giuseppe lavenia tragedia di crans montana

“PERCHÉ RIPRENDEVANO INVECE DI SCAPPARE? PERCHÉ SONO ADOLESCENTI” – LO PSICOLOGO GIUSEPPE LAVENIA TUMULA CHI DA GIORNI COLPEVOLIZZA LE VITTIME DELLA TRAGEDIA DI CRANS-MONTANA: “CI SONO ALMENO DUE RAGIONI. FINO AI 20-22 ANNI LA CORTECCIA PREFRONTALE NON È COMPLETAMENTE SVILUPPATA: PRETENDERE UNA RISPOSTA “ADULTA” DA UN CERVELLO ADOLESCENTE È SEMPLICEMENTE FALSO DAL PUNTO DI VISTA NEUROFISIOLOGICO. IL SECONDO ASPETTO È ANCORA PIÙ SCOMODO: LO SCHERMO FUNZIONA COME ANESTETICO EMOTIVO. C’È UNA DOMANDA CHE DOVREMMO AVERE IL CORAGGIO DI PORCI, INVECE DI PUNTARE IL DITO: PERCHÉ STIAMO CHIEDENDO AI RAGAZZI DI SALVARSI DA SOLI?”

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Estratto dell'articolo di Giuseppe Lavenia per www.repubblica.it

 

giuseppe lavenia

Perché riprendevano invece di scappare? È la frase che leggo ovunque sotto la notizia della tragedia di Crans-Montana. Una frase che sembra semplice, quasi ovvia. E invece è una frase che fa male. Perché giudica senza capire. […]

 

Di fronte a tragedie come questa, l’opinione pubblica spesso si aggrappa a una domanda rassicurante: “Perché non hanno fatto la cosa giusta?” È rassicurante perché ci illude che esista sempre una scelta corretta, lucida, razionale. Ma è un’illusione adulta, non una verità psicologica.

 

incendio a le constellation a crans montana, in svizzera 1

Ci sono almeno due aspetti fondamentali che stiamo dimenticando. Il primo riguarda il cervello. Fino ai 20-22 anni la corteccia prefrontale non è completamente sviluppata.

È l’area deputata alle funzioni esecutive: valutare il rischio, inibire l’impulso, pianificare, scegliere rapidamente la strategia migliore in una situazione complessa. Non è un’opinione, è un dato neuroscientifico.

 

In condizioni normali questa immaturità si traduce in impulsività, difficoltà di previsione delle conseguenze, bisogno di conferme esterne. In una situazione estrema, fiamme, fumo, panico, urla, caos, pretendere una risposta “adulta” da un cervello adolescente è semplicemente falso dal punto di vista neurofisiologico.

 

giuseppe lavenia

[…] Il secondo aspetto è ancora più scomodo, perché riguarda tutti noi. Riprendere non significa non sentire. Spesso significa sentire troppo. Filmare diventa un meccanismo di difesa. Uno schermo tra sé e l’orrore. […] Di fronte a un trauma improvviso, la mente cerca una distanza. […]

 

Lo schermo funziona come un anestetico emotivo: riduce l’impatto dell’orrore, abbassa l’intensità delle emozioni, crea una separazione che permette alla mente di non crollare. […] È sopravvivenza emotiva.

 

E allora c’è una domanda che dovremmo avere il coraggio di porci, invece di puntare il dito: perché stiamo chiedendo ai ragazzi di salvarsi da soli? La sicurezza non è una responsabilità dei minori. La sicurezza è un dovere degli adulti, delle strutture, delle organizzazioni, delle istituzioni.

 

incendio a le constellation a crans montana, in svizzera 4

[…] Il problema non sono quei ragazzi. Il problema è una società che giudica a posteriori, invece di assumersi la propria responsabilità preventiva, educativa e strutturale. Perché nessuno sa davvero come reagirebbe, finché non si trova dentro l’inferno.

 

* Psicologo e psicoterapeuta, presidente Dite

incendio a le constellation a crans montana, in svizzera 3persone davanti al bar le constellation dopo la strage di capodanno 1crans montana dopo la strage di capodanno giovanni tamburichiara costanzoBAR LE CONSTELLATION A CRANS MONTANAriccardo minghettiachille barosipersone davanti al bar le constellation dopo la strage di capodanno 4sofia prosperiincendio a le constellation a crans montana, in svizzera 2