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LA BUONA VOLONTÀ NON BASTA: SERVE TEMPO – FRANCIA, REGNO UNITO, GERMANIA E ITALIA SONO PRONTE A ENTRARE IN AZIONE PER SMINARE LO STRETTO DI HORMUZ E GARANTIRE IL PASSAGGIO DELLE PETROLIERE NEL TRATTO DI MARE TENUTO IN OSTAGGIO DALL’IRAN – CI SONO MOLTE INCOGNITE, A PARTIRE DA TRUMP, DALL’ONU E DALLA NATO – IL SOSPETTO DI UN “TRADIMENTO” DELL’OMAN, CHE AVREBBE CONCORDATO CON L’IRAN DI GESTIRE I SERVIZI PER IL TRAFFICO MARITTIMO E I PASSAGGI PARLAMENTARI NECESSARI IN GERMANIA E ITALIA (DUE CACCIAMINE SONO GIÀ IN MARE)
Estratto dell’articolo di Claudio Tito per “la Repubblica”
vertice dei volenterosi a parigi - friedrich merz emmanuel macron keir starmer Giorgia meloni
Quattro condizioni per partire. I volenterosi europei sono pronti a entrare in azione per mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz. Già ieri i contatti tra i principali partner - Francia, Gran Bretagna, Germania e Italia - si sono intensificati. Cacciamine e incrociatori sono già in movimento verso il Golfo Persico. Ma per rendere operativa la missione, le Cancellerie hanno concordato quattro "paletti" da piantare saldamente come boe all'ingresso dello Stretto.
Ovviamente c'è anche una precondizione: la tregua deve essere effettiva. Con la firma ufficiale di Washington e Teheran. A quel punto scatteranno i quattro passaggi ineliminabili.
CARTELLONE SULLA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ A TEHERAN
Il primo: Donald Trump deve formalmente avallare la presenza del Vecchio continente con la finalità di garantire il traffico marittimo. Tutti gli esecutivi europei, infatti, non si fidano del presidente americano. Non sono sicuri che non cambi idea e che i guadagni incassati dagli States in questi mesi vendendo petrolio e gas agli alleati (in sostituzione di quelli provenienti dal Golfo) non gli facciano ancora gola.
Il secondo punto riguarda l'Iran.
È necessario che Teheran autorizzi la presenza a Hormuz e il perimetro di azione. Un qualsiasi incidente con la marina iraniana comporterebbe un rischio di conflitto altissimo.
[…] La risposta di Teheran di ieri non è di buon auspicio: la sicurezza del Golfo Persico e dello Stretto di Hormuz sarà garantita «senza presenza straniera», pena una durissima reazione.
Il terzo nodo riguarda l'Onu: le Nazioni Unite possono offrire la loro egida?
La quarta condizione, che riguarda in particolare Italia e Germania, consiste nell'approvazione parlamentare della missione.
[…] A questi elementi vanno aggiunte almeno tre variabili: l'Unione europea può partecipare ampliando la missione Aspides. Sarebbe un "cappello" perfetto per i membri Ue. Ma anche in questo caso la procedura richiederà tempo. […]
La terza variabile riguarda i Paesi del Golfo. Al di là delle dichiarazioni pubbliche, molti avrebbero preferito una vittoria netta degli Usa. I rancori con i "persiani" sono atavici. Inoltre la competitività interna è aumentata e, ad esempio, la debolezza di Dubai sta alimentando gli appetiti di molti.
PETROLIERA COLPITA DALL IRAN NELLE ACQUE DEL GOLFO PERSICO
E in più c'è il sospetto dei sospetti: che l'Oman abbia concordato con l'Iran di gestire insieme i servizi per il futuro trasporto marittimo. La paura è che nella sostanza si tratti di una sorta di pedaggio occulto. Tutte questioni che i volenterosi dovranno dirimere in anticipo.
Nel frattempo, però, la flotta è in buona parte pronta. I due cacciamine italiani, il Crotone e il Rimini, fermi nel porto egiziano di Safaga, stanno per mollare gli ormeggi verso Gibuti.
Anche la Gran Bretagna si sta preparando all'operazione per liberare lo Stretto dalle mine di diverso tipo: a propulsione a razzo, cablate o posizionate sul fondale marino e attivate da suoni, movimenti o luce. Sono pronte una nave da sbarco e il cacciatorpediniere Dragon.
La Germania ha già schierato nel Mediterraneo il cacciamine Fulda.
Berlino ha fatto sapere di essere disponibile a inviare anche sommozzatori (che devono far brillare le mine), una nave di scorta e aerei da ricognizione. La Francia invece ha messo nel conto di essere presente almeno con un cacciatorpediniere e una fregata di sorveglianza. Con ogni probabilità nell'immediato si unirà almeno un cacciamine del Belgio. Del resto la coalizione dei "volenterosi" conta quaranta Paesi.
vertice dei volenterosi a parigi - friedrich merz emmanuel macron keir starmer Giorgia meloni
Va considerato che le operazioni di sminamento consisteranno inizialmente nel creare un primo canale libero da ordigni e poi un secondo in senso contrario. Una sorta di autostrada del mare in cui viene garantita l'assenza di bombe.
Ma ci vorrà tempo e le incognite sono tante.
IL BRINDISI DI DONALD TRUMP A PECHINO
mine nello stretto di hormuz
nave the grand wisdom danneggiata sullo stretto di hormuz durante la guerra tra iran e iraq 1980
AREA MINATA - STRETTO DI HORMUZ
la nave mayuree naree colpita dalle mine iraniane 5
nave cargo colpita nello stretto di hormuz
le vie alternative allo stretto di hormuz per il commercio del petrolio
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