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    CRONACA VERA - FERMATO DALLA POLIZIA, UN FINANZIERE DI STANZA A PALAZZO CHIGI SI RIFIUTA DI CONSEGNARE I DOCUMENTI: “SONO IL FIGLIO DI UN ALTO DIRIGENTE. LA VOSTRA CARRIERA È FINITA. VOLETE FINIRE A CROTONE? VOLETE CHE VI FACCIO FUORI?" - NON SODDISFATTO, PRENDE A CALCI E MORSI GLI AGENTI: ARRESTATO – LUI SI DIFENDE: “SONO STATO MALTRATTATO. NON AVREI MAI IMMAGINATO. MI HANNO PUNTATO UN FARO IN FACCIA E PROVOCATO, MI HANNO DETTO: TU COLLEGA? AL MASSIMO SEI UN CONTROLLORE DI SCONTRINI”


     
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    Da today.it

    Un militare della Guardia di Finanza che lavora alla segreteria di Palazzo Chigi è stato arrestato domenica sera dopo aver preso a calci, pugni e morsi due squadre della polizia perché non voleva consegnare i documenti. 

     

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    La storia, racconta il Messaggero, è cominciata non lontano dal Grande Raccordo Anulare dove il finanziere è stato fermato dopo aver imboccato lo svincolo per la Bufalotta e aver fatto un'inversione a U: quattro agenti della polizia lo hanno fermato e gli hanno chiesto i documenti. La risposta di lui è stata: "Sono un collega, tutto a posto". Ma i poliziotti gli hanno chiesto lo stesso di farsi identificare. E qui scatta la follia: 

    Dopo una serie di battutacce, prende dal portafogli, ma senza consegnarlo, solo il tesserino di servizio: Guardia di finanza. Poi scende dall’auto e scatena il parapiglia. Un agente viene preso a morsi a una mano, uno riceve un calcio, un altro un pugno. «Per contenerlo lo abbiamo dovuto ammanettare», ha raccontato quasi dispiaciuto al giudice un agente di polizia.

    Ieri il finanziere è stato portato in aula a piazzale Clodio per essere processato. Era in stato d’arresto con l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Un arresto convalidato, nonostante la sua estenuante autodifesa. «Non è vero nulla», ha premesso il finanziere. «Sono stato maltrattato. Non avrei mai immaginato. Mi hanno puntato un faro in faccia e provocato, mi hanno detto: tu collega? Al massimo sei un controllore di scontrini».

    Gli agenti hanno una versione diversa. Secondo loro lui gli avrebbe detto: "Sono un finanziere, siamo colleghi. Non vi basta? Provocate? Sono anche figlio di un alto dirigente. La vostra carriera è finita. Volete finire a Crotone? Volete che vi faccio fuori?". Un agente, in aula, ha riferito di essersi sentito dire pure "Vi ammazzo". 

     

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    La sera stessa, informato dell’accaduto, il pm Carlo Villani ne ha ordinato l’arresto. Il pm d’aula, Donatella Plutino, non ha chiesto per il militare misure cautelari. E il giudice ha disposto l’immediata liberazione.

     

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