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Marco Giusti per Dagospia
Sveglia mummie! E tornate al cinema. Fa un bel po' di paura, anche se non si capisce bene perché, vista l'assurda proliferazione, con quel che paghiamo di Imu, di case stregate e acchiappa-fantasmi negli ultimi tempi, l'ultimo horror di James Wan, celebrato regista cino-australiano di Saw e, soprattutto, di Insidious, meno originale, ma di grandissimo stile.
Questa sua nuova fatica, The Conjuring, da noi tradotto con L'evocazione, va nella stessa direzione di Insidious. Preciso. Case stregate con famiglie impaurite, arrivo dei bizzarri esperti acchiappa-fantasmi e lotta coi demoni che infestano luogo e persone che non lascerà pochi danni.
Tutto risaputo. E' vero. Porte che sbattono, cantina piena di amenità , il cane che fa subito una brutta fine. Compreso il fatto che sarebbe troppo semplice cambiar casa, le entità ti seguirebbero allegramente come le multe non pagate della spazzatura.
Ma James Wan e i suoi giovani sceneggiatori, i gemellini Chad e Carey Hayes, specializzati in storie orrorifiche vecchio stile, sono talmente concentrati nella costruzione del loro racconto, nella descrizione precisa della casa e dei suoi diversi livelli, nella disposizione delle camere delle bambine che vedranno da subito le entità , dal funzionamento della coppia di esperti, la grande Vera Farmiga e il Patrick Wilson già protagonista di Insidious da contrapporre alla coppia che si ritrova la casa infestata, Ron Livingston e la conturbante Lili Taylor, già vampira lesbica protagonista di The Addiction di Abel Ferrara, e, soprattutto, dalla ricostruzione precisissima degli anni 70 in cui si svolge la storia, che non possiamo che rimanere incantati per tutti questi eccessi d'amore per il genere.
Che non soffrono mai di accademismo, ma vengono totalmente integrati in un racconto di terrore ancora più preciso e riuscito di Insidious, che già era un gran risultato. E forse per questo James Wan è voluto ritornare a pochissima distanza di tempo, sullo stesso, identico tema. Intanto gioca sulle due coppie anni 70, quella di liberal un po' strafattoni che hanno occupato la casa e si ritrovano faccia a faccia con i fantasmi e quella dei due ossessionati acchiappa-fantasmi ultra cattolici, che per compiere l'esorcismo avrebbero bisogno del permesso della chiesa e dell'arrivo di un qualche Padre Merrin. Poi ha degli attori magistrali, Vera Farmiga vestita da fanatica religiosa con il gonnellone fino ai piedi e la camicia chiusa con la gorgera sotto al mento è da subito un elemento di destabilizzazione se non di terrore, anche se è lei l'eroina del film.
Lili Taylor deve risponderle come fosse una qualche versione hippy di Linda Blair. Ottimo anche Patrick Wilson come collezionista di spazzatura da esorcismi passati, visto che gli oggetti infestati, pupazzi e animali impagliati, se li tieni tutti chiusi a casa, con la bambina che dorme al piano di sopra.
"Non aprire mai questa porta", le dice, "mi raccomando". Sì, mi raccomando. Intanto dalla casa dei poveracci che hanno comprato la casa infestata di presenze più antipatiche dei ministri di Berlusconi nel governo Letta, succede di tutto. Ovvio che, come in Insidious, la prima parte, tutta dedicata alla costruzione della geografia della casa e alla presentazione delle entità , è la più paurosa e riuscita. Mentre quando si arriva alla battaglia tra esperti e entità le cose siano un po' risapute. Ma qui le due parti sono ancor meglio strutturate che in Insidious e l'ambuigità delle protagoniste femminili fa il resto. Davvero notevole. Grande stile. In uscita il 21 agosto.
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