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LA VENEZIA DEI GIUSTI - L’ORRORE MESSO IN SCENA DA PAOLO STRIPPOLI IN “L’ESTRANEA”, AL SUO QUARTO FILM, FINALMENTE IN CONCORSO, È SIA DI GENERE SIA GEOGRAFICO. È L’ORRORE DELLA BARI BENE DEI COMMERCIANTI DI VIA SPARANO, UNA BORGHESIA CHE SOGNA IN GRANDE E SI ILLUDE DI ESSERE DIVERSA DA COME È, E PUNTA A ESSERE VISTA COME PERFEZIONE CHE IL RESTO DEL MONDO, O ALMENO DELLA CITTÀ, INVIDIA - BENE HA FATTO BARBERA A INSERIRE NEL CONCORSO UN HORROR PUGLIESE, ANCHE SE NESSUNO PARLA BARESE E UN PO’ CI DISPIACE. È UNA BOCCATA DI OSSIGENO RISPETTO A TANTI FILM CHE VEDIAMO IN QUESTI GIORNI… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Meglio un padre autoritario che reprime la tua sessualità, ne abbiamo tanti esempi a cominciare da tutti o quasi i film di Bertolucci, o meglio una mamma autoritaria che decide tutto lei e ti modella la vita, oltre a reprime qualsiasi tipo di sessualità tu abbia? Nella seconda settimana della Mostra del Cinema di Venezia avremo un bel campionario di madri del sud. Ovviamente terribili.
L’orrore messo in scena da Paolo Strippoli in “L’estranea”, al suo quarto film, finalmente in concorso, con un film che, finalmente, apre a qualcosa di diverso dal solito cinema italiano un po’ mummificato, è sia un orrore di genere, c’è un patto col diavolo, una vita per una vita, che la mamma Jasmine Trinca fa con una specie di doppio, Valeria Bruni Tedeschi, sia un orrore geografico.
L’orrore della Bari bene dei commercianti di Via Sparano. Essendo per metà pugliese, con mamma barese, diciamo che lo conosco. Una borghesia che sogna in grande e si illude di essere diversa da come è, forse come tutte le borghesie, e punta a essere vista come perfezione che il resto del mondo, o almeno della città, invidia.
I Colonna, che hanno un negozio di abbigliamento sono al massimo della loro fortuna. Negozio di successo in Via Sparano, appunto, loro, Adriano Giannini e Jasmine Trinca, bella coppia che tutti invidiano, lui moro sportivo che fa il passo più lungo della gamba, lei bionda e bella, i figli perfetti, un maschio che gioca a calcio, una femmina che deve girare la pubblicità della pasta Barilla con la regia di Daniele Luchetti. Hanno anche un cane, Zuppa, e una villa da favola.
jasmine trinca e romana maggiora vergano in l'estranea
Ma proprio quando inaugurano la villa, il cane Zuppa morde la gamba della figlia, e i Colonna finiscono al pronto soccorso. La bambina perderà la gamba. E’ a questo punto che la madre fa il patto col diavolo, Valeria Bruni Tedeschi. La gamba della figlia in cambio della pancia del figlio. Lei si salverà, ma lui diventerà obeso. Non saranno più la famiglia perfetta da fotografia. Passano gli anni e il ragazzo inizia a mangiare fino a diventare enorme.
Cioè diverso. Anche la figlia, interpretata da grande da Romana Maggioira Vergano, sviluppa una diversità, ma sessuale. E’ lesbica e non osa dirlo alla madre. Ovvio. Quando il ragazzo finirà al pronto soccorso, massacrato dal proprio peso, si ripeterà la scena col diavolo. Lo vuoi salvare?, gli chiede Valeria Bruni Tedeschi, dammi la vita del padre. E così via…
Il tutto è raccontato dalla madre alla figlia a Roma in una notte di tempesta dove l’acqua sta per allagare qualsiasi cosa e la famiglia Colonna fa i conti con la presunzione di essere perfetta, cioè normale, e si ritrova a specchiarsi nella sua diversità, repressa, nascosta, mai accettata.
Bene ha fatto Barbera a inserire nel concorso un raro film di genere italiano, un horror pugliese, anche se nessuno parla barese e un po’ ci dispiace, ma che tocca proprio nel cuore la borghesia della città.
Il cibo, il grasso, il voler apparire diversi da quello che si è. Chi è il mostro, satanasso, chi fa i patti col diavolo, chi si ritiene normale? Al suo quarto film in cinque anni, Strippoli, aiutato dal suo sceneggiatore, Salvatore De Chirico, con mezzi maggiori a sua disposizione, dimostra ancora una volta una vena narrativa originale, una solida fedeltà alle sue ispirazioni e un bel controllo del cast, Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi sono perfette.
Gli manca forse una costruzione dell’immagine più autoriale, da horror e non da cinema italiano normale. Ma “L’estranea” è una boccata di ossigeno rispetto a tanti film che vediamo in questi giorni.
l'estranea 5
l'estranea 2
l'estranea 3
l'estranea di Paolo Strippoli
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