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ANCHE IN ISRAELE, L’ALTERNATIVA E’ MOSCIA - IL 27 OTTOBRE GLI ELETTORI DECIDERANNO SE CONFERMARE NETANYAHU O AFFIDARE IL GOVERNO AL GENERALE GADI EISENKOT, EX CAPO DI STATO MAGGIORE DELL’IDF E LEADER DELLA LISTA PIÙ IMPORTANTE DEL FRONTE DEL CAMBIAMENTO - EISENKOT PROMETTE UNA COMMISSIONE DI INCHIESTA SUL 7 OTTOBRE, LA FINE DEI PRIVILEGI PER GLI ULTRA-RELIGIOSI, LO STOP ALL'ESTREMISMO IN CISGIORDANIA MA LE OPPOSIZIONI PERDONO COLPI NEI SONDAGGI: LA PROPAGANDA DI "BIBI" E’ IMPONENTE - BEN GVIR COMIZIA A TEL AVIV, ROCCAFORTE LIBERAL, E ALZA LA POSTA: “ABBIAMO UN'ORGANIZZAZIONE TERRORISTA ALLE NOSTRE PORTE: SI CHIAMA AUTORITÀ PALESTINESE E DOBBIAMO SMANTELLARLA”
1 – TRA LA FOLLA AL COMIZIO DI BEN GVIR “ELIMINARE L’AUTORITÀ PALESTINESE”
Estratto dell'articolo di Francesca Caferri per “la Repubblica”
Ci sono i giovani che sono immigrati da poco, i professionisti dell'high tech che hanno reso grande questa città e qualcuno dei suoi elettori tradizionali: giovani uomini che credono nella forza come modo per Israele per stare al mondo. Itamar Ben Gvir ha lasciato le colline della Cisgiordania (Giudea e Samaria, come le chiama lui) e le celle delle carceri per scendere in territorio avverso ieri sera, presentandosi a Tel Aviv a un evento pensato per un pubblico che parla inglese e aperto alla stampa internazionale (…)
benjamin netanyahu contestato dai familiari delle vittime del 7 ottobre 6
L'uomo che più di chiunque altro in questi tre anni ha rappresentato il lato oscuro di Israele agli occhi del mondo si presenta sul palco sorridente e spavaldo, balla e salta, facendo impazzire la folla di sostenitori. E poi parla per rivendicare, una dopo l'altra, quelle scelte che hanno portato l'Unione europea a discutere sanzioni nei suoi confronti, per le quali non è stato però raggiunto un accordo. «Quando sono arrivato io i terroristi in carcere entravano magri e uscivano obesi. Avevano celle che sembravano suites, potevano uscire per ore e ore, studiavano e prendevano diplomi, giocavano a basket e a ping pong dopo aver sterminato famiglie ebree. A tutto questo ho detto basta». (…) E ancora: «Abbiamo un'organizzazione terrorista alle nostre porte: si chiama Autorità palestinese e dobbiamo smantellarla» (…)
Otzma Yehudit ha sei seggi alla Knesset e i sondaggi dicono che li riprenderà e forse salirà a otto, risultando decisivo per formare la maggioranza se ad affermarsi sarà la destra. Anche questo è Israele oggi. Pensare che Ben Gvir sia un fenomeno isolato non aiuterà a farlo scomparire, perché una parte di questo Paese sta con lui: e non solo fra le colline della Cisgiordania.
2 - SEMPRE PIÙ STANCO DEL CONFLITTO IL POPOLO DI EISENKOT IN ANSIA PER IL TESTA A TESTA NEI SONDAGGI
Estratto dell'articolo di Francesca Caferri per “la Repubblica”
Ilana lo voterà perché «è una persona pulita e ama Israele». Sharon e Oren, moglie e marito, «perché ha pagato il prezzo più alto per questo Paese» (un figlio morto a Gaza, ndr). Per Nimrod «cuore, coraggio e leadership sono ciò che serve per cambiare pagina: e lui li ha». Per lui tutti sono pronti a ingoiare il boccone più amaro per un elettore ebreo israeliano: un'alleanza – in che forma poi si vedrà – con i partiti arabi. Il tutto, con un unico scopo: assicurarsi che i trent'anni di potere di Benjamin Netanyahu finiscano il 27 ottobre.
L'eroe dell'altro Israele si chiama Gadi Eisenkot, ha 66 anni, è l'ex capo di Stato maggiore delle forze armate (Idf) e il leader di Yashar! (letteralmente "dritto", ma anche "retto"), la lista più importante fra quelle del fronte del cambiamento che fra due settimane si presenterà alle urne proponendo una fase nuova per questo Paese, provato da tre anni di guerre ininterrotte e da un attacco terroristico, quello del 7 ottobre 2023, che ne ha modificato in profondità la società.
A guardarlo da vicino, per essere l'uomo che guida l'assalto a un fortino che sta in piedi da tanto tempo, Eisenkot è sorprendentemente tranquillo. Parla con un tono che a tratti sfiora la noia, si ripete, e non usa nessuno dei trucchi di cui il rivale è maestro: niente silenzi studiati, sguardi ironici, frasi a effetto (…)
benjamin netanyahu contestato dai familiari delle vittime del 7 ottobre 5
A questo Israele Eisenkot promette una commissione di inchiesta sul 7 ottobre, la fine dei privilegi per gli ultra-religiosi, lo stop all'estremismo in Cisgiordania: non parla di un futuro lontano, di accordi con i palestinesi, tanto meno di pace (…)
I sondaggi riflettono tutto questo: un mese fa l'opposizione aveva il vento in poppa e un numero di seggi sufficiente per candidarsi alla formazione del nuovo governo, con o senza il sostegno dei partiti arabi, espressione del 20% della popolazione che ha origine palestinese. Oggi non è più così: le rilevazioni raccontano di un testa a testa, con Yashar! e il Likud di Netanyahu a contendersi lo scettro di partito più votato.
La questione non riguarda solo Eisenkot: lunedì sera a Tel Aviv sono arrivati Naftali Bennett e Yair Lapid, seconda gamba della sua alleanza. Ad accoglierli più musica, più luci e più bandiere di quelle che hanno salutato il leader: ma non certo una folla. “Il blocco del cambiamento avrebbe dovuto arrivare all'appuntamento sostenuto da un movimento di massa (…)”.scriveva qualche giorno fa Nahum Barnea su Yedioth Ahronot, invitando l'opposizione a cambiare marcia per non restare schiacciata dalla macchina della propaganda di Netanyahu (…)
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