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BERTOLESSO AL CAPOLINEA, E’ PRONTO AL RITIRO: “LASCIO SE ME LO CHIEDE BERLUSCONI” – MA IL BANANA VORREBBE CHE LUI RINUNCIASSE DI SUA INIZIATIVA: “SE LO RITIRASSI IO DALLA CORSA TUTTI DIREBBERO CHE SALVINI E’ IL CAPO”

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berlusconi e bertolaso batman robinberlusconi e bertolaso batman robin

Francesco Verderami per il “Corriere della Sera”

 

Se c’è una cosa che Berlusconi proprio non sopporta è di dover smentire Berlusconi. Perciò non può ritirare la fiducia a Bertolaso, per non contraddire se stesso. Ma anche perché «se lo ritirassi dalla corsa al Campidoglio tutti direbbero che non conto più nulla e che Salvini è diventato il leader del centrodestra». Così l’amor proprio si impasta con le difficoltà politiche che il presidente di Forza Italia deve fronteggiare. E per uscire dal cul de sac in cui si è cacciato scegliendo Bertolaso, ha bisogno di Bertolaso: solo l’uomo delle emergenze può toglierlo dall’emergenza. Con un autonomo e spontaneo passo indietro.

 

BERLUSCONI BERTOLASOBERLUSCONI BERTOLASO

Il candidato a sindaco di Roma racconta che «ogni giorno offro il mio scalpo a Berlusconi. «Presidente, gli dico, se per ragioni superiori di interesse nazionale lei dovesse cambiare idea, sono pronto a ritirarmi». È così: sono pronto a tornare al mio lavoro in Africa, se lui me lo chiedesse». Gliel’ha proposto ancora l’altro ieri e lo rifarà anche oggi, quando tornerà ad incontrarlo.

 

BERLUSCONI BERTOLASO MELONIBERLUSCONI BERTOLASO MELONI

«Andrei via, subito. Certo non rimarrei qui a fare il city manager di qualcun altro. Un conto è se i colonnelli di Forza Italia hanno il mal di pancia. Di questo non mi curo, vado avanti. Se invece Berlusconi mi togliesse la fiducia, allora non sarebbe più possibile proseguire».

Ecco, a Berlusconi serve un’altra cosa, serve cioè che il suo candidato si convinca di non dover aspettare la domanda. Almeno formalmente dovrebbe essere l’ex capo della Protezione civile a compiere il passo per togliere il Cavaliere dagli impicci.

 

salvini (d), con silvio berlusconi e giorgia meloni sul palco allestito in piazza maggiore a bologna 77salvini (d), con silvio berlusconi e giorgia meloni sul palco allestito in piazza maggiore a bologna 77

Sarebbe sbagliato oggi sostenere che Bertolaso quel passo sta per compierlo, è certo però che ci sta pensando. Lo si intuisce dal tono della sua voce, da cui traspare il (legittimo) dispiacere di essere stato prima sedotto e poi abbandonato nella sfida per il Campidoglio. L’accusa non è rivolta al leader di Forza Italia, ma a quanti «hanno deciso di cambiare idea sul mio conto per questioni di poltrone: vice sindaco, assessori, manager per le municipalizzate...». Che si riferisca alla Meloni?

 

Bertolaso, suo malgrado, è diventato il Malaussène su cui scaricare responsabilità politiche che invece ricadono su Berlusconi, stretto tra gli ultimatum dei suoi (ex?) alleati e la rivolta dei dirigenti forzisti romani. Terrorizzati per via di sondaggi devastanti e furiosi per l’ingratitudine del candidato che vorrebbe al suo fianco «la società civile e una lista civica», gli azzurri capitolini ieri stavano per muovere su Arcore, con il coordinatore regionale Fazzone alla testa del corteo.

BERLUSCONI SALVINI MELONI BY BENNYBERLUSCONI SALVINI MELONI BY BENNY

 

Volevano gridare «o noi o Bertolaso». Berlusconi li ha frenati: «Non c’è bisogno che veniate qui, vengo io a Roma». Si sono calmati, per il momento, ma si sono intanto rifiutati di organizzare una cena per l’autofinanziamento della campagna elettorale: «Se la organizzi Bertolaso con la società civile e con la sua lista civica», hanno fatto sapere all’ex premier.

 

O tempora, se persino i capataz locali si ribellano al fondatore del centrodestra. Il punto è che se Berlusconi decidesse di immolarsi sul prescelto resterebbe solo nel partito a Roma. E senza più partiti con cui allearsi in Italia per le Amministrative. Al tavolo per le candidature, ieri, sembrava che l’intesa nazionale con Lega e Fdi fosse vicina.

Berlusconi e Meloni Berlusconi e Meloni

 

Quando ecco il vice segretario del Carroccio, Giorgetti, porre una «pregiudiziale» a nome di Salvini: «È chiaro che se Berlusconi non facesse ritirare Bertolaso, noi andremmo da soli dappertutto». L’esatto contrario di quel che vuole il leader forzista, se è vero che aveva dato ai suoi un unico incarico: «Chiudete accordi dappertutto».

 

berlusconi bertolasoberlusconi bertolaso

Roma per il Cavaliere è diventato un caso capitale, un’emergenza che solo Bertolaso può risolvergli. Ma fino a un certo punto. Perché anche se il suo candidato dovesse fare il passo indietro, comunque Berlusconi pagherebbe dazio. Oltre la sconfitta d’immagine, che verrebbe in parte coperta dall’aura di chi si è sacrificato per l’unità della coalizione, l’ex premier dovrebbe poi risolvere un problema interno, legato alla riottosità di un pezzo del suo partito di schierarsi con la Meloni: «Piuttosto Marchini».

 

SILVIO BERLUSCONI E GUIDO BERTOLASO FOTO LAPRESSE SILVIO BERLUSCONI E GUIDO BERTOLASO FOTO LAPRESSE

Siccome l’alleanza per il Campidoglio anticiperebbe l’alleanza per Palazzo Chigi, in molti si rifiutano di assoggettarsi alla guida leghista: «Io che vengo dal Movimento sociale — ha detto giorni fa a un convegno l’ex ministro Matteoli — mai e poi mai ci starò a rincorrere i lepenisti». Intanto il telefono non squilla. Salvini non chiama, e Berlusconi non intende alzare la cornetta. È pronta la Meloni a fare il gesto conciliatorio: «Dai, forza presidente, che siamo tantissimi»...

 

Bertolaso investito dei pieni poteri, Gianni Letta e Berlusconi - Dal Fatto Quotidiano - Di Emanuele FucecchiBertolaso investito dei pieni poteri, Gianni Letta e Berlusconi - Dal Fatto Quotidiano - Di Emanuele Fucecchi