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Francesco Bonazzi per Dagospia
"Mi fido di Renzi", assicura Barack Obama dopo l''incontro a Villa Madama con Pittibimbo. E quindi avanti con gli F35 e la spesa per la difesa, che per il Grande Abbronzato deve crescere in tutta Europa, a cominciare dall'Italia. Niente scherzi sulla Russia, dalla quale dobbiamo a imparare a comprare meno gas. E basta con questa "falsa contrapposizione", come la definisce il capo della Casa Bianca, tra crescita e rigore di bilancio: ci vogliono entrambe.
Insomma, bene i progetti di riforme economiche, ma niente sconti sulla riduzione del debito pubblico, dice colui che è pur sempre il primo azionista del Fondo monetario internazionale.
A metà pomeriggio, sui siti dei principali giornali Usa la vista romana di Obama è naturalmente un viaggio per incontrare il Papa. Renzie è regolato in due righe e re Giorgio spesso ignorato dai vari Washington Post, New York Times, Los Angeles Times e Miami Herald, per i quali l'incontro tra il presidente nero e l'uomo di bianco vestito è una notizia che vale quanto Beckham che si vuole comprare il Manchester United.
Ma tra il colloquio con Bergoglio e la visita privata al Colosseo, Obama ha dovuto incontrare anche il presidente della Repubblica e il nuovo premier. Per il primo ha espresso le solite parole di ammirazione: "L'Italia è fortunata ad avere un uomo di Stato così forte, che aiuta il Paese in momenti così difficili". Chissà che gli devono aver raccontato della situazione italiana.
Al Rottam'attore non ha fatto mancare i pubblici incoraggiamenti, dopo averlo sostenuto con la massima discrezione nella staffetta con Lettanipote: "Sono colpito dall'energia e dalla visione che Matteo porta con sé in questo nuovo incarico, c'è visione, c'è ambizione ed è un fatto positivo non solo per l'Italia, ma per l'Europa". Parole forse un po' di circostanza, ma con un riferimento non banale a quella "ambizione" che probabilmente gli Stati Uniti non hanno trovato né in Mario Monti né in Enrico Letta.
Renzie, dal canto suo, non ha potuto che confessarsi un totale fan di Barack: "Obama è per me e per la mia squadra fonte di ispirazione e modello da emulare (...) âYes we can' vale anche per noi e per le riforme che dobbiamo fare". Riforme che conquistano la benedizione del presidente Usa, convinto che "il vostro premier saprà portarle avanti".
In mattinata, alle sette precise, 176 senatori, 298 deputati, 9 ministri e 20 sottosegretari erano andati a messa da Bergoglio che, pur conoscendo la politica italiana da poco tempo, ha rifilato loro un bello shampoo sulla gravità della corruzione. Grande impresa personale dell'ex deputato forzista Renato Farina, non a caso noto anche come "Agente Betulla", che si è imbucato alla sacra funzione.
E in un giorno cos' glorioso e santo, il povero Silvio Berlusconi è stato convocato come testimone al processo di Bari sul giro di escort che avrebbero frequentato le sue residenze.
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