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OHIBÒ: ANCHE SU MADURO, SALVINI SI SMARCA DA GIORGIA MELONI – PRESSATO DALLA FRONDA PIÙ SOVRANISTA DEL SUO PARTITO (VANNACCI & BORGHI), IL SEGRETARIO DELLA LEGA PRENDE LE DISTANZE DALLA TRUMPETTA DI PALAZZO CHIGI (CHE HA DEFINITO L’INTERVENTO AMERICANO A CARACAS “DIFENSIVO E LEGITTIMO”): “LA STRADA MAESTRA PER RISOLVERE LE CONTROVERSIE INTERNAZIONALI E CHIUDERE I CONFLITTI DEVE TORNARE A ESSERE LA DIPLOMAZIA, RISPETTANDO IL DIRITTO DEI POPOLI A DECIDERE DEL PROPRIO FUTURO”. LA STESSA POSIZIONE DI MARINE LE PEN: ANCHE IN EUROPA SI RIPROPONE LA SPACCATURA CHE IN AMERICA C’È TRA DESTRA “MAGA” E NEO-CON…

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LE PERPLESSITÀ DI SALVINI: NÉ SAGGIO NÉ PRUDENTE ESPORTARE LA DEMOCRAZIA

Estratto dell’articolo di Marco Cremonesi per il “Corriere della Sera”

 

GIORGIA MELONI - MATTEO SALVINI - CAMERA DEI DEPUTATI - FOTO LAPRESSE

Matteo Salvini distingue. Dopo una giornata di riflessione, la posizione del vice premier leghista sull’intervento Usa in Venezuela si rivela non perfettamente sovrapponibile a quella della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. E, del resto, nemmeno sdraiata sull’iniziativa di Donald Trump.

 

Se sabato aveva lasciato il punto in sospeso, limitandosi a un «seguo con attenzione», ieri pomeriggio — da New York dove si trova con la compagna Francesca Verdini — ha fornito la linea a una Lega che la attendeva per potersi adeguatamente sintonizzare. Anche se, forse, in qualcuno dei suoi ha generato più dubbi che certezze.

 

ARRESTO DI NICOLAS MADURO

Salvini è convinto che «nessuno avrà nostalgia di Maduro, responsabile di aver affamato e oppresso per anni il suo popolo». […] Ribadito questo, «per la Lega la strada maestra per risolvere le controversie internazionali e chiudere i conflitti in corso deve tornare a essere la diplomazia, rispettando il diritto dei popoli a decidere del proprio futuro».

 

Insomma, il leader leghista non sposa la tesi della premier sul narcotraffico come guerra ibrida. E nemmeno l’intervento muscolare deciso dal presidente Usa. In effetti, intorno a lui c’è chi spiega che l’iniziativa di Trump, di cui Salvini è sostenitore storico, «fa emergere parecchie perplessità».

 

A chi gli parla spiega che «la cosiddetta esportazione della democrazia non sia una soluzione né prudente né saggia». E la diplomazia è tanto più necessaria «in un momento internazionale delicato dove l’uso della forza va circoscritto il più possibile».

 

Per Salvini, la terza via arriva, come è già accaduto, dal Vaticano: «Illuminanti le parole del Papa, che chiede di garantire la sovranità nazionale del Venezuela e assicurare lo stato di diritto».

meloni salvini

 

[…]

 

SALVINI FRA TRUMP E LE PEN “DIPLOMAZIA VIA MAESTRA” IL PD: “QUEL BLITZ È ILLEGALE”

Estratto dell’articolo di Flavia Amabile Federico Capurso per “la Stampa”

 

[…] Quella di Salvini è la stessa posizione espressa da Marine Le Pen, la leader del Rassemblement National con cui il leghista ha creato un asse sovranista in Europa. Non solo all'interno degli Stati Uniti, quindi, anche all'estero la manovra di Trump in Venezuela divide il popolo della destra sovranista. E in Italia, ancora una volta, vede Salvini e Meloni su posizioni contrapposte.

 

salvini in versione trump

Quasi una necessità, per il segretario della Lega, quella di trovare una posizione alternativa alla premier, di distinguersi agli occhi degli elettori. A Palazzo Chigi ci sono abituati. Non sempre è piacevole, talvolta provoca dei problemi, ma ormai viene vissuto quasi come un evento ineluttabile.

 

«Ancora una volta Salvini ha preferito sposare la posizione di qualcun altro, rispetto a quella del governo di cui fa parte», notano dentro Fratelli d'Italia, ma lo dicono con il tono di chi redige sempre il solito resoconto giornaliero, senza grandi preoccupazioni.

 

All'interno di una maggioranza divisa tra sostegno e presa di distanza da Trump, Forza Italia mantiene una linea prudente. Deborah Bergamini vice segretaria e responsabile Esteri del partito definisce «una buona notizia» la destituzione di Maduro, ma avverte che l'azione di Trump «imprime una forte spinta sugli equilibri internazionali, con effetti tutti da valutare».

trump salvini

 

Sulla stessa lunghezza d'onda, Stefania Craxi, senatrice di Fi e presidente della commissione Affari esteri, sottolinea la necessità di «un nuovo ordine internazionale capace di ripristinare regole condivise, garantire stabilità globale ed evitare che quanto accaduto crei pericolosi precedenti». […]

matteo salvini e giorgia meloni meme by edoardo baraldi