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omar mateen frequentava il pulse
James Wilkinson e Matt Hunter per Daily Mail
Omar Mateen, l’assassino che ha freddato 49 persone nel club gay di Orlando, probabilmente era a sua volta gay e aveva una doppia vita. A dirlo sono la sua ex moglie, un ex compagno della accademia di polizia e alcuni frequentatori del ‘Pulse’. Pare che Omar abbia fatto visita al posto diverse volte dal 2013, distante un paio di ore di macchina da casa sua, in modo che nessuno lo riconoscesse.
oman mateen chattava su app per gay
Emerge che Omar già nel 2006 avesse invitato un uomo ad un appuntamento, frequentasse chat omosessuali e fosse iscritto ad app tipo Grindr. La sua ex moglie Sitora Yusufiy, 27 anni, incontrata on line nel 2009, e la famiglia intera, sono convinti che il killer non abbia ucciso in quanto estremista islamico ma in quanto tormentato per la propria identità sessuale: «Quando ci sposammo, mi confessò il suo passato. Mi disse che gli piaceva andare nei club». Ha parlato delle tendenze gay dell’ex marito e detto che il padre di lui spesso lo definiva “gay” in sua presenza. Era una perdona instabile, violenta, disturbata, con un passato di dipendenza da steroidi, secondo Sitora.
I clienti del ‘Pulse’ hanno visto Mateen almeno una dozzina di volte negli ultimi tre anni: beveva e ballava con uomini. Le drag queen del posto se lo ricordano bene. Qualche volta è stato buttato fuori perché troppo ubriaco. Non parlava molto però aveva detto qualcosa su suo padre, e sul fatto che fosse sposato e con un figlio. Mateen era a proprio agio con le drag presenti ma aveva dato segno di carattere turbolento quando, una volta, rispose ad una battuta sulla religione tirando fuori un coltello.
Un ex collega della accademia di polizia conferma che i due sono usciti insieme e che frequentavano club gay: «Mateen era omosessuale ma lo teneva nascosto. Era un personaggio strano, voleva integrarsi ma non piaceva a nessuno». Kevin West, cliente del
OMAR MATEEN CON LA MOGLIE E IL FIGLIO
omar mateen
‘Pulse’, dichiara che Mateen lo ha messaggiato diverse volte sulla app ‘Jack'd, l’anno scorso. Non si sono mai incontrati fino alla mattina dell’attacco: «Era circa l’una e l’ho riconosciuto in strada. L’ho salutato, mi ha salutato». L’ FBI ha sequestrato i telefono e i dispositivi elettronici del killer per capire cosa sia successo nei giorni precedenti la strage.
satora ex moglie di omar mateen
la moglie di omar mateen racconta del suo passato gay
le vittime del pulse
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