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“UN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DI DESTRA? NON VEDO QUALE SIA IL PROBLEMA. IN QUESTA DESTRA DI GOVERNO NON VEDO FASCISTI” – GIORDANO BRUNO GUERRI: “NESSUN GOLPE IN VISTA DA PARTE DELLA PREMIER, ANCHE SE NON CREDO ABBIA INTENZIONE DI SALIRE AL COLLE. CERTO SE DOVESSERO PUNTARE SU UN POST-FASCISTA DICHIARATO, LE COSE POTREBBERO COMPLICARSI. LA RUSSA POTREBBE ESSERE UNA FIGURA PROBLEMATICA, SI TORNEREBBE SUBITO A PARLARE DEL SUO BUSTO DI MUSSOLINI. IO VEDREI BENE TAJANI O GIORGETTI, DUE SOLUZIONI DI MEDIAZIONE” – “VANNACCI NELLA COALIZIONE DI CENTRODESTRA? PREFERIREI CHE RESTASSE FUORI. TEMO CHE…”
Niccolò Carratelli per la Stampa - Estratto
«Un presidente della Repubblica di destra? Non vedo quale sia il problema».
Giordano Bruno Guerri si dice «stupito» del dibattito seguito alla dichiarazione di Giorgia Meloni sul Quirinale come obiettivo in vista delle prossime elezioni: «La premier ha deciso di giocare a carte scoperte, tanto i suoi avversari avevano già cominciato a tirare fuori l'argomento – spiega lo storico e saggista – ma mi pare si esageri con il trasformare in tragedia una cosa del tutto normale».
Però Meloni parla di un altro tabù da sfatare e un capo dello Stato di destra in Italia non c'è mai stato.
giorgia meloni ignazio la russa sergio mattarella parata 2 giugno foto lapresse
«Sicuramente è un tabù a livello politico ed è una bandiera efficace da sventolare in campagna elettorale. Ma intendo dire che non ci sarebbe nulla di anomalo nel vedere un esponente di destra salire al Quirinale: invito tutti alla calma, nessun golpe in vista. Nel caso, il presidente giurerà sulla Costituzione e si impegnerà a servire la Repubblica come hanno fatto i suoi predecessori».
Già sento le grida di allarme da sinistra: no fascisti al Quirinale.
«Me le aspetto anche io, ma in questa destra di governo io non vedo fascisti. Credo che si siano fatti già abbastanza danni tenendo i missini fuori dall'arco costituzionale e ritardando così l'evoluzione della destra liberale. Qualcuno è rimasto a una destra che non esiste più».
giordano bruno guerri carmelo bene contro tutti maurizio costanzo show 1995
(...)A sinistra, invece, temono di perdere un'altra casella dello scacchiere, un altro pezzo di "egemonia" e la prego di scriverlo tra virgolette, per carità».
(...)
Poi dipende sempre dal profilo e dal curriculum del candidato, non crede?
«Non c'è dubbio, se dovessero puntare su un post-fascista dichiarato, le cose potrebbero complicarsi. Ma mettiamo in chiaro che a destra ci sono figure in grado di andare a ricoprire quella carica».
Meloni stessa, come sostiene qualcuno? O Ignazio La Russa?
«Meloni non credo proprio abbia questa intenzione. La Russa potrebbe essere una figura problematica per quello che dicevo prima: si tornerebbe subito a parlare del suo busto di Mussolini. Io vedrei bene Antonio Tajani o Giancarlo Giorgetti, sono due soluzioni di mediazione, che troverei opportune, anche perché non sono del partito della premier».
giorgia meloni e ignazio la russa alla parata del 2 giugno 2026 foto lapresse
A proposito di identità di destra, lei spera che si riesca a tenere il partito di Roberto Vannacci dentro la coalizione?
«Io preferirei che restasse fuori. Vannacci è estraneo all'idea di destra che ho io e che credo abbiano molti elettori che hanno votato Meloni. Poi temo che possa rivelarsi una specie di cavallo di Troia: uno che, una volta al governo, farebbe opposizione interna per raggranellare consensi e poi lo farebbe cadere per passare all'incasso».
Dopo la sconfitta al referendum e la discesa in campo di Vannacci, la premier è più debole, o no?
«Non direi, anzi il recente scontro con Trump l'ha rafforzata. Non sono affatto pessimista sulle possibilità di vittoria del centrodestra alle prossime elezioni».
giordano bruno guerri
giorgia meloni ignazio la russa sergio mattarella parata 2 giugno foto lapresse
GIORDANO BRUNO GUERRI
giordano bruno guerri d'annunzio
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