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E ALLORA BIBBIANO? SALVINI CHIUDERÀ LA CAMPAGNA NELLA FAMIGERATA CITTADINA - LA BATTAGLIA SUL VOTO IN GIUNTA SUL CASO GREGORETTI, CHE (COME DAGO-ANTICIPATO) ZINGARETTI E DI MAIO VOGLIONO RIMANDARE PER NON TRASFORMARE IL LEGHISTA IN UN MARTIRE A POCHI GIORNI DAL VOTO IN EMILIA
Virginia Piccolillo per il “Corriere della Sera”
Un rinvio, ma forse no.
Non è ancora chiaro se il voto della Giunta per le immunità sull' autorizzazione a procedere contro Matteo Salvini sul caso Gregoretti sarà il 20 gennaio, ovvero una settimana prima delle Regionali, come aveva annunciato il presidente forzista Maurizio Gasparri. O se slitterà a dopo le elezioni come chiesto da M5S, Pd e Leu, che temono influenze sull' appuntamento elettorale.
Gasparri si è riservato la decisione dopo un approfondimento con la presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati. Ma i toni dello scontro sono alle stelle. «Sono senza onore e dignità», accusa Matteo Salvini che chiuderà la campagna elettorale a Bibbiano, il paese dell' inchiesta sul presunto giro illecito di affidi di minori. «Salvini usa la giustizia per far politica», controreplica il leader del Pd, Nicola Zingaretti.
MEME SU LUIGI DI MAIO E IL DITO MEDIO A MATTEO SALVINI
La conferenza dei capigruppo di mercoledi aveva disposto una pausa dei lavori d' aula dal 20 al 24 gennaio, ma secondo il regolamento la decisione non era vincolante.
E Gasparri infatti non si è sentito vincolato a far slittare la data prevista. La richiesta è stata allora riformulata da M5S, ai tempi della Gregoretti alleati di governo di Salvini, che rischia il processo per sequestro di persona a causa del trattenimento a bordo degli immigrati ripescati in mare. È questo il cuore del problema.
Ma secondo Gasparri, anche in questo caso come in quello della Diciotti, il Senato dovrebbe negare l' autorizzazione a procedere contro l' allora ministro dell' Interno. «È sicuramente configurabile un coinvolgimento politico governativo» del premier Conte.
«Hanno paura di perdere», attacca Salvini, che pubblica su Twitter un' immagine di Zingaretti e Bonaccini con la scritta: «Il terrore di perdere in Emilia-Romagna». In serata il leader leghista arriva a Scandiano, il paese di Prodi («Un tempo qui per noi era off limits») e annuncia che chiuderà la campagna elettorale a Bibbiano «a fianco delle mamme e dei papà a cui hanno rubato i figli entrando nelle case nottetempo».
E poi: «Rischio la galera perché ho difeso il mio Paese? Ci vado a testa alta, altissima». Immediata la replica dei M5S: «Dovrebbe aver paura lui, è lui l' inquisito», risponde Elvira Evangelista. Anche Zingaretti controreplica: «Gli avversari politici si sconfiggono con la politica e non con le manette».
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