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ALTRO CHE ULTIMO! ARRIVA "LA TRAVIATA" DEI RECORD DI DAMIANO MICHIELETTO: 60 RECITE, 400.000 BIGLIETTI VENDUTI – IL DEBUTTO E’ PREVISTO IL 22 SUL PALCO GALLEGGIANTE DEL FESTIVAL DI BREGENZ, AL CONFINE TRA BAVIERA, AUSTRIA E SVIZZERA – GIOCHI IN PISCINA, COREOGRAFIE SULL’ACQUA E PER LA MORTE DI VIOLETTA A MICHIELETTO E' VENUTO IN MENTE...“LA LA LAND”- IL REGISTA PARLA ANCHE DI “OTELLO”, PREVISTO PER LA PRIMA DELLA SCALA IL 7 DICEMBRE, CON BRIAN JAGDE CHE SARÀ UN OTELLO BIANCO E BIONDO (E I NERI NON ROMPANO I COGLIONI, CHIEDENDO UN TENORE BLACK: DOPO LUPITA NYONG'O COME ELENA DI TROIA, VALE TUTTO)
Valerio Cappelli Per Il "Corriere della Sera- Estratti
La Traviata dei record debutta il 22 a bordo lago, sul palco galleggiante del Festival di Bregenz, al confine tra Baviera, Austria e Svizzera, e vi resterà per un bel po’. Sono fissate 60 recite in due edizioni, tutte già sold out: 7.000 posti, quasi 400 mila biglietti venduti. Si alternano i direttori, Kirill Karabits e Pietro Rizzo, Violetta si divide per tre, Stacey Alleaume, Julia Muzychenko e Marjukka Tepponen.
Il regista naturalmente è uno e se lo tengono stretto, Damiano Michieletto: «Il palco sul lago ha bisogno di una visione d’impatto e in qualche modo scultorea».
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Violetta è una donna sempre al centro di una festa che ambiento nel 1920, il mondo del Grande Gatsby di Fitzgerald, scintillante, edonista, bizzarro, pronto a celebrare la vita; ma nessuno conosce l’intimità, il dolore e la malattia di Violetta». Sotto l’effervescenza, la crudeltà: «Lei ha bisogno d’amore, viene abbandonata e calpestata da quella società». E l’acqua? «Fa parte dello spettacolo, devo giocarci, all’inizio c’è una grande festa in piscina, con una coreografia sull’acqua ispirata a quelle di Esther Williams».
«Ho tre cast, hanno inventato un sistema per cui l’orchestra non è davanti alla prima fila degli spettatori ma è spostata al coperto, e anche se piove la recita non si perde, i cantanti per contratto vanno avanti, il pubblico si porta ombrelli o K-way». C’è un impianto di sound design da concerto rock. «L’importante è creare un impatto estetico forte, restituendo la storia in modo popolare, diretto. Ci vuole un concetto, che non è quello che ti aspetti».
Tra i momenti topici, Alfredo e Violetta dipingono il loro nido d’amore: «Proietto piccoli film che raccontano la loro intimità e il sacrificio di Violetta che torna a fare la prostituta. Racconto cosa succede quando vanno a vivere in campagna, quando lei abbandona Alfredo e torna a Parigi nel bordello. La festa di Flora è coloratissima, zingarelle e matador... è un numero coreografico alla David Copperfield, c’è la sparizione di una ragazza che con uno stratagemma da un box viene gettata nel lago. Per la morte di Violetta (il letto non c’è) mi è venuto in mente La La Land , e mi chiedo: ma se fossero stati insieme».
Il suo debutto al cinema, Primavera , ha avuto tre David, e in Francia 330 mila spettatori, terzo titolo italiano degli ultimi dieci anni, dopo Cortellesi e Il traditore di Bellocchio. È stato venduto in 70 Paesi. «Era una scommessa, potevo andare a sbattere contro un treno quando nel progetto si è imbarcata Warner Bros, se fosse andato male sarebbero stati dolori. Avevo voglia di girare un film, senza strategie né calcoli. L’ho fatto con spontaneità. Una bella esperienza. Il mio secondo film non sarà d’argomento musicale».
Con Otello, avrà la sua prima apertura scaligera: «Il 7 dicembre mia figlia Viola compirà 25 anni. Le avevo detto: vedrai che arriverà il giorno che ti festeggerò alla Scala». Brian Jadge sarà un Otello biondo: omaggio al politically correct? «Se si vuole un Otello che rispetti le indicazioni del libretto allora si sceglie un cantante nero. Ma prendere un cantante bianco e usare il make-up è ridicolo. Brian è un americano biondo con gli occhi azzurri, truccarlo non avrebbe senso»
«Sono d’accordo sulle ipocrisie della cancel culture , quando si censurano i versi a Un ballo in maschera (“Ulrica dell’immondo sangue dei negri”) per presunto razzismo è un grave errore, quello non è il pensiero di Verdi, bisogna invece spiegare perché fa dire al giudice quella frase. Bisogna accettare e accogliere il passato, non mettendo nella cornicetta il tuo pensiero.
Certo oggi non si potrebbe cantare siamo i watussi altissimi negri, sarebbe assurdo, e meno male».
Quale eroina meriterebbe oggi un’opera? «Anna Politkovskaja, per il coraggio». Una volta all’opera lei era più «irruento»: «Sì è vero, ora vado più all’essenza».
stefano accorsi damiano michieletto
primavera - film diretto da damiano michieletto
LA TRAVIATA MICHIELETTO 32
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