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    25 ANNI FA DOMENICO MODUGNO E' VOLATO NEL BLU DIPINTO DI BLU – LA MOGLIE FRANCA GANDOLFI RACCONTA COME NACQUE “VOLARE": "SCOPPIÒ UN TEMPORALE SU ROMA. LA FINESTRA SI SPALANCÒ E TUTTI I FOGLI VOLTEGGIARONO IN ARIA. E MIMMO PRESE A CANTARE 'VOLARE, OH OH'” – GLI INCONTRI CON TOTO’ E SINATRA, QUASIMODO CHE SI FIDAVA SOLO DI LUI E QUELLA CANZONE RIMASTA INEDITA – VIDEO


     
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    Estratti dall'articolo di Stefano Mannucci per il Fatto Quotidiano - Intervista del 2017

     

    MODUGNO FRANCA GANDOLFI MODUGNO FRANCA GANDOLFI

    Un colpo di vento cambiò la storia del Paese. Domenico Modugno spalancò le braccia e convinse l' Italia del boom che si poteva volare.

     

    Franca Gandolfi, come nacque 'Nel blu dipinto di blu'?

    C' era un amico attore, Franco Migliacci. Non aveva mai scritto un testo. Mio marito Mimmo voleva dargli una mano. Un giorno dovevamo andare al mare, però Migliacci si era ubriacato e non si presentò all' appuntamento.

     

    Restò a dormire e - raccontò in seguito - sognò un quadro di Chagall, Le Coq Rouge. Scrisse versi sul firmamento: in quel periodo tutti eravamo presi dallo Sputnik. Franco e Mimmo cominciarono a lavorare su quel pezzo, litigando. Modugno sentiva che mancava qualcosa.

     

    Finché?

    Finché, un giorno di autunno del '57, scoppiò un gran temporale su Roma. Mimmo suonava al piano nella nostra casa di Piazza Cardinal Consalvi, a Ponte Milvio, quando all' improvviso la finestra si spalancò e tutti i fogli volteggiarono in aria. Rapito, Mimmo prese a cantare 'volare, oh oh'. Esultò: 'Mancava questo!'. Fissò il momento su un registratore da due soldi: ho fatto sentire il nastro a Gianna Nannini. Metterò presto ordine su questi documenti sonori.

     

    A Sanremo la cantò lui dopo il rifiuto di Claudio Villa e Nilla Pizzi.

    MODUGNO FRANCA GANDOLFI MODUGNO FRANCA GANDOLFI

    Ne aveva preparata pure un' altra per il Festival, La fortuna nella bottiglia, scritta con Riccardo Pazzaglia. Grazie a Dio la scartarono, non era granché. È rimasta inedita.

     

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    Anche con Totò parlavano di cose malinconiche

    Sempre in camerino a dialogare, ma Totò era tristissimo, aveva già preparato il proprio epitaffio. Mimmo era pazzo di 'Malafemmena' e Totò gli promise che avrebbero scritto una canzone insieme, ma non uscì mai fuori.

     

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    La fortuna per Modugno arrivò proprio dalla radio.

    Domenico Modugno Domenico Modugno

    Mio padre comandava l' aeroporto di Boccadifalco, a Palermo. Io mi arrampicavo su una magnolia e ascoltavo il canto dei carrettieri. Mi innamorai di Mimmo perché la sua voce me li ricordava.

     

    Componeva canzoni in dialetto, tra cui 'Ninna Nanna', che finì nel film 'Carica Eroica'. Lo spronai a ripresentarla a un concorso radiofonico, 'Trampolino'. Ci andò ma fece fiasco. Però alla Rai si ricordarono di lui: all' epoca lo chiamavano 'Salvatore Modugno' per farlo sembrare siciliano. Venne a Roma Frank Sinatra: ascoltò 'Ninna Nanna', la trovò bellissima. Il direttore della radio, Palmieri, chiamò Mimmo e gli chiese di darne la partitura a Frank.

     

    Mio marito lo inseguì in taxi a Fiumicino, ma Sinatra era già partito, e non la ebbe mai.

    Mimmo fu scritturato per un programma: doveva scriverglielo Patroni Griffi, alla fine fece da solo".

     

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    Il 9 agosto a Polignano a Mare la settima edizione di 'Un sogno così', con i big italiani a omaggiare Modugno. Ricorda il concerto della riappacificazione con città nel '93?

    Era molto stanco, ma non poteva dire di no. Fu un reciproco atto d' amore. Lo trattarono come un santo. Ma era un birbone.

     

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