giorgia meloni legge elettorale

AVETE PREFERENZE?  - SE IL PARLAMENTO APPROVERA’ IL MELONELLUM, DOPO 35 ANNI SI RIAPRIRÀ LA CACCIA ALLE PREFERENZE SUI TERRITORI: MELONI PUNTA A CANDIDARSI COME CAPOLISTA IN CINQUE COLLEGI - DENTRO FRATELLI D'ITALIA ALTRI RACCOGLITORI DI VOTI SONO L’EX COGNATO D’ITALIA LOLLOBRIGIDA, FITTO, RAMPELLI E GEMMATO - E LA LEGA? IL PARTITO E’ IN SUBBUGLIO: GLI UNICI IN GRADO DI MOBILITARE LE MASSE SONO DURIGON E ZAIA - SORRIDONO I VANNACCIANI, CHE POSSONO PIAZZARE COME CAPILISTA IN OGNI REGIONE TUTTI I LORO DEPUTATI (FUTURO NAZIONALE NE HA 9) - NEL PD COME AL SOLITO REGNA LA CONFUSIONE…

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Estratto dell’articolo di Carmelo Caruso per “Il Foglio”

 

giorgia meloni all evento del gazzettino 4

Considerate la loro semenza, fatti non furono per vivere con la preferenza. Iniziate a dividere il Parlamento in due categorie: capolista e no. Da una parte il capitano che naviga verso l’elezione certa (capolista), e dall’altra il naufrago che deve cercare i voti, affrontare i Lotofagi (gli assessori regionali), dimostrare agli elettori che Roma non è l’isola di Calipso. 

 

Sono loro, i secondi, gli Ulisse della crocetta, quelli che Edoardo Ziello, il vice di Vannacci, definisce i “fantasmi di Montecitorio”, i deputati che votano contro le pregiudiziali dell’opposizione e “che appaiono quando la paura è alta”. 

 

riforma della legge elettorale

E la paura è altissima. Meloni sta facendo sapere che si candiderà capolista in cinque seggi per scatenare la competizione elettorale: la caccia alle preferenze. Chi può rispondere, come Lorenzo Guerini, con l’aforisma del comunista Mirello Crisafulli: “Io vinco con l’uninominale, con il proporzionale e con il sorteggio”? Lo spavento fa almeno undicimila.

 

[...] Si fa sul serio. Scatta la febbre del dito. Non ci sono vedette, non ci sono guardiani di Meloni (al contrario dell’ultima volta, quando il governo è andato sotto sulle preferenze e FdI aveva spedito i secondini a sorvegliare in tribuna).

 

legge elettorale

Per misurare la fedeltà sulla legge elettorale (e lo cattura l’occhio di Roberta Benvenuto, l’inviata di Piazza Pulita, che Meloni, e non solo, “Adoro”), ogni fratello d’Italia fotografa il dito sulla pulsantiera, ma quante dita ci vogliono per essere alla fine eletti? 

 

E qui il mare si fa mosso e aeronautico è il cielo. Una ricognizione veloce degli studi che circolano, e che angosciano gli Ulissidi, registrano che almeno il trenta per cento dei parlamentari di FdI è stato miracolato, l’ultima volta, dall’effetto Giorgia.

 

francesco lollobrigida 2

Solo che Meloni, che si trova a Genova al Salone Nautico senza la sindaca Silvia Salis sul palco, e non malignate (l’organizzazione l’ha esclusa dal taglio del nastro, tanto che Meloni l’ha chiamata), questa volta si è stancata.

 

L’avviso di Meloni è: non tollero chi sta a Roma a sbevazzare, mentre io lavoro e non ho vita privata. La soluzione? Favorire al massimo le preferenze riducendo al minimo i capilista. Secondo voi, i deputati che dopo cinque anni nessuno conosce, cosa desiderano? 

 

Giorgia, “fammi capolista” e Lollo (l’uomo dalla bretella tesa), “portami con te”. Non vi diciamo in Lega a che punto sia lo spavento, tranne se vi chiamate Claudio Durigon (ha ventimila preferenze sull’unghia) o Luca Zaia (ne ha prese più di duecentomila), che Salvini vuole candidare capolista in cinque seggi. 

 

Le preferenze le hanno chi ha sudato le sette urne, e camicie. Edoardo Rixi, il viceministro del Mit, ricorda: “In regione ho preso undicimila preferenze e mi sono candidato anche al comune di Genova, per trascinare la lista. Circa duemila preferenze. Si viene eletti se si hanno i voti, è molto semplice”. [...]

 

claudio durigon

In FdI, sulla carta, dopo Meloni, il mister preferenze è Lollobrigida, e poi c’è Fitto (gestisce un pacchetto di quasi centomila). Gli altri sono Rampelli, Gemmato, Edmondo Cirielli, e nomi che magari non vi dicono nulla, ma che in provincia sono sovrani. Cerchiamo nuovamente Osnato. In Sicilia? “Un campione di preferenze è Cannata”. Ci scusi, Osnato, ma lei? “Non mi vanto, ma ne ho un discreto numero”. [...]

 

Nel Pd si sa che le preferenze piacciono ai riformisti come Guerini, uno che ama il voto di carne (e ossa) anche alle primarie del Pd (“bisogna votare mettendoci la faccia”).I vannacciani hanno la fortuna dei sansepolcristi.

 

Aspirano a correre da capilista: Pierro in Campania, Ziello in Toscana, Bof in Veneto e Furgiuele in Calabria, la regione dove, capolista o preferenza, poco importa perché, commenta Furgiuele: “Meloni ci vuole? Bene. Meloni non ci vuole? Niente. Mi dispiace fino all’osso, ma piangere non posso”. 

roberto vannacci

 

Verrà eletto perché la preferenza è il patrimonio di famiglia, l’orologio del padre che si tramanda. Per il momento finisce con 229 voti, sette in più di quanti Giovanni Donzelli aveva previsto. Di chi sono? Ziello, che è anche l’uomo tigre di Vannacci (indossa dei pantaloni attillati da Tigerman), suggerisce: “E se fossero di Azione?”. E se fossero dei vannacciani? 

 

Da 35 anni mancano le preferenze, questa “X” che fa selezione naturale di tutti i problemi. Sopravvive chi come Ulisse supera le prove, uomini alla Igor Taruffi, Taruffenko, costretto a combattere contro Giuseppe Conte-Poseidone (anche Taruffi si ferma da Calipso, da Nausicaa … con la scusa di fare analisi della situazione).

 

Pochi lo sanno, ma Taruffi ha raccolto seimila preferenze alle regionali, in Emilia-Romagna, e avrebbe tutto il diritto di fare il terzo uomo, fra i litiganti Conte e Schlein. Eroe Taruffenko, tra Conte e Schlein, il Foglio propone te come terzo nome: pronto? E Taruffi: “Io sono pronto”. La nostra preferenza è stata espressa. [...]

luca zaia lanca la sua campagna elettorale con un video creato con l'ia 9lorenzo guerini foto lapresseroberto vannacci