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C’È LA FILA DI “VOLTAGABBANA” PER ENTRARE NELL’ESERCITO DI VANNACCI – AVVISATE FORZA ITALIA: GIRANO VOCI INSISTENTI DI TRATTATIVE IN CORSO PER IL PASSAGGIO A FUTURO NAZIONALE DI TRE DEPUTATI FORZISTI, FABRIZIO SALA, ANDREA CAROPPO E GIUSEPPE MANGIALAVORI – ARRIVAVA DA FORZA ITALIA ANCHE DOMENICO GIANNETTA, CANDIDATO VANNACCIANO ALLE SUPPLETIVE DI REGGIO CALABRIA, IN CUI HA RACCOLTO QUASI L’11%, NEL PRIMO TEST UFFICIALE DEL PARTITO DELL’EX GENERALE – IL CASO DEL “MODERATO” GIANNETTA È EMBLEMATICO. SI È BUTTATO SENZA PROBLEMI TRA LE BRACCIA DI VANNACCI IN CERCA DI UNA POLTRONA: “IL GENERALE NON È UN ESTREMISTA, È UN PROVOCATORE. VOGLIO DIVENTARE PARLAMENTARE, CERTO, NON C’È NIENTE DI MALE...”

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Estratto dell’articolo di Adriana Logroscio per il “Corriere della Sera”

 

roberto vannacci foto lapresse 7

Il primo nucleo di Futuro nazionale — i deputati Emanuele Pozzolo, Edoardo Ziello e Rossano Sasso — proveniva da FdI e Lega. Poi il colpaccio, il volto noto: Laura Ravetto, leghista al momento del passaggio, ma con una storia lunga dentro Forza Italia. Forzista è anche il siciliano Tommaso Calderone, ultimo innesto.

 

In mezzo c’è stato lo sbarco di Domenico Furgiuele e Gianangelo Bof, della Lega, e di Davide Bergamini (già ex Carroccio) e Attilio Pierro di FI. Questo in Parlamento, dove altri traslochi non sono esclusi per niente: voci insistenti riferiscono di trattative in corso per Fabrizio Sala, Andrea Caroppo e Giuseppe Mangialavori, tutti (attualmente) forzisti.

 

DOMENICO GIANNETTA – LAURA RAVETTO – EMANUELE POZZOLO – DOMENICO FURGIUELE – EDOARDO ZIELLO – DAVIDE BERGAMINI

Ma smottamenti costanti si registrano un po’ in tutti i territori: al Comune di Milano e in Regione Lombardia, in Piemonte e in Veneto.

 

[...] «Ci vuole svuotare con la promessa di seggi facili», accusano il colpo dirigenti e deputati semplici dell’attuale area di governo. Che siano «traditori», interessati alle liste più che alle idee, è tesi sostenuta anche apertamente. Di certo spesso il passaggio è disinvolto. E repentino.

 

Vannacci ha definito i suoi «la feccia», nella curiosa accezione di «figli di nessuno», ha spiegato. L’appellativo più comune, però, è quello di transfughi È uno di loro Domenico Giannetta, 56enne chirurgo calabrese, dai modi ossequiosi e l’eloquio mite, una vita dentro Forza Italia. Fino a fine agosto, quando ha lasciato il suo partito con il quale era stato eletto consigliere regionale, forte di 11 mila preferenze, solo un anno prima.

 

ROBERTO VANNACCI E MIMMO GIANNETTA

Quel suo partito, infatti, gli aveva comunicato che non intendeva candidarlo al collegio Reggio-Locri lasciato libero dal sindaco Cannizzaro. Il passaggio con Vannacci e la candidatura in quello stesso collegio per conto di Fn sono arrivati con una sola mossa. «Io un traditore?», si scalda per un istante Giannetta, quando gli si riporta l’appellativo che i forzisti calabresi gli hanno scagliato contro. «Traditore è chi non è leale con l’elettorato per interessi familistici e privatistici, come hanno fatto i dirigenti del mio ex partito in Calabria».

 

Giuseppe Mangialavori

Neppure la constatazione, abbastanza ovvia, che passare da FI a Fn sia un passo lungo, scompone Giannetta: «Non rinnego nemmeno un giorno della mia storia dentro FI. Porto con me gli insegnamenti di un grande leader come Silvio Berlusconi. Ma il partito è cambiato. E io ho conosciuto il generale Vannacci e in lui ho ritrovato grandi valori, serietà, rettitudine che mi ispirano fiducia».

 

Giannetta moderato nasce e moderato giura di sentirsi ancora e sempre: «Moderato ma politicamente determinato». Apparentemente non si scompone nemmeno di fronte a certi eccessi comunicativi di Vannacci. «Il generale non è un estremista, è un provocatore — dice —, e ha il merito di portare all’attenzione di tutti temi come immigrazione, sicurezza, famiglia, non più rinviabili, con il piglio necessario».

 

FABRIZIO SALA

Giannetta la battaglia del collegio di Reggio-Locri l’ha persa. Ma raggiungendo quasi l’11 per cento in un territorio difficile, come quello calabrese, feudo forzista, sente di aver portato a termine la sua missione per conto del generale.

 

«Non siamo andati bene, siamo andati benissimo — dice orgoglioso —, al di là di chi prende il seggio i veri vincitori siamo noi. Saliamo a grande velocità mentre i grandi padroni di Forza Italia come Cannizzaro perdono consenso rispetto solo a 4 mesi fa».

 

Tuttavia non nega che dietro a tanto entusiasmo ci sia la prospettiva personale: «Voglio diventare parlamentare certo, non c’è niente di male. Ho fatto esperienza in tutte le istituzioni e mi sento pronto» [...]

Andrea CaroppoGIUSEPPE MANGIALAVORI SILVIO BERLUSCONI roberto vannacci foto lapresse 26

Domenico Giannetta Roberto Vannacci Domenico Furgiuele

domenico giannetta