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Da Avvenire
Nessuna deroga al regolamento: chi ha un mandato in corso non può candidarsi né a premier né in Parlamento. Con un 'gelido' post scriptum Beppe Grillo dà un primo indizio delle attesissime regole che il M5S metterà in campo per le candidature. Ma il leader pentastellato va oltre e manda un chiaro messaggio alle ambizioni dei sindaci del Movimento, a partire da Chiara Appendino.
«Chi ha iniziato a fare il sindaco nel 2016 continuerà a farlo fino al 2021». La sindaca di Torino non è nominata, ma l' intervento del leader arriva nel corso della 'due giorni' di Luigi Di Maio a Torino. Da giorni all' interno del M5S torinese serpeggiavano voci su un possibile balzo in avanti di Appendino. Lei, in realtà, ha sempre negato. Tanto è bastato, però, a far scattare la precisazione 'ufficiale' di Grillo. In serata anche Appendino spegne qualsiasi ipotesi di scontro:
«Sono d' accordo con Grillo. Sono la sindaca di Torino e intendo esserlo per i prossimi quattro anni». L' intervento di Grillo arriva a una manciata di ore dalla marcia Perugia-Assisi che, in 19 chilometri, vedrà i big M5S sventolare una delle loro bandiere: il reddito di cittadinanza. Al corteo, oltre a Grillo e Davide Casaleggio (due anni fa era presente il padre Gianroberto), ci saranno i volti più noti dell' universo pentastetallato: da Di Maio a Fico fino a, probabilmente, la sindaca di Roma Virginia Raggi.
«Non è puro assistenzialismo. Non credete a queste menzogne. È una vera e propria manovra economica che serve a rilanciare il lavoro», scrive dal blog Alessandro Di Battista che, tuttavia, potrebbe saltare l' appuntamento umbro per concedersi una pausa in famiglia. Il ritorno in piazza del M5S dopo la convention di Ivrea servirà ai big anche a fare il punto in vista del voto: i nodi, a partire da quelli delle candidature, restano diversi.
Intanto il leader pentastellato ha attaccato ieri anche il ministro dell' ambiente Galletti: «Con il sodale Renzi, è noto per aver emanato lo 'Sblocca Italia', il più grande attentato all' ambiente del nostro Paese. Un provvedimento che tra una trivella e nuove cementificazioni, facilita la costruzione di nuovi inceneritori di rifiuti. Galletti ne vorrebbe almeno otto nuovi, di cui uno per Roma e il Lazio.
Peccato che lo scorso 26 gennaio la Commissione Europea, in un report su rifiuti energia ed economia circolare, abbia smontato le strategie dei piromani renziani. In Italia, lo dice lo stesso documento europeo, non c' è certo bisogno di nuovi forni».
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