donald trump netanyahu libano

"BIBI, NON C’È BISOGNO DI DEMOLIRE UN EDIFICIO OGNI VOLTA CHE QUALCUNO CI ENTRA" - TRUMP HA CAPITO CHE A NETANYAHU PRUDONO LE MANI E CHE RISCHIA DI FAR SALTARE LA PACE IN MEDIORIENTE: L’ESERCITO ISRAELIANO HA RIPOSIZIONATO UOMINI E MEZZI IN LIBANO - DANNY CITRINOWICZ, 007 DELLO STATO EBRAICO: "NETANYAHU PUÒ FARE DA GUASTAFESTE, MA PAGHEREBBE UN PREZZO ALTISSIMO IN ATTRITO CON L’AMMINISTRAZIONE AMERICANA" - I COLONI CONTINUANO A DESTABILIZZARE: IN CISGIORDANIA, HANNO DATO FUOCO ALL'INGRESSO DI DUE MOSCHEE, VICINO A RAMALLAH - L'EPISODIO FA IL PAIO CON LA DISTRUZIONE, IN LIBANO, DI UN CRISTO CROCEFISSO E LA PROFANAZIONE DI UNA STATUA DELLA MADONNA DA PARTE DI SOLDATI ISRAELIANI...

Vai all'articolo precedente Vai all'articolo precedente
guarda la fotogallery

1 - ISRAELE «RESISTE» AI DIKTAT TRUMPIANI SUL FRONTE LIBANESE «MA NETANYAHU ORA È PIÙ FRAGILE»

Estratto dell'articolo di Marta Serafini per il "Corriere della Sera"

 

benjamin netanyahu donald trump mar a lago 2

Trump prima di tutto, perché le sue parole segnano il cambio di tono di Washington verso Israele. Alla domanda se Israele debba fermare la campagna contro Hezbollah, il presidente degli Stati Uniti risponde di no: Israele deve potersi difendere, ma deve anche «usare il buon senso» e in Libano potrebbe fare un «lavoro migliore».

 

E dal G7, rivolgendosi all’alleato, rincara: «Gli dico, Bibi, potresti essere un po’ più delicato. Non c’è bisogno di demolire un edificio ogni volta che qualcuno ci entra, quello è opera di Hezbollah», ha aggiunto.

benjamin netanyahu donald trump mar a lago 3

 

Sul terreno, però, il confine libanese racconta un’altra storia. L’esercito israeliano ha riposizionato uomini e mezzi in più settori del Sud, tra Bint Jbeil e Marjeyoun, mentre a Nabatieh si sono concentrati gli scontri più duri, con cinque soldati dell’Idf feriti nel Sud del Libano, uno in modo grave.

 

«Se Trump vuole che ci ritiriamo dal Libano, ci ritireremo dal Libano», avverte Danny Citrinowicz, ex responsabile del dossier iraniano nell’intelligence militare israeliana. La sua tesi è che la capacità israeliana di sfidare davvero la Casa Bianca sia oggi «praticamente nulla», al di là della retorica di Benjamin Netanyahu.

 

VIGNETTA ELLEKAPPA - NETANYAHU TIENE AL GUINZAGLIO TRUMP

Per Citrinowicz il punto non è solo militare, ma politico: Israele può anche tentare di fare da guastafeste, ma pagherebbe un prezzo altissimo in attrito con l’amministrazione americana e soprattutto con Trump. La pressione americana si somma alla sua fragilità interna: il Likud arretra, la coalizione di governo viene data in calo nei sondaggi, e sulla destra si allarga il campo dei rivali, dall’ex premier Naftali Bennett all’ex capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot, in forte ascesa. Netanyahu resta il leader centrale della politica israeliana, il Mago, Mr Sicurezza. Ma non è più certo che lo sarà anche in futuro.

 

[...] Al tempo stesso, però, c’è il rischio opposto: che l’intesa venga letta come una vittoria politica del fronte sciita, con il segretario generale di Hezbollah Naim Qassem, che parla di «grande vittoria per l’Iran» e respinge qualsiasi piano di disarmo delle milizie del Partito di Dio in quanto «ricetta per Israele per prendersi tutto e distruggere il Paese». La chiave di volta resta in ogni caso Washington. [...]

 

BENJAMIN NETANYAHU BURATTINAIO DI DONALD TRUMP

2 - CISGIORDANIA, I COLONI ISRAELIANI DANNO FUOCO A DUE MOSCHEE

Estratto dell'articolo di Daniele Castellani Perelli per "la Repubblica"

 

Nel cuore della notte di martedì il villaggio palestinese di Jiljilya, a nord di Ramallah, si è improvvisamente svegliato. Un gruppo di coloni israeliani stava dando fuoco all'ingresso della Grande Moschea e ne stava imbrattando i muri con scritte in ebraico incitanti all'odio: «Vendetta», «Sveglia, ragazzi», «La notte delle moschee», «Saluti dai detenuti».

 

Secondo le testimonianze rese all'agenzia palestinese Wafa e all'Afp, la difesa civile locale e i residenti hanno provato invano a fermare i coloni, che nelle scritte si sono firmati «I giovani delle colline», dal nome del loro movimento. In seguito sono intervenuti i vigili del fuoco e le forze israeliane, che hanno lanciato lacrimogeni e granate stordenti causando feriti.

 

Castello di Beaufort in libano conquistato dall esercito israeliano

In un incidente simile, riporta Wafa, i coloni hanno lanciato una Molotov anche contro la moschea al-Farouq di Mazari a-Nubani, lontana dieci chilometri, ma provocando un incendio più limitato.

 

Sono episodi che inquietano anche per i loro echi storici, in una società israeliana che nelle frange più estreme mostra sempre più disprezzo verso le altre religioni, come hanno dimostrato di recente anche la distruzione di un Cristo crocefisso e la profanazione di una statua della Madonna da parte di soldati dell'Idf in Libano. Appena domenica decine di coloni avevano cercato di dare fuoco ad altre due moschee, a Deir Dibwan e a Burqa, sempre vicino a Ramallah: e per questi episodi la polizia ha arrestato tre giorni fa sei persone, probabilmente i «detenuti» a cui faceva riferimento la scritta.

BOMBARDAMENTI IN LIBANO - BAMBINI

 

Solo a maggio sono stati 22 i casi di attacchi a luoghi sacri musulmani. Oltraggi che si aggiungono a una lunga catena di provocazioni e violenze ai danni degli abitanti della Cisgiordania occupata, dove dall'8 ottobre 2023 sono stati uccisi 1.169 palestinesi, 12.666 sono stati feriti e 23mila arrestati. Qui ormai, come lo stesso esercito ha ammesso, l'80 per cento degli attacchi sono compiuti da israeliani contro palestinesi. [...]

SOLDATI ITALIANI ALLA BASE UNIFIL DI SHAMA IN LIBANOun soldato israeliano METTE UNA SIGARETTA IN BOCCA ALLA STATUA DI MARIA IN UN VILLAGGIO NEL SUD DEL LIBANO libano, nabatieh bombardata da israele 1DONALD TRUMP AL GUINZAGLIO DI BENJAMIN NETANYAHU - ILLUSTRAZIONE DI MARILENA NARDI PER DOMANI