FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI…
E ORA IL LABOUR SI BUTTA AL CENTRO? IL 71ENNE JEREMY CORBYN LASCIA DEFINITIVAMENTE LA GUIDA DEL PARTITO: “HO FALLITO SULL’OBIETTIVO DI TORNARE AL GOVERNO” - IL SUCCESSORE DOVREBBE ESSERE IL 57ENNE KEIR STARMER, AL SUO FIANCO IN QUESTO QUINQUENNIO COME MINISTRO OMBRA DELLA BREXIT, MA CONSIDERATO PIÙ MODERATO ED 'ECUMENICO' DI LUI...
(ANSA) - Un messaggio per salutare i compagni del Labour, dopo 5 anni segnati da un ritorno a sinistra del partito, ma anche da molte divisioni, da una vittoria elettorale sfiorata a sorpresa nel 2017 e da una disfatta storica nel dicembre 2019. Jeremy Corbyn, 71 anni, dimissionario da 4 mesi, lascia oggi formalmente il timone dell'opposizione britannica al successore che domani sarà proclamato eletto: con ogni probabilità il 57enne Keir Starmer, al suo fianco in questo quinquennio come ministro ombra della Brexit, ma considerato più moderato ed 'ecumenico' di lui, e nettamente favorito nello scrutinio interno che s'è chiuso ieri rispetto alle due rivali donne superstiti, Rebecca Long-Bailey e Lisa Nandy. Un addio in tono minore, oscurato dall'emergenza coronavirus, ma che Corbyn ha voluto comunque suggellare rivolgendosi con passione agli iscritti.
"Ho fallito" sull'obiettivo di riportare il partito al governo, ha ammesso, rivendicando tuttavia di aver contribuito a "cambiare l'agenda" della politica britannica, a scalfire i dogmi dell'austerity e del liberismo economico. Guidare il Labour "è stato l'onore della mia vita", ha sottolineato Corbyn non senza emozione, dicendosi certo che per tornare a vincere il partito debba ritrovare l'unità, ma senza rinnegare la riscoperta della battaglia "per la giustizia sociale, l'uguaglianza, la cura dell'ambiente".
Battaglia da cui personalmente non intende ritirarsi, dopo oltre mezzo secolo di militanza: per continuare a "far campagna per il socialismo, la pace, l'equità". Nel giorno del passo d'addio, al suo fianco non è mancata la moglie Laura Alvarez, avvocato e attivista dei diritti umani di origine messicana, che rompendo la ferra discrezione abituale ha difeso in un articolo per il Daily Mirror l'eredità del marito, proclamandosi "orgogliosa" di lui e denunciando con forza coloro che in questi anni lo hanno a suo dire vilipeso: inclusi i nostalgici di un Labour più centrista.
"E' stato incredibilmente duro per me", ha scritto Alvarez, "vedere mio marito calunniato e le sue parole distorte dagli oppositori e parte dei media. Ma è stato anche più duro vederlo attaccato nel suo stesso partito. E la brutale ironia di tutto ciò è che uniti avremmo potuto tornare a guidare il Paese, non lasciarlo ai Tory" di Boris Johnson, ha concluso, dichiarandosi convinta che mai come oggi l'impegno irriducibile di Jeremy per la sanità pubblica sarebbe stato utile al governo in tempi di pandemia.
FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI…
IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE…
FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE…
FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO…
DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE…
FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA…