robert pattinson - primetime

LA VENEZIA DEI GIUSTI - QUESTO “PRIMETIME” È UNA BOMBA. E PORTA UN PO’ DI SANGUE E DI CARNE A UNA VENEZIA FORSE UN PO’ TROPPO RIEMPITA DI FILM ITALIANI E DI VECCHIE GLORIE. DEL RESTO UN FILM CHE SI APRE CON IL PROCESSO E LA MORTE-SPETTACOLO DI SADDAM, GIÀ CI RIVELA CHE STA ENTRANDO NEL TERRENO MELMOSO DELLA TV-GOGNA, TV GIUSTIZIALISTA, NATA PROPRIO VENT’ANNI FA E PROSEGUITA CON PERLE D’ORRORE CHE DALLA TV PASSERANNO PRESTO SUI SOCIAL - SU TUTTO, COME SAPPIAMO DA SEMPRE, VINCE SOLO E SEMPRE L’AUDIENCE E LA VOGLIA DI ANDARE IN VIDEO. LA VERA NOVITÀ DEL FILM È UNO STILE INNOVATIVO E UNA COSTRUZIONE DA THRILLER, CON MUSICA MARTELLANTE, CHE FUNZIONA BENISSIMO... – VIDEO

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Marco Giusti per Dagospia

 

robert pattinson primetime

Questo “Primetime”, presentato oggi in concorso, opera prima targata A24 diretto da Lance Oppenheim, scritto da Ajon Singh e tratto da una storia vera della tv-trash americana del 2006, e dall’articolo che l’ha rivelata, “Tonight on Dateline This Man Will Die” di Luke Dittrich, è una bomba.

 

E porta un po’ di sangue e di carne a una Venezia forse un po’ troppo riempita di film italiani e di vecchie glorie. Ve ne renderete conto anche voi quando lo vedrete a metà ottobre. Del resto un film che si apre con il processo e la morte-spettacolo di Saddam, già ci rivela che sta entrando nel terreno melmoso della tv-gogna, tv giustizialista, nata proprio vent’anni fa e proseguita con perle d’orrore che dalla tv passeranno presto sui social.

 

robert pattinson primetime.

“To Catch a Predator”, spettacolo della tv americana condotto da Chris Henson, qui interpretato da un perfetto Robert Pattinson, e prodotto da Lynn Keller, la sorprendente Merritt Wever, nato nel 2004, è un programmo costruito su una vera caccia al pedofilo. Si attira il pedofilo con le chat erotico, lo si invita a casa con un finto minorenne come esca interpretato da un attore, Skyler Gisondo, e lo si affida alla polizia.

 

Il programma va così bene che la rete lo promuove nel 2006 in prima serata, appunto prime-time. E Chris Henson perde la testa, colpito dalla malattia che hanno tutti i conduttori televisivi. E vuole colpire sempre più in alto. Seguendo un copione che conosciamo fin dai tempi di “L’asso nella manica” di Billy Wilder, la squadra di Chris si sfalda rispetto al suo oltrepassare qualsiasi segno pur di far spettacolo.

 

 

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Lynn potrebbe andarsene, il ragazzo-esca non si riconosce come persona così cattiva. “Io e te non abbiamo la stessa idea su cosa sia cattivo”, gli spiega Chris. Ovviamente c’è di tutto, un giornale scandalistico che tormenta Chris con le foto di lui che tradisce la moglie con una ragazza molto più giovane, un pesce grosso in quel del Texas che finisce all’amo ma la cosa potrebbe evolvere malamente.

 

Su tutto, come sappiamo da sempre, vince solo e sempre l’audience e la voglia di andare in video. La vera novità del film è uno stile, che riprende la tv di vent’anni fa, anche nelle composizioni da piccolo schermo, piuttosto innovativo e una costruzione da thriller, con musica martellante di Ari Balouzian, che funziona benissimo.

 

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Pattinson, anche produttore assieme a Ari Aster e un elenco infinito di associati, chiude magistralmente una stagione che ce lo ha mostrato in ogni salsa, da “The Drama” all’”Odissea” e dove ha sbagliato davvero poco.

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