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“DURANTE UNO SPETTACOLO TEATRALE HO SCOPERTO DI AVERE UN TUMORE ALLE OSSA CHE PER FORTUNA E’ RIENTRATO” – LA CONFESSIONE DI VINICIO MARCHIONI: “TRA L'OPERAZIONE, LA FISIOTERAPIA E LE CURE, MENTRE CERCAVO DI COSTRUIRE IL CORPO DEL PERSONAGGIO CHE INTERPRETAVO, MI RITROVAVO A FARE I CONTI CON IL MIO - DA BALBUZIENTE, IL MIO CERVELLO CERCA LE PAROLE PIU’ SICURE. SONO COSTRETTO A RIFLETTERE CONTINUAMENTE SU COSA SIGNIFICHI PARLARE. SO SU QUALE SILLABA RISCHIO DI INCIAMPARE E IMPARO A COSTRUIRE FRASI DIVERSE, A CERCARE SINONIMI, AD AGGIRARE QUELLA PAROLA…”
Estratto dell’articolo di Arianna Finos per “la Repubblica”
VINICIO MARCHIONI MILENA MANCINI 2
Vinicio Marchioni […] È stato un ragazzo ribelle, difficile, diceva di avere un fuoco dentro.
«[…] Mi sono sempre rifugiato nella scrittura, nei diari. La balbuzie e le difficoltà dell'adolescenza hanno creato dentro di me mondi che avevano bisogno di uscire. La fortuna è stata incontrare il teatro».
Emily Blunt dice che prima di parlare, il suo cervello cerca automaticamente le parole più sicure. Succede anche a lei?
«Sì. Da balbuziente sei costretto a riflettere continuamente su cosa significhi parlare. Sai su quale sillaba rischi di inciampare e impari a costruire frasi diverse, a cercare sinonimi, ad aggirare quella parola. Uno studio continuo del linguaggio e dell'espressione. […]».
"Un tram che si chiama Desiderio". Che cosa ha significato affrontare Stanley Kowalski?
«È stato il primo spettacolo con Antonio Latella […] proprio durante le prove scoprii di avere un tumore alle ossa. Fortunatamente è rientrato, è stato curato, ma quell'esperienza mi ha portato a ripensare anche il rapporto con il mio corpo. Tra l'operazione, la fisioterapia e le cure, mentre cercavo di costruire il corpo di Stanley, mi ritrovavo a fare i conti con il mio. Stanley era un uomo guidato da una potenza fisica enorme. Io, invece, stavo cercando un nuovo equilibrio nel mio corpo».
Per un giovane attore affrontare un tumore è un'esperienza enorme.
«Non mi è mai piaciuto mettere in piazza le sofferenze. L'ho vissuta come un'esperienza, quasi come se avessi incontrato un altro personaggio. […]».
milena mancini vinicio marchioni
[…] Quando parla di sé usa spesso il "noi". Come lo costruite nel rapporto con Milena Mancini e nella vostra famiglia?
«Con Milena abbiamo sempre pensato al "noi" come a un'entità autonoma. Non è semplicemente lei più me. È qualcosa di più importante delle nostre individualità. È una conquista quotidiana. Ci sono giorni in cui verrebbe voglia di mandare tutto all'aria. Poi ti ricordi che esiste qualcosa di più grande del tuo umore o del tuo ego». […]
vinicio marchioni foto di bacco (2)
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