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    LA PROFEZIA DI PIZZAROTTI: “LE ELEZIONI IN EMILIA ACCELERERANNO LA FINE POLITICA DEL M5S” – “DOPO LE REGIONALI PD E CINQUE STELLE FARANNO DUE COSE: PROVERANNO A RIFONDARSI, MA ENTRAMBI NON TOCCHERANNO IL GOVERNO” - "LE SARDINE? HANNO RISVEGLIATO UN ORGOGLIO CHE ERA GIÀ DI SINISTRA”


     
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    Fabio Martini per “la Stampa”

     

    DI MAIO E PIZZAROTTI DI MAIO E PIZZAROTTI

    Primo sindaco a Cinque stelle nella storia italiana e primo ad essere sospeso dal Movimento, da quasi otto anni primo cittadino di Parma, Federico Pizzarotti fa due previsioni: le elezioni in Emilia-Romagna accelereranno la fine politica dei pentastellati, le Sardine hanno riacceso una fascia di opinione pubblica di sinistra demotivata, che porterà alla vittoria di Stefano Bonaccini.

     

    Quarantasette anni, Pizzarotti è stato il primo ad esser sospeso dal M5S, sia pure con motivazioni che si dimostrarono subito inconsistenti e oggi è schierato a fianco di Bonaccini: non avendo tessere di partito, si consente una indipendenza di giudizio, preziosa per capire come vadano le cose in Emilia.

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    Anche queste elezioni si vinceranno e perderanno soprattutto sugli stati d' animo: in queste ore l' elettore emiliano "medio" incerto sta oscillando attorno a quali spinte emotive?

    «Se parliamo di empatia, devo dire che il mondo delle sardine ha risvegliato un certo orgoglio di sinistra - che non vuol dire Pd - legato a tematiche e valori più che a proposte specifiche. E questo ha determinato in una fascia di opinione pubblica demotivata e incerta un sentimento che si esprime in questa scoperta: "che bello c' è un risveglio della gente!»

     

    E gli elettori di centrodestra?

    «Sicuramente saranno sensibili ai richiami di Salvini, che ha solleticato la vocazione vittimistica, andando a giudizio sulla vicenda Gregoretti. Giudizio che si è procurato da solo con i voti dei suoi. Pochi rifletteranno su questo e quindi il capo della Lega cercherà di far passare anche tra gli elettori emiliani, il messaggio: "hanno paura di me, mi attaccano in ogni modo ma io lo faccio per gli italiani"».

     

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    Gli emiliano-romagnoli sono pragmatici: come è possibile che il consuntivo per certi versi significativo del presidente uscente, possa essere vanificato da messaggi di "pancia"»?

    «Io penso che alla fine vincerà Bonaccini ma fino all' ultimo giorno tutto resterà incerto perché anche in Emilia siamo dentro un' onda più grande, quella stessa che negli Stati Uniti, nel Regno Unito o in Austria, ha consentito di far prevalere un elettorato "decentrato", che spesso va al di là del raziocinio in senso stretto. E un' onda mondiale che sta spingendo la Lega, un vento che è comunque difficile contrastare, anche per chi dispone di tutte le credenziali».

     

    A Roma il dopo-Emilia si profila burrascoso per i Cinque stelle: dalle vostre parti che fine hanno fatto gli elettori di quel movimento?

    «In Emilia all' inizio i Cinque stelle erano prevalentemente sostenuti dai delusi della sinistra: valeva per me e per tanti altri. Oggi i delusi sono in parte tornati indietro: sul centrosinistra, una parte è andata alla Lega, una parte verso il non-voto.

     

    Federico Pizzarotti Federico Pizzarotti

    Quando da noi c' è stato il dibattito se fare un' alleanza regionale con il M5S, mentre alcuni facevano prevalere una logica aritmetica, io dissi che sarebbe stato dannoso allearsi con un Movimento che sta al 15% solo nelle logiche dei sondaggisti nazionali, mentre in Emilia-Romagna è dato tra il 5 e il 7%. Risultato che significherebbe un passo indietro di 10 anni. Sarebbe la conferma che si stanno spegnendo: è rimasto un zoccolo duro che non avrebbe votato nessun altro».

     

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    Potrebbero essere le elezioni spartiacque per il Movimento?

    «In Emilia-Romagna per loro sarà dura, anche perché Bonaccini rappresenta una proposta politica seria. E a livello nazionale, se tutto è iniziato nel 2009, il 2020 potrebbe essere l' anno della fine politica dei Cinque stelle».

     

    Con caduta del governo?

    renzi pizzarotti renzi pizzarotti

    «Chi oggi sta al governo e in Parlamento sa che in caso di elezioni, non vi tornerà. Dopo l' Emilia, Pd e Cinque stelle faranno due cose: proveranno a rifondarsi, ma entrambi non toccheranno il governo».

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