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SOLIDALI CON ISRAELE, MA QUALE? QUELLO DI NETANYAHU E DEI MASSACRI A GAZA, O QUELLO DEI MANIFESTANTI E DEI PARENTI DEGLI OSTAGGI? – LA LETTERA DI ADRIANO SOFRI AL “FOGLIO” PER METTERE IN DISCUSSIONE LA LINEA DEL GIORNALE (IN CUI SCRIVE) SULLA GUERRA A GAZA: “NON SI PUÒ RESTARE TRINCERATI DIETRO LA ‘SOLIDARIETÀ CON ISRAELE’ COME SE NON ESISTESSERO NETANYAHU SMOTRICH BEN GVIR E COMPAGNIA DELINQUENTE DA UNA PARTE, E I CITTADINI ISRAELIANI E LE MADRI ISRAELIANE NELLE STRADE DALL’ALTRA. E LA GENTE PALESTINESE DI LÀ E DI QUA. IL TEMPO CONTA, QUANTO ALLA PARTE DA CUI STARE, E SOPRATTUTTO ALLA PARTE DA CUI NON STARE…”
Estratto dell'articolo di Adriano Sofri per “il Foglio”
Caro Foglio, immagino che si possa dire che il Foglio ha una “linea” su Israele e Palestina. “Da sempre”, aggiungerebbe distrattamente qualcuno, ma qui obietterei. Avere una linea “da sempre” vale a rinunciare a misurarsi con i mutamenti portati dal tempo, specialmente quando il tempo si fa così tempestoso e precipitoso.
Si può dire che della “linea” facciano parte due capisaldi: l’opposizione strenua all’antisemitismo, e la difesa strenua dell’esistenza dello stato di Israele? Sembrano due incrollabili pilastri. Però sono crollati, o quasi. Sono almeno gravemente pericolanti.
L’antisemitismo è insieme cresciuto a dismisura, e screditato come la copertura pretestuosa ai crimini di guerra israeliani, comunque li si chiami. Lo stato d’Israele sembra affidare la propria sopravvivenza alla sola potenza militare e a un rincaro quotidiano del suo esercizio, senza alcuna considerazione della reputazione internazionale, di persone e governi.
Questo è evidente, vistoso, e fa parlare tanti, privi di pregiudizi e anzi indotti a spogliarsi di un pregiudizio sentito, del suicidio di Israele. Fa esasperare tanti di più, scandalizzati che il “suicidio” di Israele corrisponda in realtà alla carneficina e all’umiliazione di vite palestinesi.
manifestazione per la liberazione degli ostaggi a tel aviv 9
Ma questo è ormai lo sfondo della questione, il suo fatto compiuto. Poi c’è l’interrogazione su che cosa voglia dire essere solidali con Israele. C’era molto prima del 7 ottobre, con due “anime” contrapposte teatralmente nei sabato sera di Tel Aviv.
C’è, incomparabilmente, oggi. Ieri, cioè, quando i nostri giornali intitolavano sui “350 mila” in piazza contro Netanyahu – o “un milione”, come in altri titoli. Benché non pochi zelanti pro-palestinesi si compiacciano di proclamare il disinteresse dei manifestanti israeliani per le vite dei bambini di Gaza, questa lacerazione nella società israeliana costringe chiunque, compresa la “linea” del giornale, a chiedersi con quale parte di Israele stia la solidarietà con Israele.
benjamin netanyahu bezalel smotrich
[...] Ieri, facendo mia una frase icastica di Paolo Pellegrin – “c’è un prima e dopo Gaza nella storia del mondo” – ho ricevuto obiezioni utili a chiarirmi le idee. Vittorio Zambardino: “Credevo che ci fosse un prima e dopo Ucraina”. Ma la Russia contro l’Ucraina era già successa. Israele contro i palestinesi e contro Israele e contro l’ebraismo e contro la memoria no.
Parteggio fieramente per l’Ucraina, ma so che l’aggressione russa è un nuovo capitolo di una vecchia storia, e che la stessa violazione compiaciuta del tabù sull’atomica, contro il “Mai più Hiroshima”, è relativa, in un mondo in cui il fantasma degli arsenali nucleari si aggira largamente e allegramente, come nel caro alleato Kim Jong-un.
Governo ed esercito di Israele a Gaza hanno sgretolato il “Mai più Auschwitz”, di cui l’Europa almeno aveva creduto di fare la propria fondazione. […]
Qualcun altro ha obiettato: “C’è un prima e un dopo il 7 ottobre”. Qui sta il punto essenziale, mi pare. Siamo a più di 600 giorni “dopo” il 7 ottobre. Sono in molti a credersi dalla parte giusta perché “da sempre”, a loro volta, stanno con “i palestinesi”, e magari trovarono qualche giustificazione al 7 ottobre.
giuliano ferrara anselma dell'olio
Ma chi governa Israele e chi comanda il suo esercito poteva, prima durante e dopo il 7 ottobre, e ogni giorno dopo, ieri, domani, agire in modi diversi. Ha scelto ogni giorno, ogni notte, di agire nel modo che ha condotto a questo punto, e che sta orribilmente continuando e ampliando le sue ambizioni. Questo è irreparabile, almeno per un buon pezzo di storia del mondo, e ben oltre il tempo che resta a noi, e ammesso che il mondo resti.
A questa sequela irreparabile appartiene il cinismo nei confronti degli ostaggi, donne e uomini israeliani rapiti da Hamas. La meravigliosa, tenace, disperata resistenza di famigliari, e via via di più numerosi solidali con la salvezza degli ostaggi, è stata anch’essa trattata, dentro e soprattutto fuori da Israele, come una comprensibile e marginale questione umanitaria, l’ennesimo confronto fra la frustrata legge di Antigone e la legge inesorabile di Creonte: era invece, come tante altre volte – nella storia italiana fatalmente – il cimento fra le opposte valutazioni della vita umana, che fosse quella dei “nemici” o quella dei propri.
benjamin netanyahu itamar ben gvir
La “linea” su Israele e Palestina non può dunque non misurarsi col tempo trascorso e a venire. Non si può restare trincerati dietro la “solidarietà con Israele” come se non esistessero Netanyahu Smotrich Ben Gvir e compagnia delinquente da una parte, e i cittadini israeliani e le madri israeliane nelle strade dall’altra. E la gente palestinese di là e di qua. Il tempo conta, quanto alla parte da cui stare, e soprattutto alla parte da cui non stare. Scrivo un’ovvietà, ma il vento non soffia sul buon senso. […]
manifestazione per la liberazione degli ostaggi a tel aviv 2
adriano sofri
manifestazione per la liberazione degli ostaggi a tel aviv 1
BANDIERA ISRAELIANA A GAZA - FOTO LAPRESSE -
BENJAMIN NETANYAHU VISITA I SOLDATI ISRAELIANI NELLA STRISCIA DI GAZA
attacco israeliano su gaza 5
gaza distrutta dai bombardamenti israeliani
militari egiziani al valico di Rafah
il ritorno a nord degli abitanti della striscia di gaza foto lapresse 11
gaza
ospedale al shifa a gaza 5
palestinesi sfollati tornano al nord della striscia di gaza 15
funerale di bimbi palestinesi a gaza
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CARRI ARMATI ISRAELIANI A GAZA - FOTO LAPRESSE - 8
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