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Marco Sodano per “la Stampa”
La Banca d’Italia promuove la legge di Stabilità - «può contribuire ad allontanare il rischio di una spirale recessiva», apprezza il taglio del cuneo fiscale avviato con il bonus Irpef, ma avverte: l’anticipo del Tfr in busta paga deve essere temporaneo. Il vice direttore generale di Palazzo Koch Luigi Signorini, ieri in audizione alla Camera, ha spiegato che in caso contrario la previdenza complementare potrebbe non riuscire a «integrare il sistema pensionistico pubblico, soprattutto per i giovani», la categoria che più facilmente va in cerca di liquidità. Ancora Signorini: per i redditi bassi l’anticipo «aggrava il rischio di ricevere in futuro pensioni non adeguate». Bene il rinvio del pareggio di bilancio, giusto «per scongiurare un aggravarsi della recessione».
Anche senza recessione, usciremo dalla crisi a passo di lumaca. Così dicono le Prospettive per l’economia italiana nel biennio 2014-2016 pubblicate ieri dall’Istat (anche l’Istat è stato nel pomeriggio in audizione alla Camera). Nel 2013 il Pil si attesterà a -0,3%, l’anno prossimo arriverà +0,5, nel 2016 potrebbe chiudere a +1%. Ritmi che non accelereranno, sempre secondo l’Istat, con la legge di Stabilità. I suoi benefici si sentono quest’anno, mentre per 2015 e 2016 avrà un «effetto nullo».
Gli stimoli, aumenti di spesa, e riduzione della pressione fiscale (il bonus da 80 euro), saranno compensati con la clausola di salvaguardia che prevede l’aumento dell’Iva nel 2016. Lo stesso Istat dice invece che finalmente ripartono i consumi: dopo tre anni di calo, quest’anno la spesa delle famiglie quest’anno crescerà dello 0,3%, nel 2015 dello 0,6 e nel 2016 dello 0,8. Non sono risultati da scattista, come non lo saranno quelli del mercato del lavoro: s’intravedono «i primi segnali di stabilizzazione», ma il tasso di disoccupazione continuerà a crescere per tutto il 2014 (si attesterà a 12,5%, tre decimi in più rispetto al 2013), per poi tornare a scendere nel 2015 (al 12,4%) e nel 2016 (al 12,1%): ogni decimale vale circa 50mila occupati.
Alla Camera è poi venuto il turno della Corte dei Conti. Il presidente Raffaele Squitieri ha sottolineato «il rischio che Regioni ed Enti locali siano indotti a compensare l’ulteriore riduzione dei trasferimenti con un aumento dell’imposizione decentrata», rischio rilevato anche da Bankitalia. Lo stesso Squitieri ha ricordato che «nell’ultimo decennio le addizionali Irpef sono aumentate in misura significativa». Il gettito è quasi raddoppiato fino ai 15 miliardi del 2013, l’incidenza sul reddito medio dichiarato è passata dall’1,4 all’1,7%, con punte del 2,6 nelle Regioni sottoposte a piano di rientro. Secondo Squitieri «la crescita potrebbe accelerare ancora nel 2015, quando sarà possibile completare il percorso di aumento dell’addizionale regionale ritoccando l’aliquota di un punto».
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