meloni trump sondaggio

AVVISATE LA “TRUMPETTA” GIORGIA MELONI: L'81,7% DEGLI ITALIANI È PREOCCUPATO PER LA GUERRA DEL TYCOON IN IRAN. A TERRORIZZARE I CITTADINI SONO SOPRATTUTTO LE CONSEGUENZE ECONOMICHE, DI CUI SI VEDONO GIÀ GLI EFFETTI: IL 47,6% TEME LE RIPERCUSSIONI SUI PREZZI DI COMBUSTIBILI, MATERIE PRIME E BENI ALIMENTARI – L’ALLEANZA CON TRUMP È SEMPRE PIÙ “TOSSICA”: IL 54,3% DEGLI ITALIANI PERCEPISCE IL PRESIDENTE USA COME UN FATTORE DI RISCHIO. UN DATO CHE ATTRAVERSA TUTTI GLI SCHIERAMENTI POLITICI, COMPRESI I PARTITI DI MAGGIORANZA (IL 38,5% DEI SOSTENITORI DI FORZA ITALIA, IL 33,3% DI QUELLI DELLA LEGA E IL 23,5% DI FRATELLI D'ITALIA) - L'EUROPA È PERCEPITA COME DISTANTE E POCO INCISIVA: IL 39,9% DELLA POPOLAZIONE PENSA CHE L'ITALIA DOVREBBE TRATTARE DA SOLA CON L'IRAN...

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Estratto dell’articolo di Alessandra Ghisleri per “La Stampa”

 

OPINIONE DEGLI ITALIANI SULLA GUERRA IN IRAN - SONDAGGIO BY ONLYNUMBERS - ALESSANDRA GHISLERI

L'81,7% degli italiani si sente preoccupato per tutto quanto sta avvenendo in Medio Oriente. Questa inquietudine non si definisce attraverso un colore politico specifico, perché è una reazione profondamente umana; tuttavia, più spesso si definisce attraverso ciò che ciascuno teme di perdere o di vedere distrutto.

 

[...] In una società come la nostra, abituata a una relativa stabilità e a un benessere diffuso, la paura tende a tradursi in ciò che appare più concreto e immediato: la possibilità di un indebolimento economico, di una perdita di potere d'acquisto, di un futuro meno prevedibile. [...]

 

 Il pensiero dei cittadini corre infatti velocemente sulle conseguenze economiche per il nostro Paese - e per il proprio portafoglio- che già si manifestano nell'aumento dei prezzi dei combustibili, delle materie prime e dei beni alimentari (47,6%).

 

GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP

A queste preoccupazioni si affiancano i timori per le ripercussioni sulla vita quotidiana (12,5%) e sul proprio stile di vita (3,8%), segno di una fragilità percepita che tocca la dimensione concreta dell'esistenza.

 

Accanto a questo piano, tuttavia, riemerge anche una paura più diretta. Un italiano su quattro (25,6%) si sente infatti più esposto rispetto a possibili sviluppi che coinvolgano direttamente il Paese: dall'eventualità dell'invio di militari italiani nei teatri di guerra (9,8%), al rischio di attentati e azioni terroristiche (8,4%), fino al timore di un allargamento del conflitto con il coinvolgimento di potenze come Russia e Cina (7,4%).

 

Da qui emerge un ulteriore elemento di inquietudine, più politico ma non per questo meno trasversale: il rapporto con il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, percepito come un possibile fattore di rischio dal 54,3% degli italiani.

 

alessandra ghisleri

Un dato che colpisce perché attraversa tutti gli schieramenti politici: oltre al dato maggioritario degli elettori dei partiti di opposizione, infatti, questa preoccupazione riguarda anche il 38,5% dei sostenitori di Forza Italia, il 33,3% di quelli della Lega e il 23,5% di Fratelli d'Italia.

 

Allo stesso tempo, tra le file della maggioranza emerge un 32,4% che considera il rapporto con il leader americano un passaggio obbligato (32.4%). Del resto, quella tra Italia e Stati Uniti è storicamente un'amicizia consolidata, che trascende le singole presidenze.

 

 [...] In questo scenario si inserisce anche il ruolo dell'Europa, percepita da molti come poco incisiva. Non è una novità: già durante l'emergenza Covid era emersa l'immagine di un'Unione distante, fragile e poco reattiva.

 

OPINIONE DEGLI ITALIANI SUL RAPPORTO MELONI-TRUMP - ONLYNUMBERS - ALESSANDRA GHISLERI

Oggi quella stessa percezione sembra riattivarsi. Il 39,9% degli italiani ritiene addirittura che l'Italia dovrebbe trattare direttamente e in autonomia con l'Iran per garantire il passaggio delle navi nel canale di Hormuz, una posizione che, pur non essendo realisticamente praticabile alla luce dei trattati e delle regole europee, segnala un bisogno forte di protezione e di rapidità decisionale.

 

È un dato che va oltre la sua fattibilità concreta: racconta una domanda di sovranità percepita più che reale, una richiesta di presenza e di efficacia che i cittadini faticano a riconoscere nei livelli sovranazionali.

 

gli sguardi di giorgia meloni a donald trump video di smar gossip su tiktok 1

Quando le istituzioni appaiono lente o distanti, la tentazione di immaginare soluzioni autonome cresce, anche se incompatibili con l'assetto politico ed economico esistente. La distanza geografica dal conflitto contribuisce a questo slittamento tra livelli di paura: ciò che non viene vissuto direttamente sul piano fisico o esistenziale viene rielaborato attraverso categorie più vicine all'esperienza quotidiana.

 

Così, la guerra smette di essere soltanto una minaccia militare e diventa un fattore di instabilità generale, capace di insinuarsi nelle scelte di vita, nelle aspettative e nella fiducia nel futuro. Questo non significa che siano scomparse paure più profonde o più "primarie". Piuttosto, esse si manifestano in forme diverse, mediate dal contesto culturale e sociale. La paura, oggi, non è meno autentica: è semplicemente più indiretta, più filtrata, e forse proprio per questo più difficile da riconoscere e da nominare.

VERTICE ALLA CASA BIANCA CON DONALD TRUMP VOLODYMYR ZELENSKY E I VOLENTEROSIla risata di giorgia meloni davanti a donald trump 6IL VIDEO DEL BOMBARDAMENTO AL DEPOSITO DI MUNIZIONI DI ISFAHAN PUBBLICATO DA DONALD TRUMP IL VIDEO DEL BOMBARDAMENTO AL DEPOSITO DI MUNIZIONI DI ISFAHAN PUBBLICATO DA DONALD TRUMP pete hegseth e donald trump - guerra all irangli sguardi di giorgia meloni a donald trump video di smar gossip su tiktok 7