Iovene — si scrivono e si danno appuntamento in un’altra ala. Non vogliono farsi sentire. Soprattutto se devono fare il punto con il resto della squadra.
«Se c’è lui a volte discutiamo nei corridoi per non farci sentire», racconta un inviato. Il tutto si svolge, per ammissione dei protagonisti, in un clima «grottesco e surreale». Da una parte «Sigfrido di Montecristo», che come il Conte di Dumas è pronto a tornare animato dalla furia del riscatto, e dall’altra il resto dei giornalisti che dice di aver cresciuto e lanciato, pronti a voltare spalle e pagina.
L’8 novembre partirà la stagione di Report con un nuovo studio e forse un logo rivisto. Per il debutto è già in cucina (ma non al bistrot Cefalù di Lavitola) un editoriale con il quale si spiegherà al pubblico perché Ranucci non c’è più. Salvo sorprese, appunto. Intanto Report è la redazione degli spiriti.
Se la situazione volgerà per il meglio, i giornalisti hanno deciso di chiedere alla Rai una bonifica dei locali per scacciare le ombre di questa storia e magari anche possibili microspie piazzate non si sa da chi. Forse addirittura da Lavitola che per almeno due volte salì in redazione? Non si sa.
[...] Il clima per ora è questo: paranoia, mestizia e anche un pizzico di fatalismo. Nella squadra è rimasto uno zoccolo duro di «ranucciani» accusato di spifferare quel poco che sa all’ex grande capo. Il quale ogni tanto fa arrivare segnalazioni e dritte. Che però non vengono prese in considerazione.
IL MESSIA - UN FILM DI VALTER LAVITOLA
I sospetti e il futuro L’attesa del Tribunale del lavoro è animata dal sospetto di Forza Italia. Il senatore Maurizio Gasparri: «La decisione è finita nelle mani di Donatella Casari che ha fatto parte del Tribunale dei ministri per il caso Almasri chiedendo di procedere contro Mantovano, Piantedosi e Nordio».
Se anche si arrivasse al reintegro (come accaduto per i casi Santoro, Ruffini e Di Bella) la Rai potrebbe opporsi. Inoltre, pende su Ranucci ancora un provvedimento disciplinare dell’azienda. Ma tutto può succedere. Anche il ritorno di Sigfrido nella trasmissione che ha condotto per quasi dieci anni: «Buonasera, cari telespettatori: dove eravamo rimasti?». E, soprattutto, perché gli altri non ci sono?
CLAUDIA DI PASQUALE CON LA REDAZIONE E GLI INVIATI DI REPORT
daniele piervincenzi
LAURA CIANFONI E SIGFRIDO RANUCCI AL PREMIO COLALUCCI NEL 2020 - FOTO LUCIANO DI BACCO
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