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    I PRIGIONIERI DEL GREEN PASS – MOLTISSIMI ITALIANI RIMANGONO INCASTRATI DALLA BUROCRAZIA DEI TAMPONI, BLOCCATI IN CASA DAL MANCATO ARRIVO DEL GREEN PASS UNA VOLTA GUARITI DAL COVID – COME SE NON BASTASSE, CAPITA SEMPRE PIÙ SPESSO CHE I RISULTATI POSITIVI DEI TAMPONI ANTIGENICI NON VENGANO COMUNICATI, E QUINDI UN SOGGETTO INFETTO PUÒ POTENZIALMENTE ANDARSENE IN GIRO SENZA PROBLEMI – ALEMANNO: “L'ASSESSORE D'AMATO DICE CHE NON È COLPA DELLA REGIONE LAZIO MA DEL MINISTERO DELLA SALUTE, SEMBRA TUTTA UNA FOLLIA...”


     
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    Francesco Malfetano per "il Messaggero"

     

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    C'è già chi li ha soprannominati i prigionieri del Green pass. Sono gli italiani rimasti incastrati nella burocrazia dei tamponi. Intrappolati in casa dall'esito negativo di un test antigenico mai registrato. Ovvero un automatismo, in vigore dal 6 gennaio (e valido solo per le positività registrate a partire da quella data), mai veramente diventato effettivo. 

     

    Cittadini che dopo essersi giustamente isolati a causa del contagio, e quindi dopo aver visto il proprio Qr code bloccarsi, non lo hanno poi mai visto tornare attivo nonostante siano guariti a tutti gli effetti. E poi, oltre al danno la beffa. Dopo il tampone negativo che gli consente di rompere l'isolamento e, in teoria, di ricevere un Green pass per guarigione, in migliaia ricevono sì un nuovo certificato, ma quello legato al test stesso. Della durata di 48 ore. 

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    I CORTOCIRCUITI 

    Come se non bastasse, per gli stessi cortocircuiti amministrativi, stavolta dettati soprattutto dall'impennata delle positività, capita sempre più spesso che i risultati positivi dei tamponi antigenici - considerati validi per porre in isolamento un paziente - non vengano comunicati, e quindi un soggetto infetto può potenzialmente andarsene in giro senza problemi. A meno di non incappare in un controllo tanto solerte da non accontentarsi del Green pass stesso. 

     

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    Un delirio informatico che, come ha denunciato ad esempio per la Campania il Mattino, porta oggi circa 50mila positivi a non essere di fatto costretti alla quarantena. Secondo il sindacato regionale dei medici di famiglia, la Fimmg, circa l'80% dei positivi non riceve alcun provvedimento. Il problema però è tutt' altro che solo campano. Prendendo per buone le stime dei medici ed estendendole ai circa 2,2 milioni di attualmente positivi secondo i dati ufficiali, la faccenda potrebbe coinvolgere più di un milione e mezzo di cittadini. 

     

    Del resto, ormai da giorni, Twitter e i social sono pieni di testimonianze di utenti che segnalano il problema sconcertati. Lo ha denunciato ad esempio l'ex sindaco di Roma Gianni Alemanno. «E niente...dopo essere risultato positivo al tampone del 03/01/2022 con referto caricato sul sito della Regione Lazio, il mio Super Green Pass continua ad essere valido - ha scritto su Facebook Alemanno - L'Assessore D'Amato dice che non è colpa della Regione Lazio ma del Ministero della Salute, sembra tutta una follia...Giovedì farò il nuovo tampone, se risulterò negativo, non potendo fare la dose booster' per quattro mesi, rischio di rimanere senza Green Pass». 

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    IL NODO 

    Sì perché il vero problema non è solo che un positivo incosciente può andarsene in giro, ma anche che un cittadino postosi ugualmente in isolamento - pur senza che il Pass fosse bloccato - rischia di finire in un vortice di date di validazione che non gli consentiranno di fare la terza dose, e quindi alla fine restare senza Green pass. Il certificato infatti, così facendo non tiene conto della positività. 

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    Per cui, alla guarigione, non scatta una nuova durata come normalmente dovrebbe essere. Il tutto, appunto, mentre altri cittadini risultati negativi restano fuori dalle attività per cui è richiesto il Green pass. Impossibile dire chi stia messo peggio. La situazione però è nota al ministero della Salute. Tant' è che mercoledì il ministro Roberto Speranza, rispondendo al question time alla Camera, ha spiegato che il problema è in via di risoluzione: «Abbiamo dovuto lavorare per costruire una modalità nostra, nazionale, di sospensione diversa del Green pass perché all'inizio la modalità europea prevedeva solo la sospensione in caso di falsificazione. 

     

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    Dopo alcune sollecitazioni, anche di natura parlamentare, con l'ultimo Dpcm del 17 dicembre abbiamo introdotto un meccanismo che, a regime, porterà a un doppio automatismo: di sospensione della validità del Green pass di fronte ad un caso di positività e al tempo stesso però ad uno stop di questa sospensione e riattivazione del certificato in caso di tampone negativo dopo la positività». Ma si tratta di «una procedura in corso. E penso che dobbiamo lavorare perché questi problemi che ancora ci sono stati possano essere risolti» ha concluso il ministro.

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    E allora come deve comportarsi intanto un cittadino che si ritrova con il Green pass bloccato nonostante l'esito negativo di un tampone, o con il pass non aggiornato a seguito della guarigione? In attesa che il ministero riesca a far comunicare tra loro le diverse piattaforme e renda il tutto automatico come dovrebbe essere, si può provare a bypassare l'automatismo rivolgendosi al proprio medico di base. Questo infatti, visionato l'esito del tampone può emettere il certificato di guarigione e caricarlo manualmente sulla piattaforma, permettendo di sbloccare la situazione. 

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