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    C'È PUZZA DI CONTE-TER - PAOLO ROMANI, CHE NON STA PIÙ IN FORZA ITALIA MA IN ''CAMBIAMO'' DI TOTI, PARLA DEL SOCCORSO AZZURRO CHE SERVIRÀ AL GOVERNO PER VOTARE LO SCOSTAMENTO DI BILANCIO: ''IO CREDO CHE IL PREMIER CONTE DOVREBBE ANDARE DAL CAPO DELLO STATO E AFFRONTARE IL PROBLEMA. CHE È ISTITUZIONALE, NON POLITICO. VA AFFRONTATO PUBBLICAMENTE, PERCHÉ SI POTRÀ RIPETERE IN FUTURO''


     
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    Alessandro Trocino per il ''Corriere della Sera''

     

    La maggioranza fa i conti, cerca disperatamente senatori in soccorso dagli altri gruppi, ma stavolta non si tratta della solita trattativa causata da una scarsa coesione politica o da turbolenze interne alla coalizione. La questione è politica ma anche istituzionale, perché sono le assenze da Covid a pesare sul voto che si annuncia mercoledì e giovedì sulla Nadef, la Nota di aggiornamento del documento di economia e finanza, e soprattutto sullo scostamento di bilancio.

     

    PAOLO ROMANI LUIGI DI MAIO PAOLO ROMANI LUIGI DI MAIO

    Il numero legale

    Alla Camera la questione nei giorni scorsi era stata affrontata, dopo che per due volte era mancato il numero legale sul voto per la proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio del 2021. Operazione architettata dalle opposizioni che si erano accorte delle molte assenze tra le fila dei giallorossi, oltre 40 deputati in quarantena fiduciaria, e avevano deciso di non partecipare al voto. La Giunta per il regolamento della Camera è intervenuta e ha deciso di considerare in «missione» — quindi assenti giustificati da non computare nel calcolo del quorum per il numero legale — i deputati impossibilitati a esserci. Così, almeno per i voti ordinari, si è recuperata un’agibilità politica.

     

    Ma stavolta è diverso. Perché se per la Nadef è sufficiente la maggioranza semplice, per lo scostamento di bilancio ne serve una qualificata, che prescinde da assenti e presenti. Mercoledì, dalle 16, si comincia alla Camera, giovedì sarà il turno del Senato. Nel fine settimana i deputati ancora in isolamento fiduciario erano scesi a 28 e i giallorossi prevedono di recuperarne ancora in questi giorni. Ma resta l’incognita sui numeri e sulla effettiva presenza di 316 deputati della maggioranza, pena la non approvazione dello scostamento. Tanto più se alle assenze per Covid si dovesse sommare un nuovo blitz delle opposizioni.

     

    I numeri e il Covid

    ROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE ROBERTO GUALTIERI GIUSEPPE CONTE

    Ancora peggiore la situazione al Senato, dove serve la metà più uno dei componenti: 161. Le assenze giustificate non fanno diminuire il quorum, che rimane bloccato a 161. Pd e 5 Stelle non possano contare su cinque senatori, quattro risultati con tampone positivo e uno in isolamento. Erano 7-8 qualche giorno fa e nessuno può sapere se aumenteranno o diminuiranno entro il voto di giovedì.

     

    Il Misto e i senatori a vita

    I pallottolieri funzionano a pieno regime e i numeri oscillano molto. Il gruppo Misto è considerato un ventre molle dove qualche senatore potrebbe decidere di votare con la maggioranza. La quale, sulla carta, conta 168 voti, ai quali bisogna togliere gli assenti per Covid e aggiungere i senatori a vita Mario Monti e Elena Cattaneo, che secondo voci potrebbero essere presenti. Una situazione sul filo di lana che inquieta non poco e ha fatto sperare la maggioranza in un aiuto di Forza Italia. Che però smentisce decisamente. Anzi, dai vertici si dice che «chi voterà a favore sarà fuori dal gruppo».

     

    PAOLO ROMANI MARIA ELENA BOSCHI PAOLO ROMANI MARIA ELENA BOSCHI

    Eppure, protestano dal Partito democratico, allo scostamento di bilancio, che è un atto politico che riguarda il futuro del Paese, Forza Italia ha già votato a favore in passato. Ma qualche crepa si vede, visto che un senatore di Forza Italia, Raffaele Fantetti, ieri ha lasciato il gruppo per aderire al Maie e appoggiare il governo Conte.

     

    Forza Italia

    Paolo Romani, di «Cambiamo» (il Movimento di Giovanni Toti) spiega: «Io credo che il premier Conte dovrebbe andare dal capo dello Stato e affrontare il problema. Che è istituzionale, non politico. Va affrontato pubblicamente, perché si potrà ripetere in futuro».

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