giuliano tavaroli

CHI FA LA SPIA…LA RIFA’ - ARIECCOLO! GIULIANO TAVAROLI, TRA GLI 11 INDAGATI DELL’INCHIESTA SULLA 'SQUADRA FIORE', VENNE ARRESTATO 20 ANNI FA NELL’INDAGINE TELECOM-SISMI PERCHÉ ACCUSATO DI AVER GESTITO UN SISTEMA DI DOSSIER SU PERSONALITÀ DELLA POLITICA, DELL'ECONOMIA, DELLO SPETTACOLO E DEL CALCIO, - DA MARESCIALLO A SCRITTORE, LA PARABOLA DELL’EX TELECOM CHE ALL'EPOCA PATTEGGIÒ 4 ANNI E 6 MESI PER DOSSIERAGGI ILLECITI – I SOSPETTI DI UN GIOCO DI SPONDA CON L’ALLORA CAPO DEL CONTROSPIONAGGIO DEL SISMI, MARCO MANCINI E LA BATTUTA SUGLI SPIONI DI EQUALIZE NEL 2024: “PIÙ CHE UN DARK WEB, IN ITALIA SEMBRA CI SIA UN WORLD WILD WEST…”

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Luigi Ferrarella per corriere.it - Estratti

 

giuliano tavaroli

Dall’arresto nel 2006, con il patteggiamento a 4 anni e 6 mesi per i massicci dossieraggi praticati dalla security di Telecom e Pirelli sotto la sua guida, alla successiva trasformazione in scrittore di libri sulle spie e opinionista chiamato in tv a discettare proprio di quelle stesse condotte, l’ex maresciallo dell’antiterrorismo dei carabinieri Giuliano Tavaroli aveva ormai compiuto l’intera parabola quando, nell’ottobre 2024, commentando con un gioco di parole sul world wide web l’inchiesta milanese sugli «spioni» dell’agenzia Equalize, ironizzò: «Di società come Equalize ce ne sono 400 in Italia, un unicum in Europa… Più che un dark web, in Italia sembra ci sia un world wild west…».

 

Solo che adesso per la Procura di Roma, di quel sempre fiorente mercato selvaggio di illeciti dati personali che nella capitale avrebbe avuto un’altra ipotizzata associazione a delinquere a tratti alternativa a Equalize, avrebbe di nuovo fatto parte proprio anche Tavaroli.

 

giuliano tavaroli

Che dall’indagine milanese di vent’anni fa era processualmente uscito certo un po’ ammaccato (8 mesi di custodia cautelare in carcere e 4 ai domiciliari), ma tutto sommato non travolto grazie all’indulto di 3 anni, che gli aveva così lasciato solo un residuo di 6 mesi in misura alternativa al carcere rispetto al totale dei 4 anni e 6 mesi patteggiati nel 2009 per associazione a delinquere, appropriazione indebita, corruzione di forze dell’ordine e 007, rivelazione di segreti d’ufficio e notizie di vietata divulgazione per la sicurezza dello Stato.

 

(...)

 

giuliano tavaroli

Del resto il 23 settembre 2006 il panico al governo e in Parlamento era stato tale da determinare a razzo un decreto legge bipartisan che imponeva entro 10 giorni la distruzione dei dossier illeciti: pm, imputati e parti civili lo impugnarono davanti alla Corte Costituzionale, che solo il 22 aprile 2009 decise che la legge nel suo complesso non fosse incostituzionale, ma che la distruzione dei dossier dovesse avvenire con procedure più garanti del diritto di difesa.

 

Anche quell’inchiesta, come oggi l’ipotesi d’accusa romana, riteneva di aver intuito un gioco di sponda con gli 007: nel caso di Tavaroli con l’allora capo del controspionaggio del Sismi, Marco Mancini, infine però prosciolto per improcedibilità dopo che l’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel 2009 confermò il segreto di Stato sui rapporti tra Sismi e Telecom invocato da Mancini quale motivo della propria impossibilità di difendersi. Tavaroli rimase con il cerino in mano, e con quello che (nella definizione coniata allora in requisitoria da un pm) magari gli verrà oggi utile pure nella nuova indagine a Roma: il suo «abituale sgusciante e intelligente modo di rispondere».

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