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1.“LIBERO” SVELA L’IDENTITA’ DELL’EX GUARDAROBIERA DI FAZIO CHE,COME DAGO-ANTICIPATO IN “MILANOSPIA”,HA OTTENUTO UNO STIPENDIO DA 300MILA € COME AUTRICE DI 'CHE TEMPO CHE FA' 2. SI TRATTA DI VERONICA OLIVA, GIÀ NOTA ALLE CRONACHE PER LE USCITE SERALI CON "FABIOLO": GUADAGNERA’ PIÙ DEL DIRETTORE GENERALE RAI, MARIO ORFEO
Alberto Dandolo per Dagospia pubblicato l’8 settembre 2017
[...] Dicono che tra Fabio Fazio e una sua giovane autrice ci sia molto feeling. La ragazza che aveva iniziato come guardarobiera negli studi di “Che tempo che fa” è talmente apprezzata da Fabiuccio che lui, alla vigilia del suo sbarco su Rai 1 e con la nuova società di cui è proprietario con Magnolia, avrebbe dato parere positivo a siglare un contratto da 300 mila euro l’anno. Se fosse vero, sarebbe la prima volta che una semplice autrice guadagna più del direttore generale.…[...]
2. L’EX GAURDAROBIERA DA 300 MILA EURO
Enrico Paoli per Libero Quotidiano
Gli autori sono importanti. Soprattutto in certi programmi televisivi, dove le domande hanno già le risposte incorporate. Mica facile riuscire a fare anche il lavoro dell' ospite. Che tempo che fa, il programma di Fazio Fabio che dal prossimo 24 settembre debutta su Rai Uno dopo aver galleggiato su Rai Tre per svariate stagioni, è il perfetto paradigma del talk show autoreferenziale.
Sarà per questa ragione che una delle autrici del programma condotto dal presentatore ligure, diventato il padre-padrone di Rai Uno grazie al mega contrattone dal valore complessivo di quasi 12 milioni di euro per quattro anni, ha ottenuto un compenso annuo pari a 300 mila euro. «Se fosse vero», come si chiede retoricamente Alberto Dandolo su Dagospia, che ha sparato la notizia, «sarebbe la prima volta che una semplice autrice guadagna più del direttore generale».
Mario Orfeo, dg della tv pubblica, in linea con quanto prevede la legge, ha un compenso annuo pari a 240mila euro. Al netto di tutti condizionali, ma visto che di smentite a giro non ce ne sono e le conferme sono solide come il Colosseo, a Libero risulta che l' autrice di Fazio degna di tanta gloria economica sarebbe Veronica Oliva, già nota alle cronache dei rotocalchi rosa per le uscite serali con l' uomo da 2,8 milioni all' anno (a tanto ammonta il compenso a stagione di Fabio.
«La ragazza che aveva iniziato come guardarobiera negli studi di Che tempo che fa è talmente apprezzata da Fabiuccio», racconta ancora Dagospia, «che lui, alla vigilia del suo sbarco su Rai Uno e con la nuova società di cui è proprietario con Magnolia, avrebbe dato parere positivo a siglare un contratto da 300 mila euro l' anno».
Francamente la cosa sconcerta un po'. In un' azienda dove si predica morigeratezza nella spese e parsimonia nell' uso delle risorse, dato che nel 2018 la Rai potrebbe avere serie difficoltà nei conti derivanti dalla riduzione dell' importo del canone in bolletta, pagare così profumatamente un autore appare quanto mai fuori linea. Ma al cuor non si comanda, maligneranno quelli poco inclini all' uso sistematico del politicamente corretto.
Alla luce di quanto emerso sull' autrice di Fazio l' intervento dell' Anac di Raffaele Cantone, che nei giorni scorsi ha chiesto alla Rai tutta la documentazione relativa al contratto, appare quanto mai tempestiva.
L' Autorità Nazionale Anticorruzione ha infatti inviato a fine agosto una lettera alla presidente della Rai, Monica Maggioni, comunicando l' apertura dell' istruttoria e chiedendo contestualmente una serie di documenti che riguardano fra le altre cose il contratto con il conduttore savonese, i relativi corrispettivi economici, le variazioni rispetto al precedente contratto, la valutazione del ritorno economico, le spese di produzione in capo a Rai, le specifiche del contratto con «Officina», la società Fazio-Magnolia che produrrà Che tempo che fa su Rai Uno. Viale Mazzini ha 30 giorni, come di prassi, per fornire la documentazione richiesta.
L' istruttoria dell' Anac non ferma la messa in onda della trasmissione, ma se fossero accertate delle irregolarità metterebbe la Rai di fronte alle proprie responsabilità visto che il «contrattone» viene alimentato con i soldi del canone. Dunque con i nostri soldi...
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