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“NON GIOCATE CONTRO ISRAELE” – A FIRENZE I MANIFESTANTI PRO-PAL ARRIVANO FINO AL CENTRO TECNICO DI COVERCIANO DOVE SI ALLENA LA NAZIONALE E CONTESTANO LA SCELTA DEGLI AZZURRI DI AVER GIOCATO E DI RIAFFRONTARE TRA DIECI GIORNI ISRAELE NELLE GARE DI QUALIFICAZIONE AI MONDIALI – “COM’È POSSIBILE DOPO DUE ANNI CHE PERMETTIAMO ANCORA DI FAR GIOCARE A UNO STATO CRIMINALE LE PARTITE DI CALCIO?” – PIERO PELU’ INGAZATO COME NON MAI: “FIRENZE NON TRADISCE MAI. I DIRITTI NEGATI AI PALESTINESI POSSONO ESSERE NEGATI A NOI DOMANI” - VIDEO
Contestazione a Coverciano
manifestanti pro pal firenze coverciano
Il corteo di Firenze supera lo stadio Franchi, dove era stata fissata inizialmente la fine della manifestazione, e decidono di raggiunge il Centro tecnico di Coverciano. I partecipanti con gli altoparlanti contestano la scelta della nazionale di calcio di aver giocato – e di riaffrontare tra dieci giorni – Israele nelle gare di qualificazione ai mondiali.
Decine di migliaia di manifestanti si spingono così fino ai campi sportivi dove si allenano gli Azzurri. vengono chiusi gli accessi, la polizia si schiera dietro i cancelli all’ingresso del Museo del Calcio.
manifestanti pro pal firenze coverciano
Partono fischi dei manifestanti che chiedono di non giocare la gara. «Hanno fissato una partita il prossimo 14 ottobre a Udine – dicono dal corteo – com’è possibile dopo due anni che permettiamo ancora di far giocare a uno Stato criminale le partite di calcio? Una nazione che ha commesso un genocidio». Parte un lungo applauso: è la fine della manifestazione a Firenze. «Ma continueremo ad esserci – urlano dai megafoni – domani andremo a Roma».
Piero Pelù: “Firenze non tradisce mai”
piero pelu con la bandiera della palestina al festival di venezia
Quella di oggi "è una bella risposta. Firenze non tradisce mai", dice Piero Pelù in corteo. “In questa fase conta quello che fa ognuno di noi. Conta il concerto per la Palestina che abbiamo fatto alle Cascine. E conta questa manifestazione, essere in tanti, pacifici e coscienti.
E conta capire che siamo qui a manifestare per i diritti di un popolo che sono anche i nostri diritti. Il transfer è assolutamente automatico". Perché, conclude Pelù, "i diritti negati ai palestinesi possono essere negati a noi domani. Quindi è giusto esserci".
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