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BANG BANG: GLI ISRAELIANI TORNANO A SPARARE IN LIBANO (E LA PACE IN MEDIORIENTE È SEMPRE PIÙ TRABALLANTE) - DOPO DUE GIORNI DI TREGUA, L'ESERCITO DELLO STATO EBRAICO RIAPRE IL FUOCO CONTRO ALCUNI RESIDENTI ALLA PERIFERIA DELLA CITTÀ DI HADATHA: UN MORTO E DUE I FERITI - I CITTADINI PRESI DI MIRA STAVANO CELEBRANDO UN FUNERALE SCORTATI DALL'ESERCITO LIBANESE - TRUMP SEMBRA INTENZIONATO A SCARICARE NETANYAHU: IL PREMIER SAREBBE "IN PREDA AL PANICO" PER IL NUOVO MECCANISMO DI DE-ESCALATION IN LIBANO CHE ESCLUDEREBBE ISRAELE NEL QUADRO DI SUPERVISIONE (ALL'INTERNO, LE AUTORITA' DI BEIRUT, IRAN, QATAR E PAKISTAN)...
MEDIA, 'IDF SPARA, UN MORTO E DUE FERITI IN LIBANO MERIDIONALE'
(ANSA) - ROMA, 23 GIU - Un giovane è stato ucciso e altri due sono rimasti feriti quando soldati nemici hanno aperto il fuoco con mitragliatrici contro di loro mentre si trovavano vicino a un bulldozer che stava sgomberando una strada nel quartiere di Deir a Nabatieh al-Fawqa, nel Libano meridionale. Lo scrive l'agenzia libanese Nna.
I feriti sono stati trasferiti all'Ospedale Popolare di Soccorso Libanese di Nabatieh. Sempre la Nna riferisce che l'Idf avrebbe aperto il fuoco contro alcuni residenti alla periferia della città di Hadatha mentre si recavano a completare una sepoltura nel cimitero cittadino, scortati dall'esercito libanese. Nei pressi del cimitero della città di Haddatha sono stati avvistati anche tre carri armati Merkava e un bulldozer.
ISRAELE LIBANO Netanyahu menaces
IL GOVERNO DI ISRAELE: "CONTINUEREMO A CONTRASTARE HEZBOLLAH IN LIBANO, LIBERTÀ D'AZIONE ALL'IDF"
Estratto dell'articolo di Fabiana Magrì per "la Stampa"
«Presidente Trump, questa settimana americani, iraniani e pakistani si sono riuniti per decidere il futuro del Libano del Sud. Quello è il nostro Nord, il confine dove i nostri figli combattono per proteggerci. Quella è la linea che Hezbollah oltrepassa per arrivare a noi».
bombardamenti israeliani in libano 5
L'appello accorato arriva dalle pagine del Jerusalem Post, dove il direttore Zvika Klein dà voce all'inquietudine di molti israeliani. La paura è che le città affacciate sul Libano diventino il prezzo imposto a Israele per salvare un negoziato incerto tra Washington e Teheran.
Dalle stanze del resort a Burgenstock, in Svizzera, emergono indiscrezioni che gelano il sangue nelle vene degli israeliani e, stando a un servizio del telegiornale di Canale12, anche in quelle del primo ministro Benjamin Netanyahu. Il premier sarebbe «in preda al panico» per il nuovo meccanismo di de-escalation in Libano emerso dai colloqui di ieri tra Stati Uniti e Iran,
BENJAMIN NETANYAHU AL CONFINE CON IL LIBANO
che potrebbe escludere Israele dal quadro di supervisione e includere invece Iran, Libano, e i due Paesi mediatori dell'accordo Qatar e Pakistan. Il quadro di riferimento, secondo le fonti della tv israeliana, limiterebbe la capacità dell'esercito di rispondere alle minacce: solo quando «imminenti» anziché, come nella formula in vigore adesso, «emergenti».
In una dichiarazione congiunta, Netanyahu, il ministro della Difesa Israel Katz e il capo di Stato Maggiore, il ramatkal Eyal Zamir hanno ribadito che Tsahal «continuerà ad agire con decisione per contrastare le minacce contro i nostri soldati e civili, per distruggere le infrastrutture terroristiche e per mantenere la zona cuscinetto nel Libano meridionale» e che la sicurezza dei cittadini israeliani e dei militari continuerà a essere la «massima priorità, senza compromessi». [...]
bombardamenti israeliani in libano 3
Resta inoltre irrisolto il destino di alcune infrastrutture sotterranee del gruppo sciita, a partire dal vasto complesso scavato sotto il rilievo di Ali Taher, nel Libano meridionale, dove secondo l'intelligence israeliana si nasconderebbero 30-40 miliziani. La rete di bunker e gallerie è troppo profonda per essere neutralizzata con i soli bombardamenti aerei e richiederebbe un'operazione terrestre dedicata.
donald trump benjamin netanyahu foto lapresse.
Israele starebbe valutando la possibilità di affidare all'esercito regolare libanese il controllo del grande sito sotterraneo di Hezbollah a Tebnit come test della sua capacità e volontà di contrastare concretamente il Partito (armato) di Dio. L'idea potrebbe essere messa sul tavolo nei colloqui di oggi tra Beirut e Gerusalemme a Washington.
Solo due giorni fa, in una intervista all'emittente Fox News, il presidente israeliano Isaac Herzog aveva cercato di ricordare al pubblico americano – e indirettamente al presidente Trump – che un eventuale accordo di pace tra Israele e Libano non potrà essere raggiunto finché Teheran continuerà a esercitare la propria influenza attraverso Hezbollah. [...]
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