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Tommaso Labate per il "Corriere della Sera"
«Al 70 per cento è fatta. Sa che cosa significherebbe per uno che ha fatto la mia carriera, che è stato in Rai e a Mediaset, chiudere alla guida di una testata storica come questa?». Alcide De Gasperi fondò La discussione nel 1952. Emilio Fede potrebbe diventarne il direttore tra qualche giorno.
«Direttore editoriale», specifica. Una settimana fa ha avuto il primo incontro con il deus ex machina della testata, l'ex parlamentare Giampiero Catone, che dopo l'Udc nella scorsa legislatura ha cambiato tre casacche (Pdl, Fli, Responsabili). Ed è andato bene.
Tra i «dettagli» di un giornale chiuso e poi riaperto, con qualche dipendente rimasto a piedi e una cooperativa nuova, della creatura degasperiana rimane meno di niente. Ma Fede è entusiasta: «Per me sarebbe come arrivare in pace alla fine di un grande percorso». Che, dopo anni, lo vede orfano del Cavaliere. «Come tratterò Berlusconi sulla Discussione? Allo stesso modo di Cofferati o di Bersani. Nulla di più».
Perché, aggiunge, «io ho una mia storia. Sono scampato a un attentato delle Br, ho fatto parte della tradizione socialdemocratica, ho avuto un suocero allievo di Croce. Il rispetto per il pubblico l'ho sempre avuto».
Come direttore editoriale della Discussione, Fede guadagnerà «sui tremila euro al mese». E il ritorno sulla scena del giornalismo dovrebbe coincidere con la sentenza di uno dei processi Ruby, che lo vede imputato insieme a Lele Mora e alla Minetti. «Io non c'entro nulla con quelle cose. Mora faceva l'agente, la Minetti neanche lo so...».
SILVIO BERLUSCONI ED EMILIO FEDE
EMILIO FEDE SFONDO BERLUSCONI
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