2026venezia

LA VENEZIA DEI GIUSTI - COME VANNO LE COSE? BENE. IL CALDO È FINITO E I CRITICI INTERNAZIONALI SE NE SONO ANDATI. I FILM FAVORITI PER IL LEONE D’ORO E I PREMI MAGGIORI SONO LA BELLISSIMA COMMEDIA “POSSIBLE LOVE”, DI LEE CHANG-DON, “WILD HORSE NINE", DI MARTIN MCDONAGH, E IL DOCUMENTARIO “NAZA”, DI YUVAL ABRAHAM E RACHEL SZOR (FORTE DI 24 MINUTI DI APPLAUSI IN SALA GRANDE) - LO HA BOCCIATO SOLO MARIAROSA MANCUSA DE “IL FOGLIO”. BANALIZZA UN FILM CHE NON È AFFATTO BANALE, E CHE SPIEGA CON CORAGGIO LE DINAMICHE DI UN GENOCIDIO - VIDEO

Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

 

Marco Giusti per Dagospia

 

POSSIBLE LOVE di Lee Chang-dong

Come vanno le cose a Venezia? Bene. Il caldo è finito e i critici internazionali se ne sono andati. Le sale sono parecchio svuotate. I film favoriti per il Leone d’Oro e i premi maggiori sono ovviamente la bellissima commedia “Possible Love” di Lee Chang-don, “Wild Horse Nine” di Martin McDonagh e il documentario “Naza” di Yuval Abraham e Rachel Szor, forte di 24 minuti di applausi in Sala Grande e di un 100% di gradimento su Rotten Tomatoes e su ogni sito di cinema.

 

Gli ha dato una palla solo Mariarosa Mancusa de “Il Foglio”, che lo tratta come trattò un anno fa “La voce di Hind Rajab” di Kaouther Ben Hania. Acidella e un filo sionista. “La mano che traccia i disegni, per meglio chiarire la dinamica degli attacchi che – dicono di continuo – “colgono le persone nel sonno”, pare sempre la stessa.

 

Film Naza mostra del cinema di venezia

Intanto vediamo appartamenti schermati dalle tende, con effetto “finestra sul cortile”. Lo spettatore pensa all’intimità violata, non al massacro del 7 ottobre”. Banalizza un film che non è affatto banale, e che spiega le dinamiche di un genocidio con coraggio. Il film più spernacchiato dalla critica, “Mr Nelson, Did You Kill Peple?” di Shinya Tsukamoto, che recupera la guerra in Vietnam e quello che produsse nella testa dei reduci, vince a sorpresa il Leoncino d’Oro, il premio degli studenti. Come possiamo scordare che Tsukamoto è il regista di “Tetsuo”, capolavoro del body horror.

 

POSSIBLE LOVE di Lee Chang-dong

Gli italiani puntano tutto su Vanessa Scalera come impossibile mamma napoletana, che se la vede con la potente protagonista di “Possible Love”, Jeon Do-yeon. Le mamme quest’anno vanno fortissimo. Come i film sulle scelte morali. Fossero anche sulla mancanza di moralità, come è appunto “Naza”. La cinefilia, grazie a Luca Guadagnino e al suo film di 7 ore su Berttolucci, “Joie de vivre”, torna di moda anche tra i ragazzini.

 

E’ una buona notizia. Oggi a vedere il restauro della Cineteca di Bologna di “Lo zio di Brooklyn” diretto da Franco Maresco e Daniele Ciprì, prodotto da Galliano Juso per Aurelio De Laurentiis era pieno di ragazzi. Il film, rivisto dopo trent’anni, è un capolavoro che forse non ci meritavamo.

 

rachel szor e yuval abraham 3

E’ un incredibile ritratto della Palermo, e dell’Italia, delle guerre di mafia dopo Capaci e le morti di Falcone e Borsellino. Un film sulla morte di una città, di un paese. Come nessuno ha mai fatto. All’epoca venne amato, da Fofi-Ghezzi-Crespi, Carmelo Bene, e odiato, da Lietta Tornabuoni e Irene Bignardi. Ricordo a memoria. Ma un film che inizia con un uomo che si toglie l’occhio di vetro in primo piano e ci mostra un uomo che si accoppia con un’asina non poteva piacere a tutti. Ma aveva ragione Franco a chiedere di andare in concorso e rifiutare le finestre collaterali.

 

steve buscemi wild horse nine

Era un film importante. E c’erano tutti i protagonisti degli sketch favolosi di Cinico Tv, il ciclista Tirone, il signor Giordano, Marcello Miranda, Paviglianiti, il ciccione che scorreggia e dice “Certamente”. C’è una Palermo e un’Italia che non esiste più. Roba da fantascienza, Franco mi cita un vecchio film di Val Guest in bianco e nero, “E la terra prese fuoco”. Si muore e si torna vivi. Come la cinefilia.

 

Certamente. Cosa sarebbe stato il nostro cinema se ci fossero stati più Ciprì e Maresco. L’Italia di Berlusconi, ma anche quella della sinistra perbenista uccisero tutto. Ci meritiamo Pino Insegno, Diaco, Giletti, Cerno, Del Debbio, Porro, i talk politici della 7. Ci meritiamo anche il Cefalù Bistrot. Su 29 film italiani a Venezia chi parla più della realtà?  

rachel szor e yuval abraham 2rachel szor e yuval abraham 1mr. nelson, did you kill people? 1mr. nelson, did you kill people? 9mr. nelson, did you kill people? 10lo zio di brooklyn 8lo zio di brooklyn 9john malkovich wild horse ninejohn malkovich sam rockwell wild horse ninePOSSIBLE LOVE di Lee Chang-dong